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08.11.2021 - 19:14

‘La Nazionale al Pse? Difficile giocare gare sul sintetico’

Pier Tami spiega che difficilmente si potranno organizzare partite internazionali della ‘Nati’ a Lugano. Foletti: ‘Artificiale scelta pragmatica’

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Ti-Press/S. Golay
In posa sul terreno di Cornaredo

«Torno sempre con grande piacere a Lugano, qui ho giocato e allenato. Rispetto ad allora le strutture non sono cambiate molto, spero quindi che il Polo sportivo e degli eventi (Pse) possa portare a tutto il cantone uno stadio come si merita. È in ballo il futuro del calcio professionistico in Ticino», ha spiegato in conferenza stampa Pier Tami, direttore sportivo e responsabile della Nazionale A. Chi sogna di vedere in futuro Sommer e compagni scendere in campo nel nuovo impianto luganese potrebbe però rimanere deluso. La Nazionale infatti non è solita giocare partite internazionali casalinghe su terreni sintetici, come quello che dovrebbe essere posato nel nuovo impianto. «Il problema sono i rapporti con i club. In Germania e Inghilterra i campi sintetici non ci sono e le squadre non vogliono che i loro giocatori li utilizzino». Rinunciare all’erba naturale è però stata una scelta necessaria per la Città, si è smarcato il sindaco Michele Foletti: «Si è trattato di una scelta pragmatica. Con un campo sintetico possiamo massimizzare le ore di utilizzo, per noi era un aspetto importante visto che il numero di terreni da gioco a Cornaredo non verrà aumentato. Inoltre il Pse è pensato anche per gli eventi, e la scelta del sintetico va in questa direzione».

‘Per noi è un derby’

«Non è la prima volta che la Nazionale giunge in visita a Lugano, per noi rappresenta un’opportunità incredibile a livello di visibilità. Sul piano organizzativo ci siamo sempre mostrati all’altezza delle aspettative. La stessa cosa purtroppo non possiamo dirla per le nostre vetuste infrastrutture di Cornaredo. I giocatori se ne renderanno conto loro stessi. Con il nuovo stadio potremmo invece avere un’offerta al top e diventare interessanti anche per il turismo sportivo di alto livello, ospitando magari ritiri di squadre di livello mondiale», ha osservato il municipale Roberto Badaracco. «Per noi, è inutile negarlo, quella che stanno preparando gli uomini di Murat Yakin è una sfida speciale. Un derby calcistico molto sentito alle nostre latitudini. Speriamo che il soggiorno ticinese porti fortuna ai giocatori in vista della partita di venerdì a Roma contro l’Italia». Lo stesso Pier Tami ha riconosciuto l’importanza emotiva della partita: «I punti in palio sono molto importanti, ma sappiamo bene che in ballo c’è molto di più. Vogliamo poter regalare al Ticino la stessa gioia che ha vissuto la Svizzera francese dopo aver eliminato dai Mondiali la Francia. Ci piacerebbe poter tornare qui a Lugano dopo la partita e vedere i tifosi felici per quanto abbiamo fatto».

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