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13.09.2021 - 16:56
Aggiornamento: 26.01.2022 - 15:05

Chi ha lasciato partire da Agno il piccolo Eitan?

Il caso del bambino, unico sopravvissuto alla tragedia del Mottarone, si fa complicato. Le autorità svizzere e italiane non rispondono.

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Mottarone

Un quantomeno ingiustificato “a titolo generale". Così ci rispondono all’Amministrazione federale delle dogane sul caso del bambino, Eitan, unico sopravvissuto alla tragedia del Mottarone, ‘rapito’ dal nonno e portato in Israele contro la volontà della zia che vive in Italia e ne ha ottenuto la tutela. Il bimbo insieme al nonno si sarebbe infatti imbarcato all’aeroporto di Agno dove i controlli evidentemente non hanno funzionato. Ma per colpa di chi? Svizzera, italiana? «I controlli effettuati dall’Amministrazione federale delle dogane nel traffico aereo privato e in tutti i tipi di traffico – ha risposto ai nostri interrogativi la portavoce Nadia Passalacqua – si basano su un’analisi dei rischi, che elaboriamo in collaborazione con le nostre autorità partner nazionali ed estere. Su questa base, se necessario, possiamo effettuare controlli a campione casuali in qualsiasi momento. Per motivi tattici strategici non possiamo fornire informazioni dettagliate sulle nostre misure di controllo».

Dunque, essendo partiti, il controllo ‘a campione’, per questo caso, deduciamo che non ci sia stato. Oppure le autorità italiane non l’hanno comunicato, pur essendo la Svizzera parte dell’area Schengen? Alla Procura di Pavia una gentile segreteria ci risponde che il procuratore aggiunto Mario Venditti, che si sta occupando del caso, non rilascia dichiarazioni. Da parte ticinese le uniche informazioni riguardano l’inesistenza di una rogatoria internazionale. Dall’Italia non sarebbe neppure giunta la richiesta di assistenza giuridica. «A causa della protezione dei dati personali – è quanto ancora comunicato dall’Aministrazione federale delle dogane – non possiamo fornire nemmeno alcuna informazione su un caso individuale. In linea di principio, un controllo dei documenti viene effettuato nel Sistema d’Informazione Schengen quando una persona lascia il paese. Se una persona è segnalata come scomparsa o rapita nel Sistema informativo integrato, il doganiere può impedire alla persona di lasciare il paese». Ma allora Eitan era segnalato o no? Il doganiere lo ha controllato o no?

Era il 23 maggio scorso quando una cabina della funivia Stresa-Alpino-Mottarone anziché fermarsi alla stazione a monte, violentemente torna indietro, sfracellandosi a terra. L’inchiesta appurerà che una fune traente dell’impianto ha ceduto, causando la caduta di una delle cabine in transito, al cui interno si trovavano 15 persone; 14 di loro sono morte. Unico sopravvissuto il piccolo Eitan in vacanza in Italia con i genitori, il fratellino e i bisnonni. Secondo alcune fonti, un parere legale del governo israeliano emesso da esperti dei ministeri degli Esteri e della Giustizia ha sottolineato che portare Eitan in Israele, contro la volontà del suo tutore legale, cioè la zia paterna, costituisce probabilmente un rapimento. Sabato la Procura di Pavia ha aperto un’inchiesta per sequestro di persona a carico del nonno materno, mentre la Questura di Pavia avrebbe diramato un avviso di divieto di espatrio per il bambino, divieto che il nonno è riuscito comunque a eludere raggiungendo la Svizzera e decollando poi per Tel Aviv. “Stiamo accertando l’accaduto per poi intervenire”, ha commentato il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio.

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