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Luganese
25.05.2018 - 19:410
Aggiornamento : 20:01

Pride, la Città: Helvetia Christiana ha cambiato posizione

Il Municipio di Lugano si dice dispopsto a esaminare una nuova richiesta e spiega i motivi per cui ha negato l'autorizzazione alla preghiera pubblica.

Prima una manifestazione pubblica in una piazza cittadina con tanto di bancarelle per pregare contro il Pride. Dopo la risposta negativa del Municipio di Lugano, il presidente di Helvetia Christiana ha riformulato la richiesta per un rosario di circa un’ora con 15-20 persone senza bancarelle ma solo con la Madonna di Fatima. Queste informazioni emergono dalla risposta dell’esecutivo all’interpellanza, trasformata in interrogazione dal gruppo Udc, su una questione che ha fatto scorrere fiumi d’inchiostro nei giorni scorsi.

Un’interrogazione in cui si precisava che il rosario non si sarebbe rivolto contro persone di orientamento omosessuale o contro i partecipanti al Pride, il cui corteo è previsto sabato 2 giugno. Affermazione errata agli occhi del Municipio perché, da una parte, la manifestazione avrebbe dovuto svolgersi in concomitanza o in quei giorni, dall’altra, siccome il presidente ha espressamente dichiarato il contrario ai media parlando in un atto di riparazione. Nella premessa, l’esecutivo rileva che “le persone morali di diritto privato (come un’associazione) non sono titolari della libertà di credo e di coscienza, a meno che non siano di carattere confessionale e perseguano un fine religioso o ecclesiastico secondo i loro statuti”.

Perciò, per Helvetia Christiana, essendo laica, “i principi applicabili sono la libertà di riunione e le libertà di opinione e di informazione”. Il fatto che l’associazione, nella prima richiesta poi riformulata con altre date nel ricorso al Consiglio di Stato (cfr, ‘laRegione’ del 22 maggio), abbia chiesto di manifestare nel medesimo periodo del Pride “crea de facto un conflitto che il Municipio non poteva non tenere in considerazione” nella ponderazione degli interessi in gioco in cui ha prevalso il criterio di priorità che ha “favorito” gli organizzatori del Pride. L’esecutivo ha voluto impedire la contro-manifestazione e il pericolo di scontri per una richiesta risalente al dicembre scorso che non era sufficientemente chiara né in termini di partecipanti, né di bancarelle.

Agli occhi del Municipio è parso irrilevante che a Lucerna, Basilea e Zurigo non ci fossero stati problemi di sicurezza e di ordine pubblico nella recitazione di un rosario su suolo pubblico. Secondo l’autorità, che era disposta a esaminare una nuova richiesta, le decisioni in questo ambito spettano agli esecutivi che hanno un margine di apprezzamento e sono sindacabili solo se violano il diritto.

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