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L’area dello stadio di Cornaredo oggi (Ti-Press)
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laR
 
19.11.2021 - 05:30

Lugano e Pse, ‘progetto strategico’ o ‘inutile speculazione’?

In vista della votazione del 28 novembre si confrontano Roberto Badaracco (favorevole) e Matteo Poretti (contrario)

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L’ora della verità si sta avvicinando. Tra nove giorni i cittadini di Lugano si esprimeranno in merito alla realizzazione del Polo sportivo e degli eventi (Pse). A chiamare la popolazione alle urne è stato un referendum lanciato dall’Mps che ha raccolto oltre cinquemila firme. Il materiale di voto è nelle case da ormai qualche settimana: i cittadini sono chiamati a esprimersi in merito alla decisione presa a larga maggioranza dal Consiglio comunale (49 voti favorevoli, 1 astenuto e 5 contrari) lo scorso 29 marzo. Si tratta dell’ultimo decisivo atto per l’avvio dell’iter necessario alla realizzazione del Pse in collaborazione con il partner privato – gruppo Hrs di Frauenfeld – tramite l’approvazione dell’accordo generale di partenariato pubblico privato. Abbiamo contattato Roberto Badaracco, vicesindaco e capodicastero Cultura, sport ed eventi della Città di Lugano e Matteo Poretti, membro del comitato referendario, per un ultimo confronto.

Cosa rappresenta il Pse per Lugano?

Badaracco: Il futuro della città, un progetto strategico e innovativo che la connoterà per i prossimi decenni. È una vera riqualifica di un comparto vitale di Lugano, tramite una rigenerazione del territorio che darà più qualità e soprattutto più vita a un quartiere abbandonato a se stesso. Si produce un valore aggiunto anche dal profilo urbanistico, architettonico e ambientale. In ultimo ma non da ultimo: si crea la nuova Casa di tutti gli sport, con stadio e palazzetto. A mio parere è gravissimo che la nona città svizzera non disponga ancora di uno stadio moderno, corrispondente alle attuali necessità, e di un palazzetto dello sport adatto ai tempi. Siamo rimasti i fanalini di coda a livello svizzero e se questo stato perdurerà ancora nei prossimi anni, diventeremo gli zimbelli della nazione. Lo sport in genere, ma soprattutto i movimenti giovanili di tutti gli sport ne soffriranno e otterremo i risultati che ci meritiamo! È un peccato che quando si promuovono progetti i cui benefici vanno a favore di tutta la comunità, c’è chi si mette di traverso con la parola d’ordine “blocchiamo, blocchiamo e ancora blocchiamo!”.

Poretti: La più vasta, dannosa e inutile operazione speculativa condotta sulle rive del Ceresio da un punto di vista sociale, ambientale, urbanistico e finanziario. Sono stati privilegiati gli interessi privati del Credito Svizzero e del gruppo Hrs. Il Municipio e il Consiglio comunale hanno infatti accettato di usare i bisogni sociali sportivi – un nuovo stadio e un nuovo palazzetto dello sport – per sdoganare i contenuti speculativo-immobiliari. Detto altrimenti, la scelta politica è stata quella del ricatto: se volete i contenuti sportivi dovete anche ingoiare i contenuti speculativo-immobiliari. Delle autorità pubbliche rispettose del loro ruolo avrebbero dovuto presentare due progetti completamente separati, cosicché l’opposizione si sarebbe concentrata sulla parte speculativa. Questo è il Pse: un progetto costruito principalmente per venire incontro al bisogno degli investitori di realizzare facili profitti sulle spalle delle cittadine e dei cittadini di Lugano.

Le vostre posizioni sono opposte. Indicate tre ragioni per votare a favore, o rispettivamente contro, al progetto.

Badaracco: Vi sono mille motivi per votare a favore di questo progetto innovativo e moderno. A chi dovesse avere dei dubbi, direi di mettere sul piatto tutti i vantaggi di quest’opera e i pochi svantaggi (se ve ne sono). La bilancia pende nettamente a favore dei vantaggi e dei benefici per gli sportivi e per tutta la popolazione che usufruirà di beni e servizi ottimali in quel comparto. Non possiamo più aspettare: anche solo pochi anni contano. Con le alternative degli oppositori, checché ne dicano, aspetteremo altri 15-20 anni. I tempi della politica si conoscono: se ne abbiamo impiegati 15 per avere la giusta pianificazione, i crediti e i contratti. Affermare che in pochi anni si costruirà un progetto alternativo, significa gettare fumo negli occhi della popolazione e prenderla in giro. In sintesi mi bastano questi tre motivi per giustificare l’operazione: la realizzazione di un nuovo stadio e palazzetto dello sport; la creazione di un quartiere vivo e moderno con servizi amministrativi, commerciali, uffici e spazi abitativi; la presenza di un parco urbano, di spazi verdi con percorsi ciclabili e riqualifica di tutta l’area.

