Luganese
Udc e fischi del 1° Agosto: 'Lugano fuori controllo!'
La sezione luganese dell'Unione democratica di centro considera i fatti "senza ritegno" e auspica un intervento politico più deciso
Fischi in piazza della Riforma (Ti-Press)
4 agosto 2021
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Un 'futuro pericoloso'. Così definisce il 'day after' della cerimonia del Primo Agosto la sezione Udc di Lugano. "Non ci troviamo più di fronte a qualche caso 'sporadico' – è il commento ai fischi di piazza della Riforma da parte del partito presieduto in Città da Alain Bühler – bensì a un’evoluzione della contestazione anarchica da parte degli autogestiti che ha tutta l’aria di diventare, o forse lo è già, sistematica". Una presa di posizione che punta l'attenzione, in particolare, sulle manifestazioni non autorizzate, che "non si contano e che, se provenissero da qualunque associazione, partito o singolo cittadino, verrebbero verosimilmente, e giustamente, stroncate sul nascere e sanzionate con qualche multa".

Viene dunque giudicato "pazzesco" e "senza ritegno" il comportamento attuato sistematicamente di "queste persone". Contrapposta, però, per l'Udc, "una maggioranza sempre meno 'silenziosa' della popolazione che auspica un cambio di marcia e più coraggio da parte del Municipio di Lugano. Quest'ultimo – si legge nel comunicato inviato alle redazioni – sembra tentennare di fronte all’opzione di un intervento deciso (tramite il corpo di Polizia comunale) e proporzionale alla provocazione di questi facinorosi". Da qui una visione: "È evidente che questa situazione non potrà reggere ancora per molto. Ed è vergognoso – rimarca l'Udc – che vi siano partiti politici in seno alle istituzioni cittadine, i cui rappresentanti hanno peraltro dichiarato fedeltà alle leggi e alla Costituzione, che sostengono e alimentano il fronte provocatorio formato dai molinari, ma anche da ex molinari ed ex politici".

'Uno schiaffo non solo al compleanno della Patria'

Una Città, per l'Unione democratica di centro, che è "fuori controllo". Così il Primo Agosto: "Uno schiaffo non solo al compleanno della Patria, non solo alle cittadine e cittadini luganesi, non solo alle tanto esecrate istituzioni, ma anche alle centinaia di persone in visita turistica. Abbiamo dato una dimostrazione desolante, sconfortante e un’immagine turistica da dimenticare ai molti stranieri o confederati presenti quella sera. Chissà perché – si chiede la sezione luganese – non si ha il coraggio di far rispettare le leggi, l'autorità e l'ordine pubblico. Sebbene vi sia un'inchiesta aperta al Ministero pubblico riguardante l'abbattimento dell'ala F dell'ex macello, questa situazione è tale da giustificare degli interventi più incisivi della Polizia comunale". Un suggerimento? "L'esempio che vorremmo è arrivato da Zurigo il 2 agosto, quando circa 200 dimostranti hanno occupato le sedi delle banche in centro città. Ebbene la Polizia zurighese non si è fatta tanti scrupoli a intervenire, allontanando i dimostranti con le dovute maniere e in alcuni casi con arresti. Ci chiediamo perché in Ticino e in questi mesi a Lugano, non si possa far rispettare l'ordine come in altri cantoni. Di certo, dimostrandoci così accondiscendenti e continuando a far finta di nulla, gli autori di queste manifestazioni, insulti, minacce e atti vandalici (ricordiamo i danni fatti alle proprietà private e pubbliche nel recente passato) saranno sempre più incentivati a continuare, sapendo ovviamente che la politica e la polizia non interverranno mai con decisione, ovviamente perché ci si è di nuovo adagiati sulla 'linea morbida' non interventista".

La strada per l'Udc sembra dunque una sola: "È ora che questa faccenda venga risolta, che si trovino delle soluzioni e, possibilmente, a carico dei privati sostenitori di 'questa' autogestione, perché non sarebbe nemmeno rispettoso dei cittadini che l’autorità accolli ai contribuenti delle spese per favorire proprio coloro che hanno ampiamente dimostrato di odiare le istituzioni, disprezzandole e insultandole pubblicamente". A questo proposito, l’Udc di Lugano ricorda "che è tuttora in corso la raccolta delle firme per la petizione che chiede che sul suolo cittadino siano concessi spazi e supporto ad attività autogestite che rispettino rigorosamente la legge". E, infine, un invito finale: "Caro Municipio ci si attende ora da parte tua più fermezza, perché i problemi di Lugano, così come quelli cantonali, sono ben altri e più importanti".

 

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