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08.09.2021 - 13:36
Aggiornamento: 14:32

Antenne e 5G: punto a favore per Capriasca Ambiente

Il Consiglio di Stato accoglie il ricorso anche di 622 cittadini contro il progetto proposto da tre compagnie telefoniche

Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso di Capriasca Ambiente e di 622 cittadini che si erano schierati contro la decisione del Municipio di Capriasca di concedere la licenza edilizia per l’introduzione della tecnologia 5G, con la sostituzione di nove antenne e il montaggio di parabole su un’antenna già esistente in zona Sala Capriasca/Vaglio, progetto proposto dalle compagnie telefoniche Sunrise, Salt e Swisscom. In sostanza l’associazione aveva invocato la violazione dei principi pianificatori e di coordinamento, esprimendo per il resto preoccupazioni circa l’impatto della tecnologia 5G sulla salute.

Accogliendo il ricorso, il governo cantonale – come spiega alla nostra redazione il presidente di Capriasca Ambiente Fulvio Gianinazzi – "ha indicato che il Dipartimento del territorio era tenuto ad analizzare l’adempimento dei requisiti di cui all’art. 24 Lpt, in particolare l’ubicazione vincolata e la ponderazione degli interessi, essendo il fondo fuori zona edificabile. Nello specifico il governo ha rilevato che il dipartimento, nel preavviso trasmesso al Municipio e parte integrante della licenza edilizia, 'non poteva prescindere da una verifica tecnica della necessità funzionale del singolo impianto nel luogo previsto' per rapporto ai bisogni di copertura del territorio, ai limiti posti dall’Orni e ad altre ubicazioni possibili. E ciò anche se un importante impianto con una tecnologia però meno potente risulti già presente. Il CdS ha evidenziato inoltre che nella decisione impugnata il Dipartimento del territorio è venuto meno anche nell’analisi del secondo requisito, necessario per costruire fuori zona edificabile, ovvero la ponderazione tra interesse privato (delle compagnie telefoniche) e interesse pubblico; in particolare il CdS ha evidenziato che 'nell’ambito del presente giudizio è sufficiente rilevare che nella ponderazione degli interessi contrapposti vanno considerati anche gli aspetti paesaggistici e le esigenze di protezione del bosco. Valutazioni che il dipartimento ha appunto omesso di soppesare”.

Il Consiglio di Stato termina rilevando che in queste circostanze “il ricorso va dunque accolto, annullando la decisione municipale impugnata, siccome fondata su accertamenti insufficienti”. Sarebbe stato infatti compito del Municipio, annota ancora Gianinazzi, "rilevare come il preavviso dipartimentale era carente, scostandosi dallo stesso o rinviando gli atti al Territorio per approfondimenti. Alla luce del giudizio governativo e della forte opposizione della popolazione (622 cittadini), Capriasca Ambiente invita il Municipio, in futuro, a negare un’eventuale nuova richiesta di licenza edilizia, qualora le compagnie telefoniche, esperiti necessari approfondimenti, dovessero ripresentare domanda di costruzione. Va detto infatti che il Municipio può scostarsi da un eventuale futuro preavviso positivo del Dipartimento del territorio".

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