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Da un’infrazione stradale la scoperta di un ingente traffico di droga
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14.12.2021 - 16:02
Aggiornamento: 18:06

Trafficò per 10 anni nel Luganese. Preso per uno stop bruciato

Inflitti 3 anni e mezzo di carcere ed espulsione a un 44enne che ha smerciato indisturbato oltre 1 chilo di cocaina. Guadagnò almeno 114mila franchi

«È l’ultima volta. Ho ammesso tutto. Se signor giudice mi dà la possibilità di restare in Svizzera io trovo un lavoro». Così un insegnante di karate e diplomato in meccanica di precisione, doppia nazionalità, marocchina e italiana, 44 anni, ha implorato oggi davanti alla Corte delle Assise criminali di Lugano. L’accusa della quale ha dovuto rispondere: un traffico di 1,6 chili di cocaina, durato ben 10 anni, dal 2011 al 2021, in diverse località: Lugano, Paradiso, Breganzona, Savosa, Castagnola, Comano, Pregassona e Serocca d’Agno. L’imputato è stato arrestato per caso lo scorso 22 marzo per aver bruciato uno stop a Lugano e non prima di aver ingaggiato un tentativo di fuga dalla polizia in auto, oltretutto senza possedere la patente.

Arrestato per caso. Nell’auto sportiva guidata senza patente quasi 300 grammi di droga e 10mila franchi

Quanto ci ha guadagnato?, ha chiesto il giudice Siro Quadri, presidente della Corte. «Poco. Non lo facevo per soldi». Eppure, gli inquirenti, il giorno del suo arresto, il 22 marzo scorso, gli hanno trovato nella vettura sportiva 291 grammi di cocaina e 10mila franchi, contaminati di droga, ciò che non ha lasciato dubbi agli investigatori. L’inchiesta ha ricostruito un guadagno complessivo, in tanti anni di smercio di droga, di almeno 114mila franchi.

Il procuratore pubblico Arturo Garzoni ha aperto la sua requisitoria, sottolineando: «Sono 10 anni che prende in giro tutti. L’Ufficio della migrazione gli ha ordinato più volte di lasciare il Paese. Ma ora i conti sono da pagare. L’imputato è stato preso in flagranza di reato. Aveva raccontato all’inizio che la droga l’aveva trovata in strada. Ma una dozzina di acquirenti lo ha chiamato in causa. Poi ha finalmente compiuto qualche ammissione, seppure il minimo indispensabile». Il 44enne ha invece contestato di aver portato oltre 1 chilo di cocaina a casa di un consumatore e confezionato innumerevoli ‘bolas’. L’inchiesta, ha evidenziato il magistrato, «ha chiarito che l’inquilino dell’appartamento in cambio riceveva qualche dose gratuita e inoltre offriva ospitalità all’imputato, consentendogli di dormire da lui. Secondo il magistrato l’acquirente è credibile e lineare, mentre l’imputato, «un bugiardo cronico», che si chiama fuori da questo ingente quantitativo di oltre 1 chilo di cocaina. A confermare, c’è una testimone – ha sottolineato il pp – che ha pure preso parte al confezionamento della droga nell’appartamento, per ottenere in cambio dosi». Il pp Garzoni ha proposto per il 44enne una pena di 4 anni e 10 mesi di carcere e l’espulsione dalla Svizzera per 10 anni.

L’avvocato di difesa, Yasar Ravi, ha dal canto suo contestato una parte del traffico messo in atto dal 44enne. Segnatamente il capitolo relativo al principale acquirente presso il quale è avvenuto il confezionamento della droga. Il legale ha ricondotto a meno di due anni il periodo di smercio, opponendosi alla ricostruzione dell’atto di accusa che invece ha indicato in 32 mesi, dal gennaio 2015 fino all’estate 2017, il lasso di tempo. «Questo perché chi lo ha chiamato in causa ha parlato nei verbali di circa due anni». In conclusione, l’avvocato Ravi ha sottolineato dunque come il quantitativo ricostruito dall’inchiesta non sia plausibile. Il legale ha chiesto 36 mesi di detenzione, proponendo una parziale sospensione condizionale della pena, pur anche con il massimo periodo di prova.

Nel pomeriggio, la sentenza pronunciata dalla Corte: 3 anni e 6 mesi ed espulsione dalla Svizzera. Il giudice Siro Quadri ha commentato: «Da lungo tempo ha smerciato droga, ha intessuto contatti. E, aspetto più grave, è un trafficante puro dal momento che non consuma». La Corte ha confermato l’atto d’accusa, compreso il punto contestato dal 44enne, lo smercio della cocaina confezionata nell’appartamento di un forte consumatore, pur ammettendo quantitativi al ribasso e più favorevoli all’imputato: 840 grammi per 14 clienti, anziché oltre 1 chilo di droga come aveva prospettato la pubblica accusa. Il quantitativo complessivo trafficato dall’uomo nell’arco di un decennio è stato quantificato in poco più di 1 chilo di cocaina.

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