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10.02.2022 - 16:18
Aggiornamento: 17:21

Lugano, mobbing nel Club pattinaggio: verso il richiamo

Lo dice, seppur indirettamente, una nota diffusa dal comitato del sodalizio, riunitosi ieri sera per discutere delle accuse a carico di due allenatori

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Ti-Press/Archivio
Disagio sul ghiaccio

I due allenatori del Club pattinaggio di Lugano (Cpl) accusati di mobbing saranno formalmente richiamati. Questo almeno è quanto si desume da una nota inoltrata oggi dal comitato della società, riunitosi ieri sera per discutere delle pesanti accuse mosse dalle famiglie di due atlete e sostenute da una sentenza del Tribunale arbitrale della Swiss Ice Skating (Sis), la Federazione svizzera di pattinaggio sul ghiaccio. “Il comitato del Club pattinaggio Lugano ha già tematizzato le stesse (accuse delle famiglie e raccomandazioni della federazione, ndr) – si legge nel comunicato – e sta procedendo con quanto di sua competenza, dando seguito alle indicazioni ricevute”.

Quella e-mail: si sapeva già da prima?

Il club non lo dice in maniera diretta quindi, ma siccome nella sentenza la Sis raccomandava di richiamare i due allenatori e uno dei due in particolar modo in forma scritta, dati i comportamenti umilianti e offensivi verificatisi nei confronti delle atlete. Comportamenti che, ricordiamo, hanno portato all’abbandono del club da parte delle due giovani talentuose. Più di così il comitato non dice sul caso specifico, aggiungendo che “al momento, per rispetto delle parti in causa e tenuto conto del ruolo del comitato e degli obblighi legali che incombono allo stesso, certi della comprensione, non verranno rilasciate ulteriori comunicazioni”. Infatti, non siamo riusciti a raggiungere la presidente Fausta Alberti affinché potesse chiarirci la deduzione alla quale siamo arrivati. Alberti che, ieri, ha detto alla ‘Regione’ di non aver mai sentito parlare precedentemente alle segnalazioni di mobbing o maltrattamenti. Tuttavia, il portale Liberatv – che per primo ha riferito della storia – sostiene che vi sarebbe un’e-mail di diversi mesi fa nella quale una delle atlete scrive alla presidente del proprio disagio.

‘Benessere di atleti e collaboratori elemento cardine’

Intanto, nella propria nota, il comitato sottolinea che, “essendo il benessere degli atleti e dei collaboratori elemento cardine dell’attività sportiva svolta in seno al club, ogni e qualsiasi spunto volto a perseguire al meglio tale scopo viene valutato e preso in considerazione con la massima attenzione. Per il comitato il rispetto della Carta etica di Swiss Olympic e del Codice di condotta di Swiss Ice Skating rimane prioritario, nell’assoluto ed esclusivo interesse degli atleti e della loro crescita sportiva e personale”. Sulla vicenda, ricordiamo, vuole vederci più chiaro anche il Municipio di Lugano, al quale si sono rivolte le famiglie e che ha chiesto un rapporto scritto al Cpl.

Leggi anche:

‘Comportamenti offensivi e umilianti’ nel pattinaggio

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