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La locandina per fare festa
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19.09.2021 - 17:38
Aggiornamento : 18:25

Parco Saroli: ‘La polizia ci ha caricato’. ‘Accerchiati’

Al ‘Salotto sonoro lampo’ c’è chi parla di intervento sproporzionato degli agenti, mentre gli abitanti del quartiere di Lugano di ‘diritto alla quiete’

«Lo si viene a sapere con il passaparola, con messaggi ‘privati’ dove figura il luogo e l’orario. Quello dell’altra sera non voleva però essere un rave party, ma un momento di spensieratezza, un ‘Salotto sonoro lampo’ come è stato chiamato. Un canale spontaneo per incontrarsi, soprattutto per i giovani che a Lugano si sono ritrovati senza un punto di aggregazione, dall’ex Macello al Morel...». In molti, si parla fra i cento e i centocinquanta, si sono così dati appuntamento nella notte fra venerdì e sabato al parco di Villa Saroli, nel cuore della città. «L’età media era sui vent’anni, ma vi erano anche trentenni e oltre» ci racconta chi vi ha partecipato, «era gente che aveva solo voglia di festeggiare». Una festa però ‘non autorizzata’: «Succede questo se manca il dialogo con le autorità. So che fra alcuni giovani vi è stata la disponibilità a interagire con la politica locale, a seguire un canale più istituzionale, più legale, ma tutto è fallito, e se non sarà dato uno spazio a questi giovani credo che queste forme di aggregazione, probabilmente, non potranno che continuare».

Dalla carica all’accerchiamento: le due posizioni

Qualcuno arriva addirittura a parlare di ‘carica’ della polizia con spray urticante e proiettili di gomma. Gli agenti per disperdere la folla, secondo un comunicato stampa giunto dal Comando della polizia della Città di Lugano che parla invece di ‘accerchiamento’, non avrebbero fatto altro che “utilizzare, conformemente ai protocolli vigenti e nel rispetto dei principi di proporzionalità, le misure e i dispositivi in dotazione, atti a disperdere l’assembramento venutosi a creare intorno al cordone di polizia”. L’intervento delle forze dell’ordine sarebbe stato giustificato da “un grave problema di disturbo della quiete pubblica causato da una manifestazione musicale non autorizzata con musica registrata e riprodotta a forte volume”. Musica che dalle 20, orario di inizio, così come indicato sulla locandina che girava in rete, è andata avanti fino alle ore piccole. “Non hanno mai chiesto di spegnere la musica, hanno fatto un solo intervento e sono arrivati subito a muso duro rubando il generatore come dei ladri pezzenti”, è lo sfogo su Instagram contro la polizia di un’altra persona che lancia l’hashtag #luganoarteecultura, e che non manca di annotare come sia avvenuto “oltrettutto alla 1 del mattino quando gli organizzatori stavano spegnendo la musica ed era chiaro che i toni si stavano abbassando e non c’era l’intenzione di rompere il c***o al vicinato tutta la notte ma di creare un momento conviviale serale in un parco solitamente poco vissuto”.

Un abitante e il disturbo alla quiete: ‘Non è la prima volta...’

Di diverso avviso un abitante della via: «Posso dire invece che noi ‘vicinato’ siamo stati alquanto disturbati? Non concepisco queste forme di ‘fare festa’. Ci sono tanti posti in città dove poter alzare il volume delle casse senza arrecare fastidio a chi nel fine settimana chiede solo di riposare. Faccio un lavoro a turni, e proprio sabato mattina ho dovuto alzarmi alle cinque e mezza, può immaginare come abbia riposato... Alcuni miei coinquilini sono scesi in vestaglia per chiedere a quei tipi di spegnere la musica o quantomeno abbassarla, ma non li hanno ascoltati... Ho telefonato anche alla polizia che mi ha risposto che stava ricevendo diverse segnalazioni dal vicinato. Non è la prima volta che questi gruppi scelgono un quartiere luganese fra i più abitati, quasi con l’intento di creare proprio dei disagi, lo hanno fatto in via Pico a Viganello, in zona Lambertenghi, a Molino Nuovo... Mi chiedo se cerchino proprio lo scontro con la polizia...».

Karin Valenzano Rossi: ‘Il parco lasciato in uno stato indecoroso’

Si dice dispiaciuta la capodicastero Karin Valenzano Rossi: «Da quanto mi risulta gli agenti hanno fatto di tutto affinché questa festa illegale, in una zona fortemente popolosa, cessasse quanto prima. Si sono fatti dapprima vedere nella speranza che avesse effetto dissuasivo, poi sono intervenuti con il dialogo e quando questo e le varie richieste di cessare le attività moleste sono rimasti inascoltati per ore, sono intervenuti per togliere l’alimentazione della corrente e ripristinare la quiete. È un peccato che si sia dovuti intervenire e che queste persone non abbiano considerazione per coloro che abitano nel quartiere e che volevano poter solo legittimamente riposare a casa loro. Non mi risulta alcuna richiesta di dialogo o di autorizzazioni per poter svolgere questo tipo di manifestazioni o altra forma di presa di contatto con le autorità cittadine. Noi siamo naturalmente aperti al dialogo e abbiamo più volte formulato inviti in tal senso. Mi dispiaccio soprattutto per il mancato rispetto verso i cittadini che nel cuore della notte intendono riposare e per il poco rispetto per il parco, lasciato in uno stato indecoroso e pericoloso per l’utenza, tanto da dover far intervenire il picchetto di pulizia del Dicastero servizi urbani in modo da ripristinare igiene e sicurezza per il pubblico. È bello poter avere aree a disposizione della cittadinanza, ma queste, evidentemente, chiedono e meritano il rispetto da parte di tutti».

Leggi anche:

Morel, note in sospeso fra legalità e quiete

Party illegale al Parco Saroli: interviene la polizia

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