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Luganese
 
04.10.2021 - 05:300
Aggiornamento : 10:20

Il tram-treno scontenta di nuovo gli ingegneri

Nessuna analisi dell’affidabilità dell’offerta nel bando di concorso, contestato durante l’assemblea dell’Otia

Dopo la bocciatura in tribunale del primo bando di concorso, lo scorso 17 settembre è andata nuovamente in pubblicazione la gara d’appalto per la progettazione esecutiva della ‘tappa prioritaria’ del tram-treno del Luganese. Si tratta della cosiddetta ‘asta’ centrale, che dal piano del Vedeggio raggiungerà il centro di Lugano attraverso una nuova galleria ferroviaria. Un’allettante opportunità per gli studi d’ingegneria ticinesi viste anche le somme in gioco: 350 milioni per i lavori di costruzione, per un totale di 514 milioni di franchi.

Ma anche stavolta c’è del malcontento nella categoria. Se in prima battuta erano state contestate dai ricorsi l’assenza di valutazioni qualitative dell’offerente e le modalità per le richieste di referenze di lavori analoghi svolti in precedenza che i partecipanti erano tenuti a presentare – e che non era possibile ottenere, per esempio nel caso di progetti svolti per conto delle Ffs – stavolta a suscitare discussioni è la decisione del Dipartimento del territorio di non più considerare, quale parametro della gara, l’attendibilità dell’offerta che era invece previsto nel primo bando.

Una mossa che ha già prodotto le prime discussioni, per esempio in occasione dell’assemblea annuale dell’Otia, l’ordine ticinese degli ingegneri e degli architetti (il relativo video era visibile sul sito web dell’Otia fino a un paio di giorni fa), che ha sollevato la questione definendo questa scelta dipartimentale un ulteriore peggioramento. Tra l’altro, c’è l’impressione che questa politica sia il preludio di una nuova prassi per tutti i prossimi grandi appalti pubblici, chiaramente uno dei principali campi di lavoro per gli specialisti attivi nel campo per esempio dell’ingegneria civile.

Un gioco al ribasso?

Abbiamo quindi interpellato l’autore dell’intervento, l’ingegner Stefano Campana, per capire come mai togliere il parametro dell’attendibilità dell’offerta (gli altri sono il prezzo, le referenze delle persone chiave, l’organizzazione dell’offerente e l’analisi del mandato) rappresenterebbe qualcosa di nocivo. «Si tratta di un parametro che risulta fondamentale per limitare tendenze al ribasso delle offerte, che purtroppo spesso caratterizzano il nostro settore» ci risponde l’ingegner Campana. Sarebbero, questi, fattori ben noti a tutto il settore e a tutti i committenti. «In sostanza se un concorrente offre un prezzo molto basso, con il criterio di aggiudicazione legato al prezzo ottiene una nota alta rispetto a chi è più caro, ma se la sua offerta risulta molto più bassa del valore di riferimento (solitamente determinato facendo la media tra il preventivo del committente e la media delle offerte presentate) viene penalizzato nel criterio di aggiudicazione legato all’attendibilità. Con questa metodologia solitamente non è il miglior offerente a prendere il lavoro. È molto utile perché spesso a miglior offerta economica non corrisponde per forza né una miglior prestazione né una modalità etica di gestire la propria società: dumping, subappalti, inadempienze rispetto agli oneri…». In assemblea questo tema ha ricevuto delle prime risposte, abbastanza interlocutorie, da parte del presidente Otia Marco Del Fedele e dal direttore della Cat (Camera ticinese associazioni tecniche) Loris Dellea che si sono comunque ripromessi di affrontare la questione. Campana ha comunque fatto notare che per il più grande bando degli ultimi e dei prossimi decenni è ormai troppo tardi, e che un precedente di un anno fa, relativo a un bando di concorso per la progettazione del risanamento della Strada del Lucomagno, non era stato preso abbastanza seriamente da parte delle associazioni di categoria. In quell’occasione, erano anche stati pubblicati due bandi di gara successivi, il primo con il criterio di attendibilità e il secondo senza. Il risultato è stato che su 22 studi che hanno allestito un’offerta in entrambe le occasioni, nel caso della seconda offerta il fattore medio di riduzione delle offerte (per effettuare le medesime prestazioni) è stato di 1.6. Addirittura uno studio è passato da un’offerta di 833’000 franchi a una di 214’000. Campana ha pure evidenziato come a essere sbagliata fosse la seconda, ma purtroppo il committente potrebbe essere portato a pensare il contrario. Del tema si è riparlato, di transenna, pure all’assemblea della Società ticinese ingegneri e architetti, e sta facendo discutere nella categoria. Il timore in buona sostanza è quello di una forte riduzione degli onorari, fino a soglie ritenute insufficienti per dei professionisti estremamente qualificati.

E la linea di montagna?

Intanto il progetto di tram-treno attende gli sviluppi di un’altra controversia, quella sul tracciato, contestato da opposizioni in particolare per l’abbandono della tratta ‘di montagna’ che porta alla stazione di Lugano attraverso il ‘passo’ di Sorengo. Diventerà un ramo secco da potare una volta che Malcantone e centro di Lugano saranno collegati dal nuovo tunnel? Così non la pensano, ad esempio, l’Associazione traffico e ambiente (Ata) e i Cittadini per il territorio che minacciano di portare il caso fin davanti al Tribunale federale. Ma questa è un’altra storia.

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