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26.07.2020 - 17:07
Aggiornamento: 27.07.2020 - 11:45

Maxi-opposizione al progetto di tram-treno

Insorgono tre associazioni e duemila cittadini: sotto accusa l'eliminazione della tratta Flp in collina

maxi-opposizione-al-progetto-di-tram-treno
Ti-press

Tre associazioni hanno presentato una opposizione contro il progetto di tram-treno pubblicato dal Cantone, e nello stesso tempo depositato una petizione - inviata a Berna - corredata da circa 2'000 firme di privati cittadini. Contestate sono in particolare l'eliminazione dell'attuale tratto ferroviario in collina della linea Flp, che serve la zona tra Muzzano, Sorengo e Collina d'Oro - sarebbe sostituita da un tunnel Bioggio-Lugano con fermata e ascensori in galleria sotto la stazione Ffs di Lugano - ma anche l'attraversamento della piana del Vedeggio così come previsto dal progetto cantonale. Le associazioni sono ben note per la loro attenzione verso le tematiche di carattere ecologico e paesaggistico: l'Associazione traffico e ambiente, la Società ticinese per l'arte e l natura, e i Cittadini per il territorio.

La vicenda nasce da lontano, e riguarda l'idea di trasformare l'attuale linea ferroviaria Lugano-Ponte Tresa, delle Ferrovie luganesi, in una sorta di metrò con servizio più frequente,  con nuovo materiale e un servizio prolungato  fino (almeno) al centro della città di Lugano. Cammino a ostacoli però quello intrapreso dal Cantone, che ha incontrato subito un centinaio di opposizioni, poi - storia dello scorso anno - ha presentato al Gran consiglio un credito da 3,6 milioni di franchi per un aggiornamento del progetto. Bruno Storni, successivamente eletto in Consiglio nazionale, era presente e attivo nel parlamento ticinese. «Preparai un emendamento per far ristudiare il progetto. In seguito a una discussione coi capigruppo ritirai il mio rapporto di minoranza; in cambio fu chiesto al Consiglio di Stato di studiare il mantenimento della linea di collina. Richiesta che venne poi approvata dal Gran consiglio». Secondo Storni, che dell'Ata è vicepresidente nazionale, questo mandato del Gran consiglio non sia stato rispettato dal Governo. «Chiediamo che la questione venga ristudiata e rivalutata tenendo in considerazione dei dati aggiornati. Si rischia di commettere un errore madornale, e questa volta siamo decisi ad andare fino al Tribunale federale, se necessario». Il progetto così come concepito tra l'altro renderebbe molto problematico un successivo ripristino della linea di collina. L'Ata rivendica il merito di aver evitato uno sbaglio simile vent'anni fa a Zurigo, quando grazie al suo intervento venne creato il passante sotterraneo presso la stazione centrale. Il tema dei finanziamenti federali, 240 milioni già garantiti, secondo Storni non è dato: verrebbero confermati, dice, nel caso di un miglioramento del progetto.

Il punto di vista dei 'Cittadini per il territorio" ci viene riassunto dal'ingegnere massagnese Marco Sailer. «Tra i motivi principali, c'è che questo progetto non contempla il mantenimento delle linea di collina (il tratto Bioggio-laghetto di Muzzano-Sorengo-stazione Ffs di Lugano ndr). Il Consiglio di Stato non ha dato le risposte dovute riguardo a uno studio alternativo». Le tre associazioni non sono sole in questa battaglia per il mantenimento della linea di collina. «Sì, abbiamo l'adesione dei tre comuni toccati dal tracciato, Sorengo Muzzano e Collina d'Oro, che comunque agiscono indipendentemente».

Ma perché mantenere la linea di collina? Ancora Sailer. "È dimostrato che smantellare la linea costerebbe più che mantenerla. Questo perché per servire la stazione Ffs di Lugano occorrerebbe ostruire un pozzo profondo 50 metri, dal costo di 35 milioni, mentre la linea che serve la stazione già esiste.  Inoltre c'è un problema di esercizio: col progetto presentato il percorso si allunga e sarebbe difficile, volendo salvare la linea di montagna, mantenere il servizio attuale".

"Infine, non viene affrontato il problema dell'inserimento paesaggistico nel Piano del Vedeggio, in particolare nel comparto Cavezzolo dove il tram andrebbe a incidente pesantemente sul paesaggio. Noi riteniamo che questo si potrebbe evitare semplificando molto il progetto".

A volte, chiediamo a Sailer  viene messa in discussione la legittimità a ricorrere di associazioni come la vostra. Come vede queste obiezioni? "Noi ci sentiamo legittimati a partecipare in quanto associazioni di cittadini, che ci hanno espressamente dato mandato di difendere questi interessi, come scritto nei nostri statuti". 

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