Fiamme e fumo a Breganzona ©RescueMedia
Luganese
16.07.2019 - 11:050
Aggiornamento : 12:51

Roghi Breganzona e Massagno, una l'amministratrice

È il comune denominatore degli incendi, di cui 2 nella stessa palazzina. 'Non vorrei ci sia qualcuno che le vuole male', dice Armando Giani, riferendosi a sua figlia

«Non vorrei ci sia qualcuno che le vuole male», dichiara Armando Giani, padre dell'amministratrice dello stabile di Breganzona, nonché proprietario della palazzina in via Camara 69 – teatro dell'incendio scoppiato nello scantinato questa mattina –. L'uomo, leghista della prima ora con 40 anni di Consiglio comunale a Lugano sulle spalle, ritiene che l'origine delle fiamme sia probabilmente dolosa e il sospetto nasce dal fatto che questo incendio è il terzo a interessare la figlia; infatti la donna è anche amministratrice del condominio colpito dalle fiamme a Massagno, tempo fa.

Intanto, i pompieri hanno confermato alla Regione l'impossibilità che le fiamme, a distanza di 48 ore, si siano rianimate.

Alcune dichiarazioni raccolte

«È un'epidemia», dichiara perentoriamente un uomo che abita vicino alla palazzina e che abbiamo fermato per chiedere come si possa spiegare il doppio incendio.

«Ancora?», è invece l'interrogativo esclamato da uno scooterista di passaggio, fermatosi all'angolo fra via dei Casagrande e via Camara. L'espressione sorpresa del giovane è dovuta al ripetersi della situazione: infatti circa 48 ore fa, un primo incendio si è propagato sempre dalle cantine della stessa palazzina.

Tanti, troppi dubbi sull'incendio, non si esclude l'ipotesi dolosa

Le strade che circondano la zona sono bloccate al traffico e sul posto, caratterizzato da un acre odore di fumo, sono ancora presenti i veicoli dei pompieri e gli agenti delle polizie comunale e cantonale, nonché il servizio investigativo della cantonale: un dispiegamento ampio per quella che inizia a non essere più una coincidenza. Qualcosa sembra non convincere gli inquirenti: non sembra essere possibile infatti che a distanza di 48 ore le fiamme si siano riaccese; dubbi che spingono all'ipotesi d'incendio doloso.

Ci sono tanti… troppi dubbi sull'incendio di questa mattina. Sono soprattutto le incertezze a emergere durante l'infopoint organizzato verso le 10 dal servizio investigativo. Ciò che è sicuro è il presidio continuo della polizia, che dalle prime ore del giorno è sul posto: nessuno si può avvicinare, affinché il lavoro di analisi dei piani del condominio effettuato dagli agenti (di polizia e pompieri) non venga intralciato.

Un uomo di mezza età si aggirava nei dintorni

Nei dintorni, intanto, ci sono i sei inquilini sfollati, alcuni ancora in pigiama. Fra le testimonianze raccolte, c'è un particolare comune: negli ultimi giorni, pare che qualcuno abbia visto un uomo di mezza età aggirarsi nei dintorni dell'abitazione.

Mentre, uno degli inquilini ha dichiarato di aver sentito l'odore di fumo già durante la notte, tanto da non riuscire a dormire.

Le notizie della prima ora

«Un paio di vigili del fuoco sono ancora al lavoro all'altezza del primo piano della palazzina in via Camara a Breganzona, passandolo in rassegna», ci fa sapere un nostro giornalista sul posto. «Verosimilmente, gli uomini stanno effettuando gli ultimi controlli nell'edificio, che ancora rilascia un po' di fumo». L'operazione sembra essere in fase conclusiva, poiché si sta procedendo anche al riordino del materiale e un paio di volanti della polizia hanno lasciato la zona.  «Gli inquilini sono tutti in salvo».

Le sei persone che si trovavano nell'edificio, si legge nel comunicato di polizia, sono state evacuate a titolo precauzionale. Sul posto sono intervenuti agenti della Polizia cantonale e della Polizia della città di Lugano in supporto, i Pompieri di Lugano, che hanno domato le fiamme, e i soccorritori della Croce Verde di Lugano. Fortunatamente, non si lamentano feriti o intossicati.

Le operazioni di messa in sicurezza dello stabile sono ancora in corso e richiederanno diverse ore. Sono pure in corso le verifiche dell'ufficio tecnico per la valutazione dell'abitabilità dello stabile.

Questo è il bilancio parziale dell'incendio divampato questa mattina, attorno alle 6, nella palazzina di Breganzona; l'ennesimo di una serie che negli ultimi tempi ha interessato gli scantinati, come quello scoppiato sempre nella stessa palazzina tra sabato e domenica scorsi.


L'incendio di domenica 14 luglio ©RescueMedia

Questa volta le fiamme si sono propagate in maniera maggiore, sprigionando molto fumo e rendendo il lavoro dei pompieri più impegnativo. Lo stabile è stato completamento riempito di fumo rendendo indispensabile l’evacuazione degli inquilini.

Nessuno sarebbe rimasto ferito o intossicato in maniera seria, fa sapere RescueMedia. Il personale della Croce Verde di Lugano ha visitato gli sfollati per verificarne lo stato di salute. Al momento le cause che hanno generato il rogo non sono note e sarà compito degli inquirenti e degli esperti della Scientifica valutare tutte le possibili ipotesi.

Sul posto sono intervenuti in forze i pompieri di Lugano che, unitamente agli agenti della Polizia, hanno tratto in salvo gli inquilini, alcuni di loro rimasti bloccati ai piani superiori. Sul posto anche i soccorritori della Croce Verde di Lugano che hanno provveduto a visitare le persone che hanno potenzialmente inalato fumo. Al momento non è noto sapere se vi sono feriti o intossicati.

Le corse dei bus che passano nella zona hanno subito disagi e, sui mezzi di trasporto, «si respira fumo, probabilmente raccolto passando»; fa sapere un nostro giornalista sul posto, e aggiunge che «dalla zona bassa della palazzina sale ancora fumo e i vigili del fuoco sono ancora al lavoro». Sul posto, ci sono tre ambulanze e due autobotti dei pompieri. Per quel che concerne il traffico, da nord, la strada è interrotta su via Polar.


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