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24.09.2021 - 15:47
Aggiornamento: 17:51

Lugano, quindici anni di appoggio scolastico dell’Atte

In tre lustri la sezione dell’Associazione ticinese per la terza età ha seguito quasi mille allievi di scuola media. Un fascicolo ne ripercorre le tappe

lugano-quindici-anni-di-appoggio-scolastico-dell-atte
Ti-Press/Archivio
Il target sono prevalentemente ragazzi di prima e seconda media

Quasi mille allievi seguiti, provenienti da nove sedi scolastiche, per un totale di oltre seimila ore di lezione. È un bilancio all’insegna dell’umiltà quello dei promotori dell’appoggio scolastico della sezione luganese dell’Associazione ticinese per la terza età (Atte), ma i numeri esprimono una dimensione di tutto rispetto. Partito nel 2005 con poco più di venti allievi delle scuole medie di Viganello e Lugano 1, il servizio si è ampliato e strutturato e – resistendo all’urto della pandemia – celebra i suoi primi quindici anni di esistenza con la pubblicazione di un fascicolo, presentato oggi alla sede dell’Atte di via Beltramina a Lugano.

Un appoggio, non una sovrapposizione

«Questo libro è nato pensando agli inizi, allo sviluppo e al futuro del servizio», ha spiegato Mario Prati. E gli inizi del servizio sono legati all’ex docente liceale Armand D’Auria, che con l’allora presidente sezionale Giordano Belloni ha avviato il progetto. «Il nostro appoggio scolastico è nato per dare una risposta a bisogni individuali, non alle scuole – ha ricordato –. Certo, con le scuole collaboriamo fin dall’inizio e sarebbe utile migliorare ulteriormente la cooperazione. Però il servizio non intende sovrapporsi con l’offerta scolastica di base né con i supporti scolastici esistenti, bensì essere un aiuto in più per determinati ragazzi. E si tratta, dal nostro punto di vista, di una preziosa opportunità di incontro fra generazioni». E i ragazzi ai quali si rivolge l’appoggio sono prevalentemente allievi di prima e seconda media che a un dato momento incontrano difficoltà scolastiche, magari su argomenti puntuali, per motivi di svariato genere. «Spesso si tratta più di infondere sicurezza in sé e autostima a questi ragazzi, evidenziarne le peculiarità affinché riescano a inserirsi nel contesto scolastico con maggior profitto e convinzione», il chiarimento di Prati.

Il servizio è gratuito

Le persone che offrono il servizio sono prevalentemente pensionati, sebbene vi siano persone anche più giovani, tutti rigorosamente volontari e non necessariamente ex docenti. «No esatto, un minimo di formazione è richiesta naturalmente – ancora Prati –, ma non tutti sono insegnanti in pensione. E siccome si tratta di volontari, non viene richiesto nessun pagamento alle famiglie: il servizio è gratuito». L’iniziativa s’indirizza pertanto a famiglie di modeste condizioni economiche o che non possono usufruire di un sostegno nell’ambito familiare. Non si tratta di vere e proprie lezioni nelle diverse materie, ma piuttosto di un aiuto per leggere, studiare, eseguire compiti, preparare prove. Gli accordi prevedono ‘pacchetti’ da cinque lezioni, poi rinnovabili una o due volte, una volta alla settimana. Gli incontri si svolgono in contesti extrascolastici, spazi offerti da enti di vario genere e che si trovano sparpagliati sul territorio e vengono poi utilizzati in base alla vicinanza del domicilio del ragazzo.

Forse un’estensione ad altre regioni

«Ai nostri collaboratori chiediamo un po’ di pazienza e capacità di ascolto e di dialogo, mentre dall’altra parte si chiedono un po’ di impegno e buona volontà. Le lezioni sono individuali, perché se fossero di gruppo si ripeterebbero le stesse dinamiche che si creano a scuola: qualcuno rimarrebbe indietro». Una ricetta semplice che in tre lustri ha funzionato nella stragrande maggioranza dei casi e alla quale è necessario ora dare un ricambio generazionale. «Per sensibilizzare potenziali volontari ci piacerebbe distribuire il nostro fascicolo ai docenti del Luganese. Abbiamo chiesto alla responsabile dell’insegnamento medio quest’opportunità e siamo in attesa di una risposta». E sempre parlando di prospettive future, vi è l’intenzione di cercare più attivamente volontari che vogliano mettersi a disposizione per offrire il servizio anche in altre regioni del cantone», dato che per il momento l’appoggio scolastico dell’Atte è una prerogativa del Luganese.

Si riparte a distanza

Intanto, le lezioni di appoggio stanno per riprendere e, almeno fino a Natale, si svolgeranno nella modalità a distanza. Come già fatto, per altro, dall’inizio della pandemia. «Abbiamo dovuto adeguarci anche noi – ha evidenziato Prati –, e per questo ringraziamo quei nostri volontari che hanno dimostrato dimestichezza su questo fronte». Per informazioni, scrivere a cdlugano@atte.ch o chiamare lo 091 972 14 72.

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