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29.11.2019 - 16:54
a cura de laRegione

E il Comitato civico di Campione scrive al vice ministro

In vista dell'incontro di lunedì esposte le criticità: 'Qualora la direttiva Ue fosse applicata il paese verrebbe di fatto cancellato'

Il Comitato civico di Campione d’Italia, in vista dell’incontro di lunedì 2 dicembre, in Prefettura a Como, con il vice ministro dell’economia e delle finanze in carica dallo scorso settembre nel governo Conte II, Antonio Misiani, ha inviato a lui e ad altri rappresentanti di governo una relazione di criticità carica: “qualora la direttiva Ue fosse applicata, il paese verrebbe di fatto cancellato e nessuno ne trarrà beneficio".
La relazione si apre con la proposta di una moratoria per l'attuazione della direttiva Ue, a seguito della quale “gli abitanti di Campione si vedrebbero catapultati in una situazione completamente diversa, tale da costituire una rivoluzione copernicana per la loro vita quotidiana, facendo insorgere una molteplicità di problemi, alcuni coinvolgenti addirittura la fruizione di servizi essenziali e di prima necessità per il cittadino, cancellando usi, consuetudini e tradizioni più che centenarie”. Proprio per evitare questo sconvolgimento, il Comitato Civico di Campione d’Italia sottolinea di aver raccolto nel marzo scorso oltre 1600 firme, chiedendo l’immediata sospensiva e revoca del provvedimento. “È apparso infatti evidente che l’attuazione della citata direttiva comunitaria - si legge nel documento – determinerà l’immediata interruzione dei rapporti di collaborazione e di buon vicinato che sono in essere tra Campione e la Svizzera, comportando inevitabilmente la cessazione di molti servizi pubblici essenziali che oggi vengono garantiti agli abitanti di Campione esclusivamente mediante la collaborazione funzionale in essere con la Confederazione Svizzera e, specificatamente, con il Canton Ticino”.


Richiesta di sospensione
Il Comitato invita il governo italiano a “voler adottare, con la massima sollecitudine possibile, l’immediata sospensione-moratoria dell’attuazione della sopracitata direttiva. L’urgenza deriva dal fatto di evitare che, nell’imminenza del termine del 1° gennaio 2020, gli organi competenti svizzeri adottino provvedimenti nei confronti degli abitanti di Campione d’Italia poi difficilmente recuperabili e che complicherebbero una situazione del territorio già di per sé assai drammatica". La moratoria, secondo il Comitato civico, "consentirebbe di esaminare più approfonditamente lo status di Campione d’Italia, dei suoi cittadini e dei suoi operatori commerciali, considerato anche l’impegno adottato formalmente a livello internazionale dallo stesso Stato italiano con la Confederazione Svizzera in data 23/02/2015". Il Comitato evidenzia pure le criticità che l’attuazione della direttiva porterebbe sul territorio di Campione d’Italia e ai suoi abitanti: tra cui, raccolta e smaltimento rifiuti solidi urbani, smaltimento acque reflue, nascita e morte dei residenti in Campione, targhe e patenti guida auto e motoveicoli, servizio postale, telefonia, ambulanza e pronto intervento, pompieri e pronto intervento, trasporto pubblico, erogazione energia elettrica, riscaldamento edifici, scuola, e altri servizi ancora. Tra le criticità, anche il Casinò: "Ogni e qualsiasi ipotesi di sviluppo del territorio di Campione d’Italia non può prescindere dalla riapertura della locale Casa da gioco, sia per l’aspetto occupazionale, sia per l’aspetto di attrazione turistica del territorio e conseguenti sinergie. È fatto notorio che la chiusura dell’azienda Casinò abbia procurato, oltre alla perdita improvvisa di circa 400 posti di lavoro, la perdita di quasi 80 milioni di euro”.

Sullo statuto doganale interpellanza al governo ticinese

“(...) quello che dovrebbe essere invece evidente è il fatto che lo statuto doganale di Campione non dovrebbe esser modificato per decisione unilaterale italiana, bensì concordato e valutato con la Confederazione e il Canton Ticino in base al diritto internazionale consuetudinario”. È quanto scrivono in un’interpellanza al Consiglio di Stato, i deputati, Paolo Pamini e Sergio Morisoli (AreaLiberale-Udc). Che osservano: “Visto il poco tempo a disposizione e le rassicurazioni vaghe da parte italiana, si dovrebbe richiedere con massima urgenza una proroga a Roma e all’Ue, rispetto alla modifica dello statuto doganale di Campione”, fino al raggiungimento di un accordo soddisfacente per tutte le parti”. Dopo un articolato e ampio excursus storico sui rapporti tra Campione d’Italia e il Ticino, sono 12 le domande al governo ticinese contenute nell’interpellanza che richiede di essere evasa nella prossima seduta parlamentare del 9 dicembre, tra cui: “Esiste la volontà politica e la consapevolezza da parte della Confederazione Svizzera e del Canton Ticino di rinunciare irrimediabilmente dal 1° gennaio 2020 allo statuto doganale elvetico per Campione
Emendamento sui debiti col Ticino

Intanto, c’è un emendamento di 5 milioni e mezzo di euro destinati al pagamento dei debiti alla data del 31 ottobre 2019 del comune di Campione d’Italia ''contratti con enti e imprese aventi sede legale in Paesi non appartenenti all'Unione europea'', cioè con la Svizzera, o meglio con il Canton Ticino. Si tratta di un emendamento, dal titolo ''Campione d’Italia, al Decreto fiscale 2020”, che, presentato dai relatori Carlo Ruocco (M5S) e Gian Mario Fragonelli (Pd), è attualmente in discussione in Commissione Finanza della Camera. La somma è destinata al ministero dell’Interno che ha previsto un fondo ad hoc. Toccherà al Viminale, di concerto con il Ministero delle Finanze, ripartire il fondo. Una attenta lettura dell'emendamento porta alla conclusione che l'intera somma sarà destinata al pagamento dei debiti di Campione con il Cantone e il comune di Lugano, la Navigazione Lago di Lugano, privati e l’ente rifiuti.

 

 

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