laRegione
stop-ai-pregiudizi-coi-videogiochi-s-impara
Un videogioco creato con la piattaforma Scratch durante i MoMe Labs del 2019
ULTIME NOTIZIE Cantone
Bellinzonese
19 ore

Capanna Gorda verso l'ampliamento

Il Comune di Blenio intende contribuire con 200mila franchi. Parallelamente avanzano i preparativi per l'osservatorio astronomico
Luganese
23 ore

Vico Morcote, 'si istituisca il Consiglio comunale'

Ecco l'esito del sondaggio: l'80% dei votanti vuole abbandonare l'Assemblea. A dicembre la decisione definitiva in seduta ordinaria
Grafici
Ticino
1 gior

Coronavirus, in Ticino 257 nuove infezioni e un decesso

Nelle ultime 24 ore 10 persone hanno dovuto essere ricoverate a causa del Covid-19
Ticino
1 gior

‘Nuove misure contro il Covid? Attenzione all’impatto psicologico’

Tra stanchezza pandemica e contagi in aumento, lo psichiatra Michele Mattia: ‘Responsabilità civile importante, ma si tenga conto della psiche delle persone’
Bellinzonese
1 gior

Aggregazione Bassa Leventina: si vota nei Cc a febbraio

Avanza il progetto a quattro, nonostante la contrarietà di Pollegio. Ne abbiamo parlato con il sindaco: 'Non porterebbe un valore aggiunto'
Luganese
1 gior

Colpo da 3 milioni e sequestro, mezza banda in aula a Lugano

Alla vigilia del processo per la rapina al portavalori di Monteggio emerge la somma sottratta nel luglio 2019. All'appello mancano tre dei sei malviventi
Locarnese
1 gior

Tegna, tra Comune e Parrocchia una convenzione del 1811

I rapporti fra le due istituzioni non sono dei più idilliaci. Si attende il rinnovo dell'accordo tra le parti, che, due anni fa, il legislatio non approvò
Ticino
1 gior

Cassa pensioni cantonale, i 500 milioni sono 'imprescindibili'

Daniele Rotanzi (direttore dell'Ipct): la sostenibilità finanziaria futura dell'istituto dipende anche dall'approvazione del parlamento del mezzo miliardo
Luganese
1 gior

Deposito Arl di Viganello, il Municipio: 'Sì alla tutela'

Esecutivo favorevole a una modifica pianificatoria per la salvaguardia dello storico stabile, ma con possibilità edificatorie attorno e in altezza
Ticino
1 gior

Radar un po' per tutti, ma soprattutto per il Luganese

Ecco i controlli di velocità previsti in Ticino tra il 26 ottobre e il 1° novembre 2020
Luganese
1 gior

Quarantena di classe alla scuola media di Viganello

La disposizione è stata decisa oggi dall'Ufficio del medico cantonale, mentre la scuola ha informato genitori e allievi interessati
Luganese
1 gior

Ex consulente Raiffeisen di Lugano, 15 milioni andata e ritorno

L'11 novembre il processo alle Assise criminali per truffa per mestiere, riciclaggio e carente diligenza in operazioni finanziarie
Locarnese
1 gior

Locarno, il Plr rinvia l'incontro sugli eventi

Slitta a data da definire la conferenza sul turismo e le manifestazioni in programma sabato a Losone
Locarnese
1 gior

Prevenire la violenza giovanile, i progetti di Locarno

Dalle strategie di vicinanza a nuove strutture nella rotonda di Piazza Castello
Bellinzonese
1 gior

La frana di Biborgo ha aumentato gli spostamenti

Il Municipio di Biasca conferma oggi lo stato di attività dopo le recenti piogge e invita i proprietari dei rustici a non raggiungere la località
Mendrisiotto
1 gior

Vacallo, le piante cadute hanno rotto una canalizzazione

I danni sono stati provocati dal vento di inizio mese. I lavori di risanamento sono già in corso
Bellinzonese
1 gior

