tessuti-sottobanco-e-un-tesoro-notturno-condannato
Dai tessuti al denaro (Ti-Press)
ULTIME NOTIZIE Cantone
Gallery
Locarnese
5 ore

Vergeletto, dopo covid e danni c’è voglia di ripartire

La pista di ghiaccio, rimasta chiusa tutta la stagione, ha dovuto fare i conti con la pandemia e il maltempo. Ma ora si volta pagina e si pianifica il futuro
Luganese
5 ore

Muzzano e Cureglia: quando il timone passa da donna a donna

Entrambi i Municipi vantano due sindache, come già nella precedente legislatura. Intervista a Verena Hochstrasser e Tessa Gambazzi Pagnamenta.
Luganese
8 ore

Viganello, duemila persone alla festa nel Campus Est

Un successo la manifestazione popolare voluta da tre Commissioni di quartiere con la collaborazione di Usi e Supsi
Bellinzonese
8 ore

Incontro con i 18enni e 19enni di Airolo

Le autorità comunali hanno incontrato i maggiorenni del Comune negli stabilimenti della ditta Tenconi Sa
Mendrisiotto
8 ore

L’Istituto di microbiologia della Supsi fa base a Mendrisio

Centro di competenze con 60 anni di storia, oggi indaga il territorio e diventa un punto di riferimento per i giovani ricercatori
Ticino
8 ore

Suter affiliato all’Udc: ‘Faccio politica associativa’

A livello svizzero si registra un calo del fatturato del 20 per cento per i ristoranti dall’introduzione dell’obbligo del Covid pass
Bellinzonese
8 ore

La filarmonica di Gorduno celebra i 100 anni con un libro

Il volume scritto da Pasquale Genasci ripercorre la storia della società tenendo conto anche dei cambiamenti politici, economici e sociali del paese
Luganese
9 ore

L’agente di Malcantone ovest richiede l’assoluzione

Il poliziotto, accusato di favoreggiamento e ripetuta infrazione alle norme della circolazione, è tornato in aula davanti alla Corte di appello
Luganese
9 ore

Lugano, il 5,6% dei veicoli supera i limiti presso le scuole

Malgrado le 404 multe, la Polizia della Città traccia un bilancio soddisfacente dell’operazione ‘Bimbi sicuri’, centrata anche sulla prevenzione
Luganese
15.09.2021 - 12:080
Aggiornamento : 17:30

Tessuti sottobanco e un tesoro ‘notturno’: condannato

Dodici mesi sospesi per un 48enne, intermediario di un’azienda comasca, accusato di aver versato in Svizzera oltre 260mila franchi

Una cifra considerevole, oltre 260mila franchi, frutto della merce che sottraeva, indebitamente, dall’azienda lariana dove occupava il ruolo di intermediario commerciale. È stato condannato dalle Assise correzionali, per il reato di riciclaggio ripetuto di denaro, un 48enne italiano, residente a Lugano, che, fra il gennaio 2014 e il marzo 2016, ha trasportato dall’Italia in Ticino i contanti che aveva ricavato nel rivendere il materiale tessile di cui si era appropriato. Curioso il ‘modus operandi’: per non specificare all’istituto bancario la provenienza del denaro, aveva pensato di versarlo alle casse automatiche delle filiali di Lugano, Paradiso, Chiasso e Zurigo, con una certa regolarità e per la precisione in ben 76 occasioni. Cifre che variavano da poche centinaia di franchi a svariate migliaia. Con lui avevano agito due correi, un uomo e una donna, già condannati fra il novembre 2019 e il marzo 2020 dal Tribunale di Como.

Secondo la procuratrice pubblica Francesca Piffaretti-Lanz, che aveva chiesto la conferma integrale dell’atto d’accusa e una pena di 14 mesi (sospesa), l’imputato «nato e cresciuto nell’azienda, conosceva bene la clientela italiana e i processi interni, anche informatici, ciò che ha agevolato i crimini. Dal 2012, venuto ad abitare in Svizzera, poteva inoltre contare sui ‘freschi freschi’ conti bancari, su cui versava il maltolto per mezzo del tesoro notturno». Il ‘Metodo Bianchi’, come emerge nell’inchiesta italiana, «comportava – è stato illustrato nella requisitoria – la vendita sottobanco di tessili, ad almeno tre clienti, per ricavarne un illecito guadagno. La versione dell’imputato, dunque, non regge. Inoltre, su questi conti non ci sono accrediti della sua attività professionale lecita tramite la sua ditta individuale. Tutto è quindi provento di reato, soprattutto facendo riferimento all’elemento principe, ovvero il trasferimento in contante transfrontaliero».

Diretta e perentoria la difesa, sostenuta dall’avvocato Ramella Matta Nassif Khouloud nel richiedere la piena assoluzione: «È un atto d’accusa frutto di sole congetture, siamo di fronte a un castello accusatorio debole. Se fosse stato provento di reato non avrebbe dovuto rendere tracciabile né tangibile quel denaro, come diversamente ha fatto. Emerge in modo incontrovertibile che quel denaro è stato utilizzato per far fronte a spese correnti e non al fine di occultarne l’origine. La generalità e l’indeterminatezza delle accuse per riciclaggio sono evidenti. Vi è assenza dei presupposti oggettivi e soggettivi, nulla agli atti porta alla colpevolezza del mio assistito».

Il giudice Marco Villa non ha però accolto questa tesi e ha condannato l’imprenditore indipendente nel ramo tessile, come si è definito nel dibattimento, a 12 mesi sospesi per un periodo di prova di due anni. Un atto d’accusa dettagliato, lo ha giudicato la Corte, seppur – è stato evidenziato – «non vi sia la prova certosina che ogni versamento sia provento del reato contestato». Per questo è stato confermato il riciclaggio, in «un agire ripetuto e cronico», ma la pena è stata leggermente riveduta rispetto alle richieste dell’accusa.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved