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Luganese
24.06.2019 - 17:460

Spaccio di coca, 'traffico internazionale da tonnellate'

Il procuratore pubblico ha chiesto pene fra i tre anni e mezzo e i sette anni e mezzo per i tre uomini accusati di aver trafficato circa dieci chili di coca

Dai tre anni e mezzo ai sette anni e mezzo. Non prevedono la possibilità di una condizionale le pene chieste dal procuratore pubblico Moreno Capella per i tre uomini accusati di aver trafficato a vario titolo circa dieci chili di cocaina. «Le loro colpe sono gravi e da non banalizzare - ha detto al termine della lunga requisitoria -, facendolo si riduce la soglia di attenzione su un serio problema di salute pubblica».
Dei tre, quello con le colpe ritenute più gravi, è il 32enne. Oltre a essere quello che avrebbe trafficato la più grande quantità di droga (circa sei chili, sebbene più di uno sia contestato), è anche riconosciuto come una sorta di punto di riferimento locale per i ‘big’ dell’organizzazione. Quello emerso in aula è uno scenario infatti preoccupante: si tratta di un’inchiesta lunga, complessa ed estremamente vasta.

I numeri dell'inchiesta

Almeno sette Paesi europei e quattro in America Latina coinvolti, anni di indagini e migliaia i chili di droga scoperti in vario modo. Quasi 170 chili solo in un controllo al porto di Anversa (Belgio), per non parlare del carico da 5’500 chili intercettati al porto di Guayaquil (Ecuador) e pronti a far rotta per l’Europa.
Questi alcuni numeri di un’inchiesta vastissima, coordinata principalmente dai Paesi dell’Ue, che hanno segnalato la presenza su territorio elvetico di alcuni imputati, fra i quali il 32enne.
Minore il ruolo degli altri due imputati. Capella ha chiesto sei anni di detenzione per il 30enne: non solo non avrebbe minimamente collaborato alle indagini, ma dei circa 2,7 chili contestatigli quasi 1,7 sarebbero stati venduti. «La vendita - ha ricordato il pp - è un reato più grave rispetto al trasporto o alla detenzione». Tre anni e mezzo infine al 34enne, l’unico a favore del quale la pubblica accusa riconosce l’attenuante della collaborazione. E sebbene solo una (minor) parte dei circa 2,5 chili di cocaina contestatigli sia stata venduta, il procuratore ha sottolineato che «se non fosse stato fermato, avrebbe continuato con l’attività illecita».
Quest’ultimo è di nazionalità svizzera, mentre per gli altri due imputati - cittadini dominicani - è stata chiesta l’espulsione: quindici anni, il massimo consentito dalla legge.
Fra stasera e domani parola alle difese.

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