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‘Tutto a Norman di legge’ (foto Ti-Press)
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03.09.2021 - 17:430
Aggiornamento : 18:55

Lugano, presidio degli autogestiti contro lo stato di polizia

Le circa sessanta persone hanno espresso il loro dissenso rispetto ai metodi d'indagine dopo le manifestazioni dello scorso maggio

a cura de laRegione

Una sessantina di persone ha dato vita al presidio rumoroso contro la repressione convocato oggi pomeriggio dagli autogestiti in via Bossi, a Lugano. Più che davanti alla sede della Polizia, la manifestazione si è svolta all’angolo tra via Pretorio e via Bossi, dove sono stati affissi tre striscioni: ‘Chi lotta non è mai solo’; ‘Indagini contro l’autogestione? Tutto a Norman di legge’; ‘Sgomberate i nostri sogni, occupiamo i vostri incubi’. Durante le dimostrazioni sono stati fatti i nomi del direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi e del capo area della Gendarmeria della Polizia cantonale Marco Zambetti.

Prima di dare vita alla protesta sonora – con coperchi, fischietti, una sirena e diversi slogan – è stato letto il comunicato già inviato ieri alle redazioni. Nello stesso gli autogestiti hanno spiegato che “numerose persone (più di una trentina, tra le quali anche alcune minorenni) sono state convocate in polizia a seguito della manifestazione in stazione, dell’occupazione dell’ex Vanoni e di una manifestazione del giorno successivo”.

“Contro Stato, sbirri e ispettori noi non parleremo agli interrogatori” è stata la risposta arrivata con uno slogan. “Solidarietà con tutte le persone denunciate e sotto osservazione”, è stato ribadito.

‘Ci sottraiamo dal triste schema di messa alla gogna’

Il ‘presidio rumoroso’ è stato convocato in seguito alle operazioni di polizia e alle indagini sulle manifestazioni di fine maggio e sull'occupazione dell'ex Vanoni. Dal punto di vista degli autogestiti, si legge nel comunicato, l'operazione di sgombero “con forze congiunte di altri cantoni, poteva solo provenire da chi le ruspe le aveva evocate a più riprese nei propri discorsi e nei propri referenti ideologici”. Nel comunicato si legge che nelle ultime settimane la polizia cantonale “sta convocando, in qualità di imputate, numerose persone (più di una trentina, tra le quali anche alcune minorenni). Le modalità stesse di queste indagini rivelano la natura dello stato poliziesco che il feldmaresciallo (Norman Gobbi; ndr) continua a imporre a questo territorio”.

Gli autori nel testo denunciano un “triste schema fatto d'inchieste intimidatorie, licenziamenti, controlli e messa alla gogna”.

Dopo un'ora, i manifestanti si sono avviati in corteo lungo le vie cittadine, causando qualche disagio al traffico, fino all'ex Molino. Il tutto si è svolto nella calma e sotto l'occhio vigile della Polizia.

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