Domenica senza mercati a Bellinzona e Giubiasco

Annullati sia il Mercato d'autunno nel centro cittadino sia la rassegna ‘Sapori e Saperi’ prevista nel Borghetto e in Piazza Grande
Mendrisiotto
1 gior

Piazzale alla Valle fa i conti con gli anni che passano

Il Municipio di Mendrisio chiede un credito di 3,8 milioni per interventi di manutenzione straordinaria al complesso edificato 25 anni fa
Bellinzonese
1 gior

Cc di Bellinzona: esce Malandrini ed entra Rusconi

Il dimissionario nel gruppo Plr sarà sostituito dal secondo subentrante avendo il primo a sua volta rinunciato
Locarnese
1 gior

Verzasca, il Municipio si è insediato

La compagine è chiamata a traghettare la valle verso il Comune unico
Bellinzonese
1 gior

A Sementina un altro spacciatore in manette

È stato trovato con eroina e, nella sua camera di Arbedo, sostanza da taglio
Locarnese
1 gior

Maggia, decesso per Covid-19 in casa anziani

Al Don Guanella ad oggi sono risultate positive al coronavirus 16 persone
Mendrisiotto
1 gior

Chiasso rinnova le luci del campo da calcio di Seseglio

Il Comune ha pubblicato la domanda di costruzione. Si interverrà sul campo principale del centro sportivo
Bellinzonese
1 gior

Al Liceo di Bellinzona petizione per stoppare la ginnastica

È stata lanciata da un gruppo di studenti temendo un rischio accresciuto di contagi durante l'attività e negli spogliatoi
Ticino
1 gior

Robbiani (Lega): ‘Quante persone in difficoltà causa Covid?’

Il granconsigliere interroga il Consiglio di Stato: con la seconda ondata pandemica per molti vivere dignitosamente è difficile se non impossibile
Mendrisiotto
2 gior

Novazzano, servizi comunali solo su appuntamento

La misura sarà introdotta da lunedì 26 ottobre a seguito dell'evoluzione dell'emergenza sanitaria
Grafici
Ticino
2 gior

Covid: quasi 300 nuovi casi in Ticino e un morto

Nuovo balzo in avanti dei test positivi e una nuova vittima. Sale anche il numero di persone in ospedale e in terapia intensiva
Ticino
2 gior

La Giornata Nuovo Futuro annullata dalla pandemia

Troppo difficile dal punto di vista organizzativo rispettare le misure di distanziamento. Non si terrà nemmeno la Sessione dei giovani
Locarnese
2 gior

Ascona, una macchia sulla richiesta d'attinenza

A candidarsi per il passaporto svizzero un cittadino italiano, condannato anni fa per la vicenda degli immobili della Suva
Luganese
2 gior

Cadro, 'l'ex Masseria Reali è messa male': tutela in forse

A esprimere scetticismo sulla protezione del bene culturale sono alcuni commissari dell'Edilizia. Zanini Barzaghi: 'Metterla in discussione non si giustifica'
Ticino
2 gior

Divisione costruzioni, Diego Rodoni nuovo direttore

Il Consiglio di Stato ha designato il successore di Giovanni Pettinari, che andrà in pensione a fine giugno 2021
GALLERY
Bellinzonese
2 gior

Auto contro guardrail a Bellinzona, un ferito

Il conducente della vettura, che circolava in direzione sud, ha improvvisamente perso il controllo del veicolo
Luganese
14.10.2020 - 06:000

Stop ai pregiudizi: 'Coi videogiochi s'impara'

Dalla formazione agli sport (milionari): i videogiochi oggi sono 'seri'. Sulla scia dell'Autunno digitale, intervista al ricercatore Supsi Masiar Babazadeh

