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La struttura balneare di Carona (Ti-Press)
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12.07.2021 - 16:40
Aggiornamento: 19:17

Carona, 'la piscina deve restare pubblica'

L'associazione promotrice della petizione contraria al progetto di Glamping precisa: 'Il Municipio di Lugano ha ignorato le nostre proposte'

La piscina di Carona, oltre a “rivestire un ruolo quasi identitario per gli abitanti del quartiere”, è uno dei pochi servizi che Lugano offre ai suoi cittadini. L'associazione XCarona, opponendosi al progetto glamping, non difende gli interessi del “quartiere”, bensì gli interessi di tutti i cittadini di Lugano, del Luganese e del Ticino, perché la piscina è uno spazio unico, esclusivo e deve rimanere un servizio per i cittadini. XCarona si oppone al progetto solo dopo aver presentato uno studio e una serie di proposte che il Municipio di Lugano ha invece ignorato, chiedendo che fosse la Città a continuare a gestire direttamente la struttura, che il progetto tenesse in considerazione il territorio limitrofo (campo da calcio, da tennis, sentieri), che venisse valutato con maggiore attenzione il problema del traffico, dei posteggi, della sostenibilità ambientale e che Carona è un villaggio protetto a livello nazionale (Isos). "Piuttosto che costruire casette nel bosco, togliendo spazi verdi alla popolazione sarebbe più lungimirante realizzare uno spazio di svago all’aria aperta in mezzo alla natura anziché privatizzare l’area e consegnarla ai turisti d’oltralpe", scrive XCarona in replica all'articolo apparso sabato 10 luglio, ed è convinta che il progetto Glamping non porterà un buon indotto al paese. 

'Numero di casette ridotto dal Cantone'

L'associazione ritiene che si debba salvaguardare e valorizzare un prezioso servizio come la piscina che offre piacevole refrigerio e svago in una collina immersa nella natura. Considera scorretto affermare che “il numero di casette è stato diminuito su richiesta dei contrari”, visto che è il Dipartimento del territorio, nell’esame preliminare, a specificare che “… La proposta va perfezionata per garantire più equilibrio tra contenuti esistenti e futuri in ragione della generosità della superficie destinata alle infrastrutture turistiche che riduce in modo sostanziale l’area a disposizione degli utenti della piscina e prevede un numero significativo di alloggi che diventano l’elemento preponderante del comparto”. Secondo XCarona, "Badaracco si sbilancia in un pronostico perlomeno azzardato («Potremo garantire ugualmente l’entrata a 1'500 persone circa al giorno, che già oggi non raggiungiamo quasi mai…»), considerata la drastica riduzione degli spazi per la collettività che, se deciderà di recarsi in piscina, dovrà accontentarsi di un angolo di terreno roccioso, poco ombreggiato e vicino all’asfalto dei posteggi". Per questi motivi, XCarona ha lanciato una petizione intitolata 'Petizione contro la privatizzazione della piscina di Carona-Lugano – La piscina deve rimanere un servizio a favore della collettività' che raccoglie consenso, soprattutto tra gli utenti della piscina, disorientati all’idea che la piscina venga trasformata in un “Glamour Camping”.

 

Leggi anche:

Piscina di Carona, partita la petizione contro il glamping Tcs

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