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17.08.2019 - 11:15
di Guido Grilli

Medicina, il Master è alle porte

Settanta studenti attesi nel settembre 2020 per la nuova proposta della facoltà di sicenze biomediche

«Settembre 2020 è domani». Così, compattando le fila dei diversi attori in campo – un po’ come si esorta alla vittoria una squadra di calcio – ha chiosato Paolo Sanvido, presidente del Cda dell’Ente ospedaliero cantonale (Eoc), lunedì al termine di una giornata di studio di avvicinamento all’attesa data di avvio del nuovo Master in medicina umana dell’Usi nel nuovo campus universitario Usi-Supsi di Lugano-Viganello, pronto anch’esso tra un anno.
Presenti all’incontro tutti i principali partner dell’importante sfida accademica, tra cui professori del Politecnico di Zurigo con il quale l’Usi, unitamente all’università di Zurigo e a quella di Basilea, ha stretto un partenariato affinché le matricole che attualmente stanno frequentando il Bachelor in medicina possano proseguire i loro studi a Lugano iscrivendosi al nuovo Master in medicina. Un Master che si aggiungerà come una perla nell’attuale offerta accademica ticinese e che contemplerà complessivamente nell’insegnamento dei futuri medici una quarantina tra professori ordinari, titolari e liberi docenti. Boas Erez, rettore dell’Usi, ricapitola i punti salienti dello stato dei lavori, iniziando da una premessa: «Per ottenere l’esame federale in medicina occorrono sei anni di studio: con l’ordinamento di Bologna è possibile conseguire il Bachelor triennale in un’università e il Master – pure della durata di tre anni, uno dei quali riservato alla pratica clinica e alla tesi di Master – in un’altra accademia. Con la volontà federale di avere più medici formati in Svizzera, ci sono altre università al di fuori delle cinque “storiche” che per decenni, se non per secoli, hanno formato medici, che hanno iniziato a proporre una formazione in medicina. E noi siamo fra queste. L’Università della Svizzera italiana, visto che non possiede una facoltà di scienze naturali, ma ha in Ticino ospedali con staff di buon livello presenti all’Eoc e in alcune cliniche private – si tratta di “senior”, molti dei quali primari – è in grado di garantire una formazione al letto del paziente in Ticino. Il Ticino si è candidato per proporre questa formazione – gli ultimi tre anni – ovvero il Master in medicina». Quanti saranno gli iscritti? «Gli studenti che arriveranno da noi l’anno prossimo hanno iniziato il Bachelor due anni fa, nel settembre 2017» spiega il rettore dell’Usi. «Abbiamo dimensionato il Master a una settantina di studenti. Tanti dovrebbero infatti essere i primi iscritti. Abbiamo infatti 15 studenti iscritti all’Usi che stanno svolgendo il loro Bachelor all’università di Basilea. Ce ne sono inoltre circa 50 che verranno dal Politecnico di Zurigo (Eth) che non propone un Master in medicina e un’altra decina che sta frequentando l’università di Zurigo». Master in medicina, dunque, quasi pronto. Cosa manca? «Manca di affinare il contenuto di ogni modulo, che si prevede di concludere nel maggio 2020, ma parte della griglia oraria è già completata».

