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19.07.2021 - 15:17
Aggiornamento: 18:02

Antenne 5G a Lugano, rimangono ‘svariate perplessità’

I consiglieri comunali Sara Beretta Piccoli, Tiziano Galeazzi e Nicola Schoenenberger presentano un'interpellanza al Municipio

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Un'antenna 5G (archivio Ti-Press)

Ha fatto emergere “svariate perplessità” il documento per l’esame preliminare dipartimentale relativo alla ‘Variante dei Piani regolatori di Lugano, tutte le sezioni, concernente il piano di gestione delle antenne per la telefonia mobile’. I consiglieri comunali Sara Beretta Piccoli (Movimento Ticino e Lavoro), Tiziano Galeazzi (Udc) e Nicola Schoenenberger (Verdi) hanno presentato un'interpellanza al Municipio di Lugano. I firmatari dichiarano innanzitutto di essere “per uno sviluppo tecnico ‘nella giusta misura’, compatibile e rispettoso dell’essere umano e dell’ambiente”.

La prima serie di domande riguarda il monitoraggio delle antenne da parte dell'Osservatorio ambientale della Svizzera italiana (Oasi). “Cercando alcune misurazioni – spiegano i consiglieri comunali – si constatano date piuttosto indietro con il tempo”. Tra i vari esempi forniti ci sono quelli di via Moncucchetto e via Serodine (2010), via delle Scuole 14e a Pregassona (2009) e via Guisan a Viganello (di fronte alla casa anziani, 2005). Come mai, viene chiesto al Municipio, sono a disposizione unicamente misurazioni così vecchie? E dove sono reperibili le ulteriori misurazioni che sarebbero state da effettuare dopo la posa di ogni antenna? “Altri aspetti dell'inquinamento ambientale vengono documentati in modo molto preciso, con dati reperibili fino alle settimane precedenti, fino ai giorni attuali”.

Passando alle antenne, “vengono nominati 255 impianti in totale, con descrizione di 64 impianti Gsm (2G), 96 impianti 3G e 95 impianti 4G (di cui 60 microcelle)”. Per quale motivo, è l'interrogativo al Municipio, non vengono descritti gli impianti 5G, che invece fino a ora nelle mappe Swisscom sono visibili? “Si potrebbe supporre per il fatto che tecnicamente lo sono (5G) ma non ancora in funzione, cioè antenne modificate da 3-4 a 5G (ma che continuano a usare le precedenti frequenze) fino a eventuale accettazione della domanda di costruzione?”. Vi sono poi interrogativi legati alle leggi. “Le varie normative di diritto cantonale e comunale devono (dovrebbero) avere il diritto e il dovere di evolversi, trasformarsi, modificarsi parallelamente alla società, in qualsiasi modo risulti adeguato, al fine di proteggere il benessere della popolazione”. Al tempo della compilazione di queste leggi, circa 20 anni fa, “nessuno si sarebbe potuto immaginare l’attuale sviluppo dei media, l’uso e purtroppo anche l’abuso di questi, e specialmente riferito alla gioventù. Siamo ora immersi in molteplici fonti di E-smog, e anche in questo caso, come per il coronavirus, andrebbero protette le persone più sensibili, bambini, anziani e malati. Inoltre, verificando la postazione di svariate antenne (e anche già dichiarate 5G), emerge come queste siano già spesso posizionate in vicinanza o direttamente in zone cosiddette ‘sensibili’, cioè asili, scuole, parchi giochi, case anziani, ospedali”. Al Municipio viene chiesto “se e come venga considerato questo problema della inadeguatezza delle attuali leggi, riferito alla protezione della salute della popolazione”. Anche il cosiddetto ‘modello a cascata’ per il disciplinamento delle antenne “appare fuorviante”. Che senso ha, chiedono ancora i firmatari, “proporre questo modello per proteggere le zone sensibili se poi è scartabile a seconda delle necessità delle ditte di telefonia, se è comunque possibile non rispettarlo?”. I consiglieri comunali evidenziano infine che “esistono plurimi studi scientifici che attestano la pericolosità delle antenne in vicinanza di luoghi in cui soggiornano persone, da cui viene consigliata una distanza di almeno 500 metri, e questo è già valido per antenne di generazione inferiore”. A questi si aggiungono “numerosi appelli che tentano di portare all'attenzione delle autorità il problema dell’E-smog sempre più pervasivo”, come l'appello internazionale dei medici 2012. Il Municipio di Lugano “come si pone di fronte a queste preoccupazioni di medici e scienziati di tutto il mondo?”.

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