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laR
 
02.02.2021 - 18:44
Aggiornamento: 21:02

Polo sportivo, 'referendum nefasto per l'Fc Lugano'

Altri ostacoli al progetto mentre l'Mps annuncia la raccolta firme e i partiti attendono le risposte del Municipio alle centinaia di domande

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Un'immagine di come potrebbe trasformarsi il comparto di Cornaredo (Infografia laRegione)

Il Polo sportivo e degli eventi (Pse) non ha alcuna utilità sociale, "in assoluto e tanto meno rispetto al contesto attuale". Questa è una delle ragioni per le quali il Movimento per il socialismo (Mps) lancerà il referendum, come ha confermato stamattina. Una scelta legittima quella della raccolta di firme per dare la parola al Popolo su un progetto molto oneroso per la Città di Lugano. La domande di costruzione sono peraltro state ostacolate dalle opposizioni presentate dall'ex consigliere nazionale Plr Fulvio Pelli e dal Cinestar, mentre le commissioni della Gestione e dell'Edilizia stanno esaminando il voluminoso e intricato incarto ponendo centinaia di domande al Municipio e alcuni partiti devono ancora chiarire la loro posizioni in attesa delle risposte. La Lega dei ticinesi invece ha già fatto intendere che sosterrà il messaggio sul Pse e quello relativo al centro sportivo al Maglio. Due messaggi di rilevanza cantonale, anche se il sostegno cantonale è ridotto ai minimi termini e da parte dei Comuni non arriveranno contributi se non un sostegno minimo da Canobbio. Non è tutto: se il referendum riuscisse, potrebbe significare dalla prossima stagione l'obbligo di giocare sempre in trasferta per l'Fc Lugano.

'Un'inutile operazione immobiliare'

Intanto l'Mps non ha dubbi: «Ancora una volta, la ricchezza sociale prodotta dalle lavoratrici e dai lavoratori è incanalata in iniziative che non rispondono ai loro interessi fondamentali, ai loro bisogni sociali. Iniziative che addirittura provocheranno, in un perfetto circolo vizioso, un effetto di crescente pauperizzazione dei settori sociali più esposti agli effetti economici della pandemia. Non pensiamo che costituisca un’esagerazione politica quella di affermare che il Pse costituisca la più inutile operazione immobiliare finanziata con soldi pubblici che sia mai stata realizzata in Ticino. Si tratta infatti di un progetto totalmente sproporzionato, con pochissima aderenza ai bisogni sociali delle cittadine e dei cittadini luganesi, dal costo elevatissimo che rischia di devastare le finanze comunali, provocando un aumento importante del prelievo fiscale che andrà soprattutto a pesare sui redditi medio-bassi, gli stessi che pagherebbero anche il prezzo sul fronte degli inevitabili tagli ai servizi pubblici e sociali comunali». L'opera,  così come concepita dalla Città, secondo l'Mps, «non risponde assolutamente ai bisogni socio-sportivi della comunità, sicuramente legittimi. Anzi, proprio partendo da un bisogno legittimo si è messo in atto un progetto che va a premiare sostanzialmente gli interessi di potenti investitori privati».

'Se riuscisse ritarderebbe il cantiere'

Roberto Badaracco, titolare del Dicastero Cultura, sport ed eventi di Lugano ritiene che «anzitutto il messaggio dovrà essere accolto in Consiglio comunale e non è così scontato che raccolga i 31 voti necessari (su 60, sempre che partecipino tutti). Chiaro che se dovesse riuscire, il referendum causerà un importante ritardo al progetto. L'avvio del cantiere verrebbe posticipato e dovremo sollecitare la Swiss Football League (Sfl) per sapere se è possibile un'ulteriore deroga alla concessione della licenza all'Fc Lugano per poter giocare in Super League. Una risposta negativa avrebbe conseguenze nefaste per la squadra di Lugano. Questa, per ora rimane una questione aperta. Alla Sfl interessano i progressi infrastrutturali compiuti. Finora, la Città ha dimostrato di rispettare la tempistica richiesta: l'anno scorso l'abbiamo fatto con il via libera al credito di progettazione, in marzo sarà messo ai voti il concorso per investitori che rappresenta l'ultimo atto prima della partenza del cantiere. Il referendum è un diritto democratico ma ha un retrogusto elettoralistico perché viene annunciato addirittura un mese e mezzo prima del voto del legislativo».

Pressione inadeguata al Cc

«Il referendum è uno strumento democratico legittimo della cittadinanza afferma Karin Valenzano Rossi, capogruppo Plr in Consiglio comunale -. È invece triste e inopportuna questa proclamazione preventiva roboante dell’intenzione di lanciare un referendum ancor prima del voto in Consiglio comunale, nell’intento chiaro di fare pressione sul legislativo e di trarne degli effetti ai fini elettorali. Avevamo già assistito in primavera a un’analoga iniziativa di pressione inadeguata con la campagna pubblicitaria in vista del voto in consiglio comunale sul messaggio per il credito di progettazione. Peccato non poter avere una discussione serena su questi progetti importanti per la Città». Lukas Bernasconi, capogruppo della Lega, ritiene il Pse «un progetto importante a favore della città e dei giovani che usufruiranno degli spazi sportivi. Rappresenta inoltre la riqualifica di tutto il comparto che darà un grande valore aggiunto a Lugano. Sui tre poli (culturale, congressuale e sportivo) erano a parole e in campagna elettorale tutti d'accordo. Ora alcuni si mettono a fare i farmacisti, bisogna tuttavia avere una visione proiettata verso il futuro». E il referendum? «È una mossa fatta in chiave elettorale per profilarsi, ma è sbagliata perché va contro gli interessi dei giovani e di tutti i cittadini che usufruiranno dei servizi del Pse - risponde Bernasconi -. Il costo non è cosi elevato come si tenta di far intendere: la Città ha la possibilità di cercare finanziamenti sul mercato e diminuire così gli oneri finanziari a suo carico».

 

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