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24.09.2018 - 18:50

Lugano, in via Industria 'un brutto odore da almeno un anno'

Numerose le segnalazioni che i vicini della famiglia che teneva 18 cani nell'appartamento di Pregassona avrebbero sporto a proprietari e autorità

di Dino Stevanovic
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«Da almeno un anno si sentiva un brutto odore». Sono numerosi i vicini della famiglia che teneva rinchiusi nell'appartamento di via Industria a Pregassona 18 cani. «Abitavo sotto di loro – puntualizza una di loro –: rumori, urla, puzza, erano la regola. Alla prima occasione ho cambiato appartamento». Sebbene il fetore non si sentisse all’interno degli altri appartamenti, i corridoi dei piani superiori – il cinque locali incriminato si trova al quattordicesimo piano – ne sono pervasi. Ancora a tre giorni dall’intervento, e malgrado l’appartamento sia in fase di disinfestazione, il tanfo è ben percettibile, quasi nauseabondo. «Pensavo ci fosse un cadavere» ci dice un’altra signora. Numerose le segnalazioni, nel corso di mesi, da parte degli inquilini. Alla portinaia, alla polizia, alla proprietà dell’immobile. «I proprietari non ti rispondono nemmeno» sostengono svariati inquilini del fatiscente palazzo.

I servizi sociali hanno più volte fatto richiesta di entrare, senza successo

L’amministrazione è infine intervenuta, presentandosi venerdì con un ordine di sfratto immmediato. Tutti gli inquilini dell’appartamento trasformato in discarica sono stati presi a carico. I figli sono stati visitati dal medico e le loro condizioni di salute fisica sarebbero state giudicate buone. Tra gli altri, si fa largo ora un grande interrogativo: non si poteva agire prima? «I servizi sociali hanno più volte chiesto di poter entrare nell’appartamento – spiega il capodicastero Sostegno e socialità di Lugano, Lorenzo Quadri –, domanda sempre rifiutata dai genitori». E non si sarebbe potuta predisporre una presa carica diversa, soprattutto per i ragazzi? «Col senno di poi, sì. Ma non era immaginabile che vivessero così». Non si esclude infatti che perlomeno i ragazzi dormissero da parenti in città. A essere stata carente sarebbe stata quindi l’intera rete sociale: neanche i parenti si sarebbero accorti del forte degrado.

Cani senza microcip, una denuncia? 'Forse nei prossimi giorni'

«Condizioni di salute tutto sommato non critiche». Ai diciotti cani – in maggioranza femmine, cinque cuccioli, tutti meticci: incroci con Shitzu – protagonisti del fatto di cronaca del giorno, sarebbe potuta andare peggio. Un caso che è «probabilmente il più grave nel suo genere degli ultimi dieci anni», secondo il presidente della Spab Emanuele Besomi. Era dal 2006 – quando a Cagiallo venne a galla la ‘fattoria degli orrori’, con animali lasciati morire –, che alla Spab non si registrava un intervento di questa portata. Sebbene i cani avessero da mangiare – la volontaria Marina Soldati ci ha confermato di aver trovato delle ciotole con cibo –, le condizioni igieniche in cui gli animali hanno vissuto erano precarie. «Abbiamo trovato parassiti e vermi – conferma Besomi –, e poi le unghie: lunghissime». Una prova del fatto che i cani non erano abituati a camminare su superfici dure. Ma su uno strato molliccio di pattume.

Sebbene diversi vicini abbiano visto membri della famiglia portare fuori cani, è ipotizzabile quindi che questo non avvenisse regolarmente. Tesi sostenuta anche dal fatto che la maggior parte dei quadrupedi «sono semi terrorizzati, decisamente non socializzati». Oggi, oltre a essere sverminati e vaccinati, i cani sono stati tutti dotati di microcip. Non averlo, sopra i tre mes d’età, in Svizzera è illegale. Sempre secondo voci raccolte in via Industria, pare infatti che la famiglia si occupasse di vendita illecita dei cani. È ipotizzabile una denuncia? «Spetterà al veterinario cantonale, ed è una decisione che verrà presa nei prossimi giorni, come l’eventuale confisca (al momento i cani sono solo sotto sequestro, ndr)».

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