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Sotto: l'area dell'edificio dall'alto. Sopra, da sinistra: statua della Vergine in cotto policromo e decori in stucco sul prospetto principale; immagini del degrado esterno e interno
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23.10.2020 - 06:00

Cadro, 'l'ex Masseria Reali è messa male': tutela in forse

A esprimere scetticismo sulla protezione del bene culturale sono alcuni commissari dell'Edilizia. Zanini Barzaghi: 'Metterla in discussione non si giustifica'

Lo stabile è ridotto molto male, con numerose crepe alle pareti, travi bruciate, pavimenti marci. Questo, in estrema sintesi, secondo nostre fonti il riassunto del sopralluogo effettuato nei giorni scorsi da Angelo Petralli, Demis Fumasoli e Urs Lüchinger all'ex Masseria Reali di Cadro. Esito: i consiglieri comunali sottolineano la necessità di un urgente intervento di messa in sicurezza. Conclusioni affini a quelle del Municipio, che a luglio ha chiesto infatti un credito di 320'000 franchi. Ma i commissari dell'Edilizia si spingono oltre nella lettera inviata all'esecutivo dopo l'ispezione: "Ci chiediamo infine se lo stabile sia ancora meritevole di conservazione e dunque di restauro, sempre che questi interventi siano ancora possibili e sostenibili dal lato finanziario". Considerazioni legittime, se non fosse che l'ex Masseria Reali sia un bene protetto a livello locale. Abbiamo chiesto al presidente della Commissione se davvero è come sembra: si sta mettendo in dubbio la tutela del bene?

'Vogliamo scelte a favore di Cadro'

«Abbiamo fatto soltanto una domanda dopo aver visto di persona lo stato dello stabile e visto il degrado ci sembra una domanda pertinente – ci spiega Angelo Petralli –. Personalmente ritengo che vada risanato. Il nostro timore è che il Municipio voglia semplicemente mettere a posto il tetto, 'rinfrescare' qualche affresco e lasciare lo status quo per anni, come successo alla Masseria di Trevano». Ma perché chiedere al Municipio se si tratta di un bene meritevole di protezione: essendo tutelato, implicitamente non lo è già? «Vero, però la protezione si può anche togliere». «Sì, ci hanno scritto una lettera alla quale risponderemo – conferma la capodicastero Immobili Cristina Zanini Barzaghi –. Ma mettere in discussione la protezione dell'edificio in funzione del suo stato non si giustifica. Abbiamo risanato altri edifici dismessi, che versavano in uno stato ben peggiore della casa Reali di Cadro. Penso ad esempio all'ex convento di Santa Maria degli Angioli, oggi parte del Lac. Il recupero lo ha fatto tornare al suo splendore originario».

'Pronti a un rapporto negativo'

La risposta dell'esecutivo appare scontata. «Se il Municipio ci confermerà che è un bene meritevole di protezione, andremo in Consiglio comunale (Cc) con un rapporto che chiederà di respingere il messaggio e ripresentarne uno nuovo per la riattazione completa dello stabile, dandogli anche una destinazione. Saremmo pronti a preparare un nuovo rapporto in tempi brevi e portarlo in Cc il più velocemente possibile» anticipa Petralli. Sì, perché il problema di fondo non sembrerebbe tanto la tutela in sé quanto l'utilizzo finale dell'edificio: «Vogliamo che vengano fatte delle scelte anche per la popolazione di Cadro, che da quanto ho sentito necessita di una biblioteca più ampia di quella che hanno adesso. Prima di decidere come intervenire su uno stabile bisogna capirne i contenuti». Di parere diverso la municipale: «Questo credito è urgente per mettere in sicurezza a corto termine l’edificio. Non possiamo mantenere la situazione attuale a lungo: ora si può ancora intervenire in modo ragionevole». E riguardo ai contenuti? «Abbiamo bisogno ancora qualche mese per affinarli. Faccio presente che il Municipio è riuscito a riattivare dopo moltissimi anni con successo il dossier della Masseria di Trevano e anche qui faremo quanto necessario in tempi brevi».