Imparare giocando. Imparare facendo esperienze in prima persona. Concetti non nuovi e già da tempo fatti propri dal sistema educativo ticinese, ma che negli ultimi anni hanno subìto una trasformazione in concomitanza con la digitalizzazione della nostra società. Lo strumento per imparare sempre più spesso sono infatti i videogiochi. Demonizzati o quantomeno guardati con sospetto ancora fino a un decennio fa, sono ormai parte della quotidianità di tutti o quasi i giovani. E proprio per la familiarità coi videogiochi dei 'Zoomers' – la Generazione Z, i giovanissimi nati fra la fine degli anni 1990 e l'inizio dei 2010 –, chi si occupa di formazione guarda con sempre maggiore interesse scientifico ai cosiddetti 'serious games'. In occasione dell'Autunno digitale di Lugano, ne abbiamo parlato con Masiar Babazadeh, docente e ricercatore al Dipartimento formazione e apprendimento (Dfa) e al Dipartimento tecnologie innovative (Dti) della Supsi.

Partiamo dalle basi: cosa s'intende per 'serious games'?

Sono dei 'giochi seri' che non hanno soltanto lo scopo dell'intrattenimento, ma anche obiettivi educativi. Seguono diversi modelli pedagogici, ultimamente in particolar modo l'apprendimento esperienziale. Il videogioco permette di fare un'esperienza, in un ambiente protetto, dove se si sbaglia non succede nulla. Poi c'è tempo di testare e fare in modo giusto. È un apprendimento attivo, diverso rispetto a quello passivo delle lezioni frontali. Al momento si utilizzano prevalentemente nella formazione aziendale: diverse ditte propongono delle simulazioni sotto forma di giochi. Poi ci sono serious games che non sono nati in quanto tali, ad esempio Assassin's creed (popolarissimo fra i ragazzi, ndr). È un gioco di fantasia, ma contiene molti elementi storici accurati, diventando in tal modo formativo.

Vengono utilizzati anche in Ticino?

In Ticino non hanno ancora preso piede. Magari c'è qualche azienda che ne fa uso, però non c'è granché per ora. Nelle scuole non si parla ancora di serious games, ma al Dfa da alcuni anni si sono sviluppate attività formative volte a integrare le tecnologie nell’insegnamento. Ad esempio, sia gli studenti del Bachelor in Insegnamento per il livello prescolastico ed elementare che quelli del Master in insegnamento per il livello secondario I (scuole medie, ndr) hanno la possibilità tramite una breve formazione specifica – chiamata 'settimana media' – di imparare a utilizzare la piattaforma 'Scratch' a fini pedagogici.

Che cos'è Scratch?

È una piattaforma di programmazione creata ad hoc per i più piccoli dal Massachusetts Institute of Technology (Stati Uniti). È estremamente semplice proprio perché rivolto a bambini e ragazzi, con l'obiettivo di sviluppare storie interattive o giochi semplici.  Non è propriamente un serious game, dove s'impara giocando, ma diciamo che si impara mentre si crea un gioco.

Ci può fare un esempio?

Al Festival del film di Locarno del 2019 il Laboratorio tecnologie innovative del Dfa di cui faccio parte ha animato i MoMe Labs, un laboratorio rivolto ai ragazzi per imparare a sviluppare dei semplici videogiochi utilizzando appunto Scratch. Uno in particolare era molto interessante, incentrato sulla sostenibilità: hanno creato un personaggio somigliante al presidente degli Stati Uniti Donald Trump che lascia in giro spazzatura. Per non perdere, il giocatore deve raccogliere i rifiuti prima che diventino troppi. Il videogioco ha in questo caso una triplice funzione: quella ludica, l'ampliamento delle competenze informatiche e allo stesso tempo lo sviluppo della sensibilità ambientale. La cosa che più mi è piaciuta è che l'abbiano pensato da soli.

Si tratta quindi di attività che sviluppano diverse competenze.

