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Ultimo aggiornamento: 20.11.2019 21:05
Ti-Press
Luganese
11.09.2019 - 18:140
Aggiornamento : 21:06

A perdere la nazionalità elvetica è l'ex agente di Argo 1

È una 'prima' svizzera la misura a carico del 34enne condannato a 30 mesi di prigione per aver lavorato a favore del gruppo islamico Jabhat Al-Nusra.

Per la prima volta la Segreteria di Stato della migrazione (Sem) ha revocato il passaporto svizzero a una persona con la doppia cittadinanza. L’uomo è lo svizzero-turco di 34 anni), ex agente di Argo 1 che è stato condannato nell’agosto del 2017 dal Tribunale penale federale di Bellinzona a due anni e mezzo di prigione (sei mesi da scontare) per avere operato come “indottrinatore” e “radicalizzatore” per il gruppo fondamentalista islamico Jabhat Al-Nusra.

La notizia di agenzia è: stata approfondita da ‘tio.ch’ e confermata dal post su facebook del direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi: “Il Consiglio di Stato, su proposta del mio Dipartimento, ha dato seguito alla proposta della Sem per la revoca della cittadinanza svizzera, cantonale e comunale di una persona condannata in via definitiva per appartenenza a un’organizzazione terroristica. La decisione del Cantone Ticino - secondo la recente modifica legislativa - è infatti stata vincolante e determinante al passo compiuto dalla Segreteria di stato per la migrazione, il primo mai avvenuto a livello elvetico!”.

L’uomo, oltre al passaporto svizzero, perde anche la cittadinanza cantonale e comunale. La nota odierna della Sem precisa che il 34enne “ha realizzato propaganda e reclutato combattenti a favore di un’organizzazione di matrice islamica vietata”. E la revoca della nazionalità elvetica a una persona che possiede anche quella di un altro Stato, è possibile qualora “la sua condotta sia di grave pregiudizio agli interessi, e quindi alla sicurezza, della Svizzera”. I gravi crimini commessi dall’individuo nel quadro di attività terroristiche o di estremismo violento rientrano in questo campo di applicazione.

Nel caso specifico, la Sem ritiene che i suddetti requisiti siano soddisfatti. L'interessato ha infatti la possibilità di ricorrere dinanzi al Tribunale amministrativo federale (Taf). In giugno, il Consiglio federale aveva affermato che una decina di binazionali sospettati di aver partecipato all'estero ad attività nell'ambito del terrorismo erano stati identificati.

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