Zanini Barzaghi: 'Siamo in contatto con Mezzana'

L'esecutivo è consapevole delle necessità del quartiere di Cadro, ma per l'ex Masseria ha altri piani. «Il piano regolatore prevede una destinazione legata all'agricoltura. Pensiamo di aggiungervi degli scopi formativi e divulgativi, e siamo perciò in contatto con il Centro professionale del verde di Mezzana – svela Zanini Barzaghi –. Ricordo inoltre, che per Cadro abbiamo appena presentato un credito per la nuova scuola dell'infanzia con mensa e doposcuola, dove ci sarà la possibilità di mettere in sinergia le attività scolastiche con quelle proposte dall’associazione genitori. Ci aspettiamo quindi che il Cc sblocchi il credito per la casa colonica in tempi celeri. Come già detto i lavori previsti fermeranno il degrado dell’edificio e garantiranno la sicurezza molto meglio rispetto ai transennamenti attuali. È proprio quello che ci è stato chiesto a gran voce dal quartiere».

Ufficio beni culturali: 'Situazione non irreversibile'

Urgenza degli interventi e destinazione finale a parte, la questione che si pone è curiosa e piuttosto inedita: viene messa in discussione la tutela di un bene culturale. A tal proposito abbiamo sentito l'Ufficio dei beni culturali del Dipartimento del territorio. «La Città è consapevole della necessità di intervenire – ci dice la capoufficio –. C'è effettivamente un certo degrado, ma non si parla di una situazione irreversibile. A volte si resta impressionati da situazioni di degrado e si pensa che siano irrecuperabili. In realtà, nella maggior parte dei casi fortunatamente non è così».

Caso specifico a parte, Simonetta Biaggio-Simona evidenzia in linea generale che «in base alla Legge sulla protezione dei beni culturali, quando una tutela locale è in vigore, le competenze decisionali sono del Consiglio comunale. Per toglierla bisognerebbe passare da una variante di Piano regolatore, nella quale il Cc, per fondati motivi e a seguito dei necessari approfondimenti, decide che un determinato edificio non ne è più degno. Sono delle situazioni che però non avvengono quasi mai».

Sacrificare una tutela locale: 'Ultima ratio'

In quali casi potrebbe aver senso togliere una tutela locale? «Ad esempio, se un edifico dovesse crollare o dovesse venir distrutto, anche per cause naturali, chiaramente la tutela non avrebbe più ragione d'essere. Parliamo comunque di situazioni estreme. In tempi recenti non sono state tolte delle tutele a beni culturali. Se è successo in passato, sarà stato molto raramente e comunque per motivi molto gravi ed eccezionali. Sacrificare il vincolo di una tutela locale credo debba essere comunque l'ultima ratio». E questo perché l'iter per arrivare a una tutela è articolato e complesso. «Prima di istituire una tutela c'è tutta una fase di approfondimento in base a una serie di criteri: dalla rappresentatività dell'oggetto al significato architettonico, artistico, storico, culturale. Poi, per i beni locali nello specifico, è importante considerare anche il significato che un bene riveste nel contesto di quel comune. Può ad esempio succedere che ci sia un edificio di non così grande qualità architettonica ma che ha valore perché fa parte di una vicenda particolare legata alla storia del comune».

Masseria attestata almeno dal 1856

E a proposito di significato locale: l'ex Masseria Reali è una casa colonica appartenuta a lungo a una delle famiglie più note di Cadro, che durante l'Ottocento ha rivestito importanti cariche pubbliche e con un notevole patrimonio immobiliare, comprendente fra gli altri i Palazzi Reali di Cadro (diventato poi casa comunale di Cadro e oggi sede dell'Ideatorio) e di via Canova a Lugano (oggi sede del Museo d'arte della Svizzera italiana). L'ex Masseria da parte sua era parte di un nucleo di due case coloniche da cui dipendeva la gestione dei terreni circostanti ed è attestata già nelle mappe catastali del 1856. Diverse le decorazioni presenti, verosimilmente realizzate dai maestri stuccatori della famiglia. Statue, bassorilievi, capitelli, affreschi. Purtroppo diverse parti del tetto sono crollate, consentendo agli agenti atmosferici di danneggiare gli interni e le decorazioni. I 320'000 franchi verrebbero utilizzati per la sostituzione completa del tetto e per il restauro e la protezione delle parti in stucco storiche. L'anno prossimo si prevede un concorso d'architettura, una volta definiti i contenuti futuri.

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