Un insegnamento al letto del paziente

«Quello che va evidenziato è che all’Ente ospedaliero cantonale vi sono numerosi medici che già da lungo tempo hanno un ruolo universitario negli atenei d’oltre Gottardo. Questi guardano all’università della Svizzera italiana come un’opportunità. E a Lugano avranno un ruolo, non di insegnamento – non saranno loro ad assicurare il programma dei corsi teorici, mansione delegata invece a titolari e ordinari della Facoltà – ma molti di loro saranno coinvolti nell’accompagnare gli studenti del Master, impartendo loro la pratica». Così chiarisce il rettore dell’Usi, Boas Erez, che prosegue:  «Gli studenti avranno in queste figure i loro punti di riferimento, tra ospedali dell’Ente ospedaliero cantonale, alcune cliniche private e alcuni studi di medici di famiglia».
Il Master di medicina contemplerà pratica e teoria. La struttura: quattro semestri che si svilupperanno sull’arco di tre anni. E un giorno e mezzo alla settimana saranno dedicati all’insegnamento al letto del paziente. Dunque a una pratica concreta, reale, da “medici in prima linea”. Ancora il rettore dell’Usi: «Figure di spicco – primari d’ospedale – accompagneranno gli studenti nel percorso accademico per una quantità di ore importante di teoria, ciò che costituisce senz’altro una peculiarità del nuovo Master». L’Ente ospedaliero cantonale rappresenta il partner principale dell’Università della Svizzera italiana nell’ottica del nuovo Master, accanto a un ventaglio di cliniche. Gli studenti saranno così itineranti nelle diverse strutture durante il loro percorso accademico per quanto riguarda soprattutto la pratica medica. La pratica nelle strutture ospedaliere e la teoria all’università si quantifica in un rapporto, rispettivamente, del 50 per cento.
Il nuovo Master in medicina – è stato evidenziato lunedì durante la giornata di studio – terrà conto anche della “tipologia” di studenti ai quali si rivolge: studenti nativi digitali, vicini alle nuove tecnologie che naturalmente dovranno trovare terreno fertile sia nella modalità d’insegnamento sia nelle nuove frontiere proprie dell’arte medica. «Naturalmente sì, anche se le decisioni in ultima analisi continueranno a prenderle i medici» afferma Boas Erez.  

Molta pratica clinica e interazione, fra i punti forti della nuova proposta accademica

Pronti? «Abbiamo fatto tantissimo e tanto resta ancora da fare». Alessandro Ceschi, medico dell’Eoc e professore titolare che insegnerà farmacologia e tossicologia clinica al neonato Master di medicina è responsabile del gruppo di lavoro di accompagnamento composto dai professori Eoc della Facoltà di scienze biomediche dell’Usi, con il compito di fare da trait-d’union tra Ente ospedaliero cantonale e Università della Svizzera italiana nell’ottica della creazione del nuovo Master. Il nostro interlocutore fa il punto sullo stato dei lavori della nuova, importante offerta accademica. «Attualmente è in fase di creazione il curriculum, che rappresenta un lavoro piuttosto titanico, ma ci si sta lavorando in modo intensivo e celere, con persone competenti che si stanno spendendo a fondo per questo traguardo». La griglia oraria è quasi realtà? «Per i 4 semestri clinici il lavoro è in corso. Stiamo concentrando le maggiori risorse e priorità sul primo semestre, quello che partirà a settembre 2020 e che già a ottobre-novembre di quest’anno dovrà contemplare ogni lezione nel dettaglio, ma al contempo lavoriamo pure agli altri tre semestri». Pratica e teoria come saranno suddivise? «Il curriculum prevede molta pratica clinica, che sarà uno dei punti forti della proposta. Questo Master avrà quale concezione quella di avere un rapporto stretto con i professori, con gruppi di lavoro ristretti e molta interazione con i casi clinici».
E la sede del futuro Master in medicina sarà l’atteso nuovo campus Est di Usi e Supsi di Lugano-Viganello che sarà inaugurato proprio con l’inizio dei corsi: nel settembre 2020. La struttura accoglierà così la Facoltà di scienze biomediche – la quinta facoltà presente nell’ateneo ticinese –, la Facoltà di scienze informatiche dell’Usi e il Dipartimento tecnologie innovative della Supsi. La fine dei lavori del complesso architettonico, progettato dagli architetti Simone Tocchetti e Luca Pessina, è in agenda per fine luglio 2020. Il nuovo campus potrà accogliere 600 collaboratori, 1’000 studenti nella formazione Bachelor e Master e oltre 800 partecipanti all’anno nella formazione continua, in un’interessante interazione accademico-scientifica.

 

 

 

 

 

 

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