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22.02.2019 - 18:56

Le Arl Sa cambiano marcia

Passata la burrasca col Cantone, l'azienda di trasporto volta pagina e Gianmaria Frapolli, presidente del CdA, rilancia l'iidea del Ccl unico cantonale

di Alfonso Reggiani

Hanno decisamente voltato pagina le Autolinee regionali luganesi Sa. La passata gestione è oramai un lontano ricordo. Una passata gestione contraddistinta da rapporti burrascosi con il Cantone, culminati con la crisi all’inizio dell’anno scolastico 2017, con tanto di intervento della polizia, quando il Dipartimento educazione cultura e sport (Decs) tolse all’impresa il trasporto degli allievi da e per la scuola media di Pregassona. Una crisi che a fine 2017 rientrò e alle Arl venne pure confermata la concessione federale per dieci anni con l’obbligo di sottoscrivere un contratto collettivo di lavoro (Ccl).

Ora, le Arl si sono lasciate alle spalle i rapporti conflittuali con il Cantone con cui collaborano molto bene mentre l’ex direttore Curzio Bernasconi, peraltro finito sotto inchiesta penale con l’accusa di amministrazione infedele, come si ricorderà, ha rassegnato le dimissioni. Nel giugno scorso il Consiglio di amministrazione è stato rinnovato. A guidarlo è Gianmaria Frapolli che ha avuto parecchio lavoro per sistemare alcune questioni aperte e ha avviato una riorganizzazione aziendale.

Nel frattempo, le Arl Sa hanno messo, nel settembre scorso, nero su bianco il contratto collettivo di lavoro sottoscritto con l’Associazione svizzera dei trasportatori stradali (Astag) ratificato dal Cantone. E sono in corso ulteriori trattative con i sindacati per verificare la fattibilità di una nuova tipologia di Ccl. «Gli autisti delle Arl non possono lamentarsi: hanno un contratto con ottime condizioni salariali – dice Gianmaria Frapolli, presidente del Cda di Arl Sa –. L’ideale sarebbe creare un Ccl unico di tutte le aziende di trasporto pubblico del cantone. Sarebbe una maniera per adeguare e sistemare gli aspetti che non sono più al passo con i tempi».

Attivate le trattative con i sindacati

L’idea sfonda porte aperte nei sindacati. Lorenzo Jelmini dell’Ocst: «Noi saremmo d’accordo: sarebbe una modalità per mettere tutte le imprese di trasporto sotto lo stesso ‘cappello’, con la possibilità che ogni azienda stabilisca le proprie regole. Fu proprio il precedente direttore delle Arl che la affossò. Noi, assieme a Pietro Gianolli (Sev), lo proponemmo una decina di anni fa, ma dopo una serie di trattative non se ne fece nulla».

In merito al Ccl, il sindacalista Ocst dice che quello nuovo è necessario siccome il precedente è in scadenza: «Abbiamo comunque già incontrato il presidente del Cda e il nuovo direttore di Arl per cominciare le trattative. La volontà di sottoscriverlo non manca e un primo accordo di massima è stato raggiunto. A proposito di Ccl, è stata adottata dal Gran Consiglio la proposta che ho presentato (insieme a Guidicelli) che obbliga a istituirli le aziende che ricevono mandati dal Cantone».

Intanto, Arl e Trasporti pubblici luganesi Sa (Tpl) hanno avviato sinergie sulla gestione della centrale operativa notturna e in merito al picchetto per la parte meccanica. «Nel prossimo incontro faremo un bilancio di queste due collaborazioni avviate e valuteremo se e come trovare altri settori in cui è possibile lavorare assieme – prosegue Frapolli –. Collaborare sarà sempre più importante, soprattutto in vista del potenziamento del servizio di trasporto pubblico annunciato dal Dipartimento del territorio per l’anno prossimo in seguito all’apertura della galleria AlpTransit del Monte Ceneri». Per ora solo sinergie, un’eventuale fusione sarà musica del futuro.

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