08.11.2021 - 11:34
Aggiornamento: 16:20

Non ci sarà ricorso contro l’opuscolo informativo del Pse

Lo comunicano in una nota stampa i promotori del referendum, che si sono rivolti direttamente al Municipio in una lettera

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Ti-Press

Il Comitato di opposizione al Pse del Municipio di Lugano non presenterà ricorso contro “l’incompleta e non attendibile presentazione del progetto apparsa nell’opuscolo informativo del Municipio inviato a tutti i fuochi con il materiale di voto”. Lo annuncia lo stesso comitato in un comunicato odierno a firma Fulvio Pelli e Martino Rossi.

“L’analisi giuridica delle possibilità di successo del ricorso e, quindi, di una decisione di rinvio della votazione da parte del Tribunale”, scrivono i promotori del referendum, “induce a credere che tale eventualità si verificherebbe, visto che non sarebbe più possibile correggere l’informazione di elettrici ed elettori prima che una parte importante di loro avrà votato”.

Gli oppositori al progetto del Municipio chiariscono di avere sì, il desiderio di veder realizzati stadio e palazzetto dello sport, ma anche che il resto dei terreni di Cornaredo resti “a disposizione dello sport e della nostra gioventù e non di investitori svizzero-tedeschi”.

“Un rinvio della votazione non è certo un obiettivo dei referendisti e degli oppositori”, scrive il Comitato, che auspica che, dopo la bocciatura del progetto del Municipio, “lo si rilanci immediatamente nella sua sola componente sportiva, senza modifiche sostanziali del progetto architettonico e con la collaborazione dei privati, se ci si potrà accordare, oppure senza, così da assicurarne una rapida realizzazione”.

Il Comitato annuncia di aver deciso di rivolgersi direttamente al Municipio in una lettera, nella quale vengono sostanzialmente riprese le motivazioni esposte nella nota stampa della settimana scorsa circa il fatto che non vengano specificati nell’opuscolo i costi riferiti agli interessi sul leasing per lo stadio e il palazzetto dello sport che la Città dovrà versare agli investitori privati costruttori delle due strutture durante 27 anni al termine dei quali tali strutture verranno riscattate a un franco.

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