Luganese
27.01.2021 - 17:25
Aggiornamento: 19:07

Le lavanderie 'bloccano' una palazzina per quattro anni

Il difficile parto di una licenza edilizia a Savosa, dove pure il Piano regolatore è sotto ricorsi

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Quattro anni, e non è finita. Anzi, la storia di una palazzina di Savosa, mai nata causa ricorsi, deve ricominciare da zero con una nuova domanda edilizia. Sono i tempi lunghi della giustizia amministrativa, chiamata in causa dagli immancabili ricorsi contro le domande di costruzione.

Ricorsi peraltro non immotivati, almeno uno di essi, dal momento che ha avuto partita vinta presso il Tribunale amministrativo cantonale. Il caso i questione riguarda una  palazzina che sarebbe dovuta sorgere, e probabilmente sorgerà, in via Verdella a Savosa. Case e condomini da due o tre piani, e qualche prato ancora libero. Uno di essi è appunto destinato a un piccolo palazzo di appartamenti. Domanda edilizia, ed ecco puntuali i ricorsi. Uno di essi concerne la proprietà delle canalizzazioni, che dopo gli accertamenti del caso, su vecchie mappe, viene confermata essere del Comune. Problema risolto, e privato soddisfatto. Sulla strada della costruzione vi è però un altro inghippo. Le lavanderie.

"In pratica secondo il Tribunale amministrativo, che ha statuito sul ricorso di una confinante, le lavanderie, 36 metri quadrati, vanno considerate nella superficie utile lorda, e perciò dobbiamo ripresentare una nuova domanda" ci conferma, il promotore, il noto avvocato Yasar Ravi. Un problema abbastanza insolito, pare dovuto anche alla posizione delle lavanderia, una per appartamento, poste ai piani ad accompagnare gli appartamenti,  e non nello scantinato come d'abitudine. In pratica vengono considerate parte dell'abitabile."Così ha scritto il presidente del Tribunale... niente, fra un paio di settimane ripresenteremo la domanda con un nuovo progetto, inserendo dei balconi" risponde Ravi. In questo modo il calcolo della Sul dovrebbe rientrare nel limite. "Tutti gli altri aspetti del ricorso sono stati respinti".

Insomma la giustizia 'fa il suo corso', niente da dire. Ma lo fa lentamente: dalla domanda di costruzione a oggi sono passati 4 anni, e altro tempo servirà per l'esame del progetto revisionato. Il primo esame in Municipio, poi il Consiglio di Stato, poi il Tribunale amministrativo. Non solo: pure la revisione del Piano regolatore è colpita da ricorsi. Il tutto, ci fanno sapere dal Municipio, ha per riflesso anche il blocco dell'attività edilizia, fintanto che il Pr è sub judice. "Il Consiglio di Stato ci ha dato ragione, ma intanto che il Tram decide, diverse domande di costruzione sono ferme" ci conferma il sindaco Raffaele Schaerer. La giusta attenzione a questi aspetti pianificatori, richiede molta pazienza agli investitori, che non sempre possono tenere immobilizzate le somme necessarie in attesa delle decisioni giudiziarie: ma è un problema noto un po' in tutto il Ticino.

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