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Ti-Press
Luganese
27.09.2020 - 08:590
Aggiornamento : 09:16

Metà dei bimbi via dall'asilo di Taverne

Metà delle oltre venti famiglie che avevano iscritto i figli al nido hanno chiuso il rapporto di fiducia con la struttura

Via la metà dei bimbi dall'asilo di Taverne. Come riferito da 'Il Caffè', almeno la metà delle oltre venti famiglie che al nido di Taverne avevano iscritto i propri bambini, nel corso di queste ultime settimane hanno chiuso il loro rapporto di fiducia con la struttura.  Due educatrici, di cui una anche direttrice, sono in carcere per reati che "confinano" con i maltrattamenti: modi bruschi, linguaggio inappropriato e costrizioni. 

Le educatrici arrestate la prima settimana di settembre dovrebbero essere tutt’ora in carcere, stando alle notizie in possesso del Caffè. Quantomeno la direttrice per la quale il carcere preventivo richiesto era di dieci settimane. Per l’educatrice, sua nipote, il periodo da trascorrere dietro le sbarre è di quattro settimane.
Nelle prime fasi dell’inchiesta, a cui si è giunti grazie a una segnalazione del genitore di un bambino che aveva dei lividi sul corpo, gli investigatori hanno cercato di evitare eventuali "inquinamenti delle prove". Da qui la necessità del carcere preventivo. Come scrive il domenicale, la polizia, coordinata dalla procuratrice Pamela Pedretti, ha cercato di capire quale fosse l’eventuale consapevolezza dei gravi fatti delle altre tre educatrici in organico al nido di Taverne. A quanto pare sono risultate estranee ai fatti, estranee ai condannabili metodi educativi che hanno portato in carcere le due colleghe.

Inutili le rassicurazioni

La struttura, già dai primi giorni delle indagini, ha cercato di rassicurare i genitori degli oltre venti-venticinque bambini iscritti al nido. Le famiglie sono state informate dell’assunzione di tre persone, di cui una con anche un compito di coordinamento. Non solo, mettendo le mani avanti, si è anche comunicato loro che l’asilo stava progettando l’installazione di alcune videocamere nei locali. Videocamere che potrebbero permettere un controllo in tempo reale da parte dei genitori.
A nulla sono servite queste comunicazioni. Circa la metà dei bambini ospitati fino all’inizio di settembre, oggi non frequentano più il nido di Taverne. La fiducia è evidentemente venuta meno, nonostante l’inchiesta di polizia su cui nulla ufficialmente si sa dopo le prime indiscrezioni e, appunto, le rassicurazioni dei vertici dell’asilo.

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