Proprio così. Favoriscono l'interdisciplinarità: a parte le competenze informatiche e relazionali, vengono sviluppate quelle linguistiche per scrivere la storia, poi quelle grafiche legate all'educazione visiva. A dipendenza del tema scelto ci possono essere anche altre materie: matematica, scienze, storia, musica. Io dico sempre che il videogioco è un'arte composta da altre arti. Inoltre, si tratta di strumenti formativi, in quanto permettono di veicolare messaggi forti trattando tematiche attuali: dalla guerra alle malattie, dalla psiche umana all'introspettività.

I docenti in formazione accolgono questa nuova forma d'insegnamento?

Bene. Molti ormai sono dei Millenials (la generazione di giovani nati fra l'inizio degli anni 1980 e la fine dei 1990, ndr). Magari hanno già giocato anche loro ai videogiochi e se non l'hanno fatto ne sono incuriositi. Alcuni partono scoraggiati: pensano di non essere all'altezza, però poi ne comprendono le potenzialità, si appassionano e alla fine sono quelli che ti sorprendono coi lavori più interessanti. Ad esempio sta partendo una tesi di diploma del Master che citavo prima sviluppata da due studenti, uno futuro docente di matematica e l'altro di scienze: si propone lo sviluppo di un’attività didattica in cui il primo li segue nella progettazione su Scratch e il secondo trasmette le conoscenze, gli elementi relativi alla materia. In questo caso Scratch diventa uno strumento in cui lo studente può mettere in gioco le conoscenze acquisite.

Perché è importante che i docenti sviluppino competenze in quest'ambito?

Oggi, rispetto a solo una decina d'anni fa, i videogiochi sono molto più popolari. Se una volta era solo una nicchia di 'nerd' a parlarne, oggi è l'intera classe. È importante che i docenti imparino a capire di cosa si tratta e, perché no, portare in classe degli esempi legati ai videogiochi. È giusto quindi che diventino parte del bagaglio culturale del docente, sia perché fanno parte della realtà degli allievi, ma anche perché si è fatta luce su altri benefici: ci sono numerosi studi scientifici, molti pubblicati recentemente, che dimostrano ad esempio che migliorano i riflessi e le capacità di risoluzione dei problemi. Inoltre entrano in gioco la questione dell'ascolto attivo, la comunicazione, il team building, il lavoro di squadra.

E i giovanissimi, che sono nativi digitali, hanno necessità di essere educati?

Oggigiorno i ragazzi delle elementari e delle medie sanno utilizzare benissimo uno smartphone o un tablet, ma coi computer hanno difficoltà. Molti non hanno idea di come si accende. E poi, internet: non sanno come arriva nei telefoni, pensano che sia qualcosa nell'aria, non hanno idea di tutta l'infrastruttura che include cavi sottomarini che collegano i continenti, ad esempio. Sono strumenti che utilizzano tutti i giorni senza sapere cosa ci sia dietro. Quindi l'educazione è importante, una vera e propria formazione digitale. Poi ci saranno sempre dei ragazzi che, faccio un esempio, nella fruizione dei videogiochi si sposteranno oltre alla propria fascia d'età. Ma questo non è un fenomeno nuovo: oggi succede coi videogiochi, una volta capitava coi film o coi libri che proponevano contenuti più espliciti.

Queste le prospettive al Dfa. Al Dti invece?

Al Dti abbiamo fatto partire proprio quest'anno il corso di Game development, quindi lo sviluppo di giochi. È un corso opzionale del Bachelor di Ingegneria informatica del terzo anno. Si studia l'ambiente di sviluppo Unity e al termine si realizza un lavoro di gruppo: lo sviluppo di un videogioco. Inoltre, nell'ambito dello stesso Bachelor vengono anche erogati corsi di grafica o realtà virtuale.

Veniamo al capitolo degli eSports: perché vengono definiti così e non videogiochi?

