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Il futuro privato dell'aeroporto è tracciato (Ti-Press)
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11.09.2020 - 17:11

Lugano, la linea per l'aeroporto è tracciata

La Città apre ai privati e pubblica la 'Call for expression of interest'. Il legislativo sarà chiamato a ratificare la scelta del gruppo e il contratto

Il dado è tratto. L'aeroporto di Lugano-Agno volta pagina: la futura gestione sarà affidata interamente a privati. Il concetto è stato approvato giovedì dal Municipio cittadino e oggi sul Foglio ufficiale è apparsa la pubblicazione dell'invito internazionale a manifestare interesse con l'obiettivo di individuare gli interessati ad assumere la conduzione delle infrastrutture aeroportuali. Il termine per presentare una candidatura è stato fissato al prossimo 13 novembre alle 14.30. Solo fra un paio di mesi si capirà quindi se i vari gruppi che si sono fatti avanti sui media formalizzeranno una proposta. La procedura scelta rientra nel piano di transizione elaborato dalla Città per concretizzare il cambiamento. Dopo le burrascose polemiche divampate negli anni scorsi, il cambiamento entrerà nei libri di storia locale perché l'ente pubblico toglierà le mani dallo scalo e la Città non vi parteciperà più, né rivendicherà un seggio nel consiglio di amministrazione della futura società. 

Sarà scelto chi fornirà maggiori garanzie

Il 'sentiero' tracciato per la transizione, del resto, «era emerso quale elemento comune nelle discussioni con la commissione della Gestione e i vari gruppi in Consiglio comunale - ha sottolineato il sindaco e titolare del dicastero Marco Borradori -. La differenza è che abbiamo allargato l'offerta pubblica». L'opzione 'Call for expression of interest' è stata adottata in luglio, dopo l'emergenza sanitaria, l'annullamento del doppio referendum (contro un credito nel frattempo 'decaduto', ndr.) e in seguito al passaggio di gestione da Lugano Airport Sa (Lasa) alla Città con il benestare dell'Ufficio federale dell'aviazione civile (Ufac). Un passaggio delicato avvenuto fra l'aprile e il maggio scorso». Il sindaco si è detto particolarmente soddisfatto di essere riuscito a evitare il fallimento di Lasa e a scongiurare la chiusura dell'aeroporto con il trapasso alla Città grazie all'impegno del gruppo di lavoro e dei funzionari di Lugano. Ma come avverrà l'affidamento della gestione dello scalo ai privati? Tramite la concessione di un diritto di superficie dei terreni, delle infrastrutture e degli stabili di proprietà cittadina necessari al funzionamento dell'infrastruttura. I futuri gestori sfrutteranno la concessione rilasciata nel 1996 dall'allora Dipartimento dei trasporti, delle comunicazioni e delle energie alla Città per l’esercizio delle attività. Dovranno peraltro fornire una serie di garanzie, dare prova di progettualità e solidità finanziaria e dimostrare di possedere le conoscenze per elaborare una soluzione sostenibile dal profilo tecnico e operativo.

Due passaggi in Consiglio comunale

Dal canto suo, la Città si limiterà a esercitare invece i controlli attraverso i vicoli che saranno iscritti nel contratto di costituzione del diritto di superficie e di sfruttamento della concessione federale in essere. Gli oneri relativi all’esercizio delle attività saranno quindi a carico di chi assumerà la gestione. La 'Call for expression of interest' è stata preferita al concorso pubblico, perché è «meno pesante. L'altra opzione avrebbe invece circoscritto i termini per le trattative obbligando l'ente pubblico a pubblicare un capitolato fissando già i parametri e a fare delle scelte con ridotti margini di manovra per le successive trattative - ha spiegato il coordinatore del Gruppo di lavoro Lugano Airport Tiziano Ponti -. Il futuro gestore dovrà rispettare il Piano settoriale dell'infrastruttura aeronautica (Psia), la concessione federale e il regolamento d'esercizio che determina le possibilità operative». C'è di più. «La procedura garantisce la massima trasparenza, la parità di trattamento e prevede il doppio coinvolgimento del Consiglio comunale dopo la scelta da parte della Città della cordata con la quale si avvieranno le trattative», ha detto Emanuele Stauffer, liquidatore di Lasa. In sostanza, il legislativo sarà chiamato a esprimersi ben due volte. La prima per avallare (o meno) la decisione dell'esecutivo in merito al partner contrattuale designato. Una decisione che verrà tradotta in un messaggio municipale, comprendente la richiesta di avviare le trattative, indirizzato al Consiglio comunale. La seconda per ratificare il contratto. Ci sarà dunque, per la maggioranza del Consiglio comunale la possibilità di eventualmente modificare i termini dell'accordo.

Tempi allungati per la scelta definitiva

Sulla carta, il tutto non fa una grinza. La procedura adottata rischia però di comportare ripercussioni sulla tempistica: il passaggio di consegne è previsto per la fine di giugno dell'anno prossimo ma ci potrebbero essere intoppi a causa di ricorsi e contestazioni. Un'altra incognita è rappresentata dai costi di gestione dello scalo interamente a carico della città durante tutta l'operazione. Tuttavia, finora i conti dell'aeroporto tornano e anzi sono nettamente migliori di quanto si poteva immaginare. Dall'inizio di giugno fino alla fine dell'anno, la Città aveva messo a preventivo una spesa di 900'000 franchi. La cifre dei primi tre mesi di gestione pubblica (giugno, luglio e agosto, notoriamente favorevoli) hanno fatto registrare «cifre in linea con quelle del 2018 e poco meno di quanto realizzato l'anno scorso nello stesso periodo», ha annunciato Ponti. Per cui a fine anno potrebbe ridursi l'onere a carico della Città. L'obiettivo dei primi sei mesi dell'anno prossimo è quello di riuscire a contenere il disavanzo. L'aviazione generale e i voli commerciali stanno funzionando egregiamente proprio a causa del Covid-19 che spinge chi può permetterselo a viaggiare evitando i contatti. La ventina di lavoratori dell'aeroporto, che sono passati alle dipendenze di Lugano, stanno insomma facendo un buon lavoro, mentre una parte della quarantina licenziati hanno nel frattempo trovato un'altra occupazione. Cambiando discorso, la liquidazione di Lasa come procede? Sta proseguendo senza intoppi secondo gli accordi stabiliti e i creditori verranno risarciti: «Tutti i presupposti finanziari e i calcoli fatti sono giusti al centesimo», ha risposto Stauffer.

 

 

 

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