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Secondo la Stan, l'area è meritevole di tutela (infografia laRegione)
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15.03.2021 - 18:310

Riva Caccia, Stan: 'tre edifici da tutelare'

Lugano, lettera al Municipio con l'invito a istituire una zona di protezione a un comparto R7 venduto all'asta due anni fa per 28,6 milioni

In origine era una villa appartenuta a Luigina Viglezio. Attorno al 1905 l'edificio venne ristrutturato quale albergo dall'architetto Paolo Zanini ed è menzionato nelle guide del 1911 e 1914 come dépendance dell'Hotel Bellevue, in seguito divenne sede storica dell'Hotel Bellariva o Bellerive. "L'aspetto più sorprendente di questo edificio di gusto sobriamente eclettico ed espressione schietta della grande stagione alberghiera, che tra il 1880 e il 1914 ridisegna fronte lago della città di Lugano, è di essere giunto fino a oggi praticamente integro. Consentirne l'abbattimento violerebbe una raccomandazione chiarissima dell'Inventario svizzero degli insediamenti da proteggere (Isos) e cancellerebbe una testimonianza ancora ben conservata di quella stagione che diede a Lugano la grande fama di località turistica aristocratica e borghese". Parole della Società ticinese per l'arte e la natura (Stan) che ha scritto una lettera al Municipio chiedendo la tutela dell'immobile e di altri due. Uno si trova proprio dietro quello affacciato sul lago, anch'esso venne disegnato dall'architetto Paolo Zanini, con elementi liberty in facciata e tracce di una decorazione pittorica con ogni probabilità ancora ricuperabile. L'altro è la casa a 2 piani in pietra di Caprino attribuita a Mario Chiattone o comunque di chiara impronta chiattoniana. Un'opera perfettamente conservata che riflette il lavoro di un architetto che tanto ha contribuito alla formazione dell'immagine urbana di Lugano.

Si rischia di perdere la memoria storica

I tre edifici per i quali la Stan chiede al Municipio di Lugano misure di salvaguardia provvisorie, come prevede la Legge sulla Protezione dei Beni Culturali all'art. 17 e di istituire una zona di pianificazione per tutto il comparto. Ciò consentirebbe di analizzare in dettaglio la situazione prima di procedere a qualunque intervento e di operare l'indispensabile ponderazione degli interessi in gioco. Una approfondita lettura territoriale è indispensabile per compiere scelte pianificatorie coerenti. E ciò proprio perché la Città si appresta e concepire le visioni per il futuro piano direttore comunale. Stiamo parlando del vasto terreno fra Riva Caccia e lungo l'inizio di via Domenico Fontana. Forse qualcuno ricorderà il ristorante orientale che ha chiuso i battenti diversi anni fa. Potrebbe essere però già troppo tardi. Il problema è infatti che il sedime venne battuto all'asta nell'ottobre di due anni fa e se lo aggiudicò per 28,620 milioni di franchi la società Skerti Sa. Di recente sono state innalzate le modine. La zona è edificabile (R7, altezza massima 22,7 metri), l’indice d’occupazione è fissato al 40%, mentre la 'quota' vede dev'essere di almeno il 30%. Altri vincoli di protezione non ce ne sono. Secondo la Stan, tuttavia, il comparto meriterebbe ulteriori approfondimenti: appare evidente che la demolizione dell'ex Hotel Bellariva cancellerebbe un brano prezioso del tessuto urbano della Città in quanto città lacuale: distruggerlo equivale a trascurare il fatto che sarà proprio il carattere di eccezionalità della memoria storica che Lugano mostra ancora in certi comparti a dare senso al futuro piano regolatore unico. Un Pr che dovrà difendere gli spazi verdi ancora disponibili - proprio qui ce ne sono - e che dovrà operare la ponderazione tra i diversi interessi, cosi come chiede la legge. 

Un terreno morfologicamente singolare

Non è tutto. La Stan segnala che dal profilo territoriale, anche solo una prima lettura mette in luce le peculiarità di questo luogo: non si tratta di un terreno a lago qualsiasi, ma di un comparto morfologicamente e orograficamente singolare. Infatti, il terreno retrostante l'Hotel Bellariva comprende un tratto pianeggiante e lo sperone della collina che sale verso Loreto e il Tassino, ancora oggi solcato da terrazzi e da percorsi pedonali che consentono di raggiungere via Mazzini e - più anticamente - il tracciato della IVS/via storica di importanza locale che di lì passava. Il luogo di costruzione dell'albergo dunque non è stato scelto a caso: il pregio paesistico e la panoramicità sono in diretta relazione con le forme del paesaggio lacustre. Anche l'approdo delle barche visibile nella mappa del 1914 attesta la specificità del luogo, continua nella sua lettera indirizzata all'esecutivo cittadino la Stan. Una lettera che tiene conto anche del fatto che la parcella sulla quale sorgono i tre diversi edifici è di ragguardevole valore economico e che il Pr attualmente in vigore consente un grande sfruttamento del sedime. Tuttavia, ribadisce la Stan, "riteniamo che, vista la vastità della parcella, un'attenta valutazione dei diversi interessi potrebbe sortire una soluzione che sappia considerare nella giusta misura l'interesse pubblico alla salvaguardia degli edifici meritevoli di protezione e del comparto e commisurarvi lo sfruttamento economico della proprietà".

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