Perché si tratta di sport competitivi elettronici. Competitivi, perché non c'è un fattore di fortuna, come ad esempio alle slot machines, è più una questione di competenze: sei bravo e quindi vinci. Negli ultimi anni gli eSports hanno fatto molto rumore, anche i tornei hanno sempre maggior seguito. Ci sono molti sponsor e quindi molti soldi in palio nei campionati. Negli Stati Uniti alcuni ragazzi sono diventati molto ricchi vincendo tornei di Fortnite. Il concetto di eSports esiste già da molti anni, il primo torneo di 'Spacewar!' risale agli anni Settanta, ma ha avuto un boom negli ultimi anni.

Ci può fare alcuni esempi di eSports?

Il già citato Fortnite è molto conosciuto. È un multiplayer, ma in realtà si gioca da soli contro altri e sostanzialmente è un 'battle royale': l'ultimo giocatore che rimane in vita vince. Poi c'è League of Legends: si è cinque contro cinque, si comunica attraverso cuffie e microfono cercando di creare delle strategie per vincere. È un gioco di squadra e vanta tornei molto grandi e seguiti. Uno al quale sono molto legato è Smash Bros (erede della saga di Super Mario, ndr). Oltre a essere il presidente dell'associazione ticinese, il primo torneno al quale ho partecipato nel 2004 in Francia era proprio di Smash Bros. Inoltre, nel 2018 e nel 2019 il Dti ha ospitato, in collaborazione con Ated–Ict Ticino, una tappa della Swiss Made Game League, competizione nazionale di eGames promossa dalla Federazione Svizzera di sport elettronici.

È corretto che sia gli eSports sia i videogiochi sviluppano prevalentemente competenze intellettuali e sociali, non fisiche?

Sì, ma c'è anche una dimensione fisica in merito ad esempio alla precisione dei movimenti. Poi ci sono quelli mirati per l'esercizio fisico come la raccolta Wii Sports. Se penso alla realtà virtuale c'è Beat Saber: in cui grazie al caschetto il giocatore si dota di una spada virtuale che serve a eliminare dei blocchetti, a ritmo di musica. Però sì, a prevalere sono altri fattori, come le facoltà decisionali ad esempio, la strategia, il pensiero computazionale. Quest'ultima è una tipologia di pensiero atta al problem solving: quando si presenta un problema, per affrontarlo bisogna suddividerlo in problemi più piccoli, creare un algoritmo per cercare dei bug e quindi risolverli. Alla fine si crea una nuova competenza che può essere riutilizzata quando si presentano problematiche simili. Abbiamo anche un progetto di ricerca che si occupa di studiare il pensiero computazionale. E dal profilo sociale, è notizia dello scorso giugno che negli Stati Uniti alcuni medici hanno prescritto EndeavorRx, un videogioco creato apposta per ragazzi affetti da deficit d'attenzione, che si può scaricare su prescrizione medica. Ma in Ticino non siamo ancora a questo punto (ride, ndr).

A quale punto siamo invece?

Essendo una branca in pieno, ma recente, sviluppo c'è molto da fare. Certo, per ora in Ticino c'è poco: poche communità di videogiocatori e pochi eventiSono in contatto con un professore della State University di New York a Potsdam, che sta lavorando molto sul codice di condotta degli eSports: comportamenti adeguati e tossici, cosa fare per garantire un ambiente sereno per tutti. E poi il gender gap: perché ci sono tanti ragazzi e poche ragazze? In generale la sfida ora è aumentare la consapevolezza sugli eSports.

I videogiochi hanno un alto potenziale e numerosi aspetti positivi, quindi. In Ticino cosa si potrebbe fare per sviluppare questa consapevolezza?

Ho un sogno nel cassetto. Abbiamo atenei in America o in Europa che hanno la loro squadra di eSports nei vari giochi. Non sarebbe male creare anche da noi un club di eSports che possa competere contro altre università svizzere. Ma siamo solo all'inizio di questo percorso. 

Guarda le 2 immagini
© Regiopress, All rights reserved