Poretti: Il Pse costerà in 20 anni qualcosa come 344 milioni, ossia 17,2 milioni di franchi l’anno. Una somma abnorme per rispondere ai bisogni sportivi legittimi. E questo quando la povertà e la precarietà stanno crescendo: secondo uno studio della Città di Lugano, il 18,6% dei nuclei familiari non raggiunge il minimo vitale senza gli aiuti sociali. Addirittura l’8,2% non lo raggiunge ugualmente. Il Pse comporterà nuove colate di cemento inutili in una città dove lo sfitto ha raggiunto il 3,81% e genererà un impatto ambientale negativo: secondo gli esperti, il traffico nei quartieri già congestionati attorno al Pse aumenterà tra il 5 e il 10%, mentre l’emissione di gas nocivi crescerà di almeno il 2%. Il Pse ipoteca il futuro dello sport a Lugano: dei 63’370 m2 di superficie destinata alle attività sportive e ricreative di Cornaredo, ben 32’500 m2 sono ceduti per decenni ai privati per costruire i contenuti immobiliari, sacrificando così terreno prezioso per i futuri bisogni sportivi di Lugano.

Il comitato referendario sostiene di non essere contrario allo sport. Dovesse imporsi il referendum, cosa succederebbe al Fc Lugano e alle altre società?

Poretti: Assolutamente nulla. Noi siamo per uno stadio e un palazzetto dello sport, certo sarebbe meglio a costi molto più contenuti. Ricordiamo che il ‘Consorzio Pallone’ aveva presentato un progetto per i contenuti sportivi di 111 milioni, contro i 167 previsti dall’attuale progetto. Se vince il ‘No’, come in ogni vera democrazia, le autorità politiche devono subito attivarsi per ridefinire il progetto secondo quanto espresso dalla maggioranza della popolazione. Nel giro di al massimo due anni, si passerebbe alla fase realizzativa. È una questione di volontà politica. In questo senso, la Sfl accorderebbe la deroga per continuare a giocare nell’attuale stadio. Infatti, come ha detto il suo portavoce Guggisberg su questo giornale, la condizione vincolante è che «il progetto deve continuare a essere attivo», ossia il progetto per un nuovo stadio a norma. Anche Joe Mansueto, il nuovo proprietario americano del Fc Lugano, ha chiaramente detto che in caso di vittoria del no, si troverà una soluzione alternativa. Vediamo male l’on. Badaracco prendere l’aereo per Chicago e dire al miliardario americano “Sorry the stadium project was a little joke” (“Scusa, il progetto di stadio era uno scherzetto”).

Badaracco: Purtroppo si tratta di un’enorme bugia, creata ad arte per raccogliere consensi e simpatie negli sportivi. La realtà e l’unica verità è che chi voterà ‘No’ bloccherà tutto il progetto e soprattutto la realizzazione dei contenuti sportivi, condannandoci a mantenere in uno stato pietoso le attuali strutture. Chi è veramente favorevole allo sport può solo votare ‘Sì’ e contro il referendum. La conseguenza più grave di un voto negativo sul Pse sarà l’immediata relegazione dell’Fc Lugano in Challenge League o in Prima Lega. Non vi sono purtroppo alternative poiché le deroghe della Swiss Football League sono avvenute in base ai progressi dell’attuale progetto. Il voto negativo ne sancirebbe la morte e la Sfl ne prenderà atto relegando l’Fcl, per una questione di norme e di parità di trattamento con gli altri club.

In caso di no, come dovrebbe muoversi il Municipio?

Badaracco: Abbiamo già detto che dovremo ricominciare tutto da capo. Il piano B non esiste. Un nuovo piano di quartiere, una nuova progettazione, nuove licenze di costruzione, nuovi modelli di finanziamento e anche nuovo concorso con gli investitori. Un iter che ritengo durerà almeno altri 15 anni. Per noi è impossibile aspettare ancora così tanti anni.

Poretti: Come detto, il Municipio ha solo una strada: eseguire rapidamente quanto deciso dalla maggioranza della popolazione. Non è così che funziona la democrazia liberale? Certo che è preoccupante vedere municipali, come l’on. Badaracco, urlare ossessivamente che se vince il ‘No’ per 10 anni non si parlerà più di sport a Lugano, dimostrazione dell’uso del ricatto come linea politica. Oltre a essere un’implicita ammissione d’inettitudine politica. E poi ci sorprendiamo se il fossato fra società e politica si allarga...

È ipotizzabile un nuovo bando di concorso con i soli contenuti sportivi?

Poretti: Sì, in politica è tutto possibile, se c’è la volontà. Le ipotesi per realizzare i soli contenuti sportivi sono diverse. Certamente vi è quella di riprendere l’attuale progetto limitandosi alla parte sportiva. Ma è anche ipotizzabile un nuovo bando di concorso. In questo senso ci sono almeno già due progetti sul tappetto. Tra il nuovo bando, la modifica del piano di quartiere, la nuova domanda di costruzione, in due anni al massimo si può mettere la prima pietra.

Badaracco: Assolutamente no. Prima bisogna rifare totalmente il piano di quartiere che non corrisponderebbe più agli attuali contenuti. Bisognerebbe ripianificare da nuovo i contenuti di quell’area. Il bando di concorso sarebbe solo l’ultimo atto da effettuare dopo un iter lungo e tortuoso, perché anche qui ci saranno occasioni per contestare. Insomma realizziamo quanto è già pronto subito oggi, senza procrastinare ancora un’opera che attendiamo da almeno 40 anni!

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