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Il casinò di Botta (Ti-Press)
08.06.2021 - 17:31
Aggiornamento : 17:52

Decisione 'imminente' sul casinò di Campione d'Italia

Il Tribunale di Como dovrebbe decidere sull'ammissione o meno del concordato in continuità presentato dalla società di gestione della casa da gioco

Sarebbe 'imminente', probabilmente già nella giornata di domani, secondo quanto riportato da 'gioconews', la decisione sull'ammissione del concordato del casinò di Campione d'Italia da parte del Tribunale di Como, ammissione o meno del concordato in continuità presentato dalla società di gestione della casa da gioco e in merito al quale i giudici avevano chiesto un'integrazione relativa al classamento dei creditori.

Nel contempo l'udienza per le accuse sulla gestione

Una giornata, quella di domani, a cui guarderanno i campionesi anche per un altro motivo: rinviata lo scorso febbraio, con il termine ultimo per il deposito delle memorie fissato per il 30 aprile, si terrà infatti l'udienza preliminare per le accuse mosse dalla Procura lariana contro 18 imputati, nell'ambito dell'inchiesta penale sulla gestione di Casinò e Comune di Campione d'Italia dal 2013 al 2018. Per 18 dei 19 indagati (18 persone "fisiche" e una "giuridica"), a conclusione dell'indagine, è stata infatti formulata la richiesta di rinvio a giudizio. Unica eccezione, la richiesta di archiviazione per quanto riguarda una componente del collegio sindacale del Casinò: nominata dal Mef e in carica dal 2015 al 2017, era entrata in funzione quando il bilancio 2014 era già stato redatto. I reati contestati coprono un arco temporale dal 2013 al 2018 e riguardano: la gestione del Comune di Campione d’Italia (per il quale è stato dichiarato il dissesto il 07 giugno 2018) e - la gestione della società Casinò di Campione Spa (dichiarata fallita, successivamente alla dichiarazione di dissesto del Comune-unico azionista della Spa, nel luglio 2018 con sentenza del Tribunale di Como, successivamente annullata dalla Corte di Appello di Milano).

Quanto alla gestione del Comune di Campione d’Italia, con riferimento a due distinte amministrazioni comunali (prima quella guidata da Maria Paola Mangili Piccaluga e poi quella di Roberto Salmoiraghi) la Procura, così si leggeva nell'avviso di conclusione delle indagini, si contestano "la rinuncia a crediti liquidi, certi ed esigibili vantati dal Comune di Campione d’Italia nei confronti della casa da gioco, - la modifica, svantaggiosa per il Comune di Campione d’Italia, della convenzione siglata in data 29 dicembre 2014 tra il Comune di Campione d’Italia e la società di gestione Casinò di Campione Spa, l’ulteriore aggravamento del dissesto del Comune facendo ricorso ad anticipi di tesoreria".

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