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laR
 
28.01.2021 - 06:00
Aggiornamento: 17:46

Club privé Massagno, il proprietario salva il locale ‘hot’

Deserta l’asta indetta dall’Ufficio esecuzioni del mobilio del luogo per scambisti. E il fondatore se la aggiudica per 50 franchi. ‘Sanerò gli affitti’

di Guido Grilli
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Intrattenimento per adulti

Un'asta svoltasi letteralmente al buio, con solo qualche bagliore di luce azionata dagli astanti con la torcia del telefonino. Non certo per evocare l'ambiente notturno proprio del locale 'hot' oggetto dell'incanto, bensì perché da mesi nessuno più paga le bollette dell'elettricità e così le Ail hanno staccato la corrente. Parliamo della singolare atmosfera nella quale ieri pomeriggio è avvenuta la messa all'incanto da parte dell'Ufficio esecuzioni di Lugano del mobilio del Club privé di Massagno di via San Gottardo 92, 'Rosso Passione', noto luogo per incontri piccanti e scambi di coppia. «Niente a che vedere con la prostituzione» - sottolinea il proprietario, che precisa: «Questo è un locale storico. Ha aperto nel 1992 ed è rimasto attivo fino allo scorso febbraio, finché non è arrivata la pandemia. È un'associazione senza scopo di lucro. Ci sono 3 mila iscritti. Non si paga l'ingresso, ma offerte libere, con le somme si pagava l'affitto e stop».

All’interno quattro harem, una gabbia e un palo per la ‘lap dance’

Già, appunto, l'affitto. È questo il punto. «È successo che negli ultimi mesi ho dato in subaffitto il locale a due persone, che però non hanno pagato la pigione. E così l'immobiliare ha deciso di mettere all'asta l'inventario del club privé ed eccoci qua». Sul posto si sono presentate solo due persone potenzialmente interessate. «Ci interessa il frigorifero, che è tra gli oggetti in vendita» - spiegano apertamente. Il battitore d'aste e il funzionario al seguito prendono i nomi e i numeri di telefono per il tracciamento, poi lasciano entrare nel locale buio. La luce del giorno filtra dalla porta spalancata e lascia intravedere all'ingresso donne nude immortalate su un poster. Più avanti c'è un bancone da bar. Avanzando iniziano gli 'harem', quattro in tutto, con letti e divani - s'intuisce nell'oscurità ma temiamo di non sbagliarci. Per accedervi bisogna spostare le tendine. E in un altro locale una grande gabbia in metallo - non certo per volatili - per cui con un poco di fantasia appare facile raffigurarsi i più probabili utilizzi.

Tutto per 50 franchi 

Trascorre meno di un quarto d'ora e i due acquirenti giunti su luogo in prima battuta, dopo aver perlustrato rapidamente il variegato mobilio, si dileguano. Così il battitore d'aste non indugia oltre e annuncia che in pochi istanti metterà all'asta in un solo blocco l'intero inventario. Al suo cospetto rimane solo il proprietario. E così inizia la formula di rito propria degli incanti dell'Ufficio esecuzioni, con la classica regola che l'aggiudicazione va al miglior offerente dopo tre chiamate. Non c'è partita e neppure un brivido di suspense. Alla prima chiamata, per l'irrisoria cifra di 50 franchi - in palio l'intero mobilio - alza la mano l'unico presente: il proprietario della stesso inventario, che allungando due banconote da venti e una da dieci, dà luogo alla fine della messa all'incanto, aggiudicandosi la lunga lista di oggetti riposti all'interno del Club privé: il banco bar a forma di 'L'; il televisore con l'impianto di videosorveglianza marca Sony; gli sgabelli in pelle bianca; il divano a tre posti in pelle nera; i tre puff; i due frigoriferi che sembravano lì lì per essere venduti, salvo poi la rinuncia finale. E ancora: un letto matrimoniale in metallo nero e materasso; le quattro lampade a soffitto in piume; lo specchio orizzontale a parete; le poltroncine nere e quelle bianche; i tavolini, due specchi a muro verticali; il 'ripiano per lap dance con palo' - come menziona testualmente l'inventario stilato minuziosamente dall'Ufficio esecuzioni. Altri divani in pelle, l'immancabile gabbia in metallo; la struttura in legno a letto a semiluna e letto matrimoniale in legno. Completano la lista: tre pareti a specchio, bottiglie di vino e super alcolici. 

È arrivato anche Rocco Siffredi 

Ma una domanda appare legittima: e ora? Risponde il proprietario del Club privé: «Il mobilio era mio e rimane mio. Ora dovrò discutere con l'immobiliare. Intendo sanare gli affitti rimasti in arretrato». Dunque il locale non chiude? «No.Troverò il modo per salvare questo luogo. Una volta passata la pandemia conto di riaprire». La ragione sociale rimarrà la stessa? Club privé con intrattenimento per adulti e scambio di coppie? «Non sono un bigotto. Sono tra i pochi ad avere la licenza per questo genere di locale negli anni Novanta, adesso non ne rilasciano più. Qui al club privé  - non posso fare nomi - sono arrivate persone di spicco della società ticinese e italiana. Abbiamo organizzato anche spettacoli con alcune star, gli ultimi li avevamo organizzati durante le due edizioni di Lugano di 'Extasia'. Ho invitato anche Rocco Siffredi. Si è solo fermato a bere qualcosa, poi è partito».

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