Benedetto Galli
Luganese
08.11.2017 - 18:570
Aggiornamento : 15.12.2017 - 17:12

Piano direttore 'stroncato' dai Cittadini per il territorio

“Lo sviluppo del Luganese è diretto dalla scheda R/M3 basata sul Pal2 (Programma di agglomerato del Luganese di seconda generazione) clamorosamente fallimentare: a fronte di investimenti per 700 milioni di franchi ha confermato e accresciuto le congestioni stradali, non ha limitato la dispersione degli insediamenti, né migliorato l’inquinamento atmosferico e lascia invariato il rapporto d’uso dei trasporti pubblici, misero”. È particolarmente dura la presa di posizione delle associazioni di cittadini del Luganese sul nuovo Piano direttore cantonale (Pd), di cui propongono anche una serie di modifiche. Una presa di posizione che parla di una proposta ben formulata dal Dipartimento del territorio perché adegua il Pd alla legge sulla pianificazione del territorio. Ma l’unica vera scelta vincolante del documento è quella di non consentire l’estensione delle zone edificabili (con possibilità di deroga cantonale). E le associazioni temono che siano “raccomandazioni e analisi non sufficientemente incisive”.

L’esperienza degli ultimi decenni ha del resto dimostrato che, nonostante le buone intenzioni, le direttive non hanno disciplinato lo sviluppo virtuoso del territorio. Al contrario, hanno consentito, con l’avallo del Cantone, lo sviluppo irrazionale e lo sperpero del territorio.Il Pd infatti contiene “grossolani errori non corretti e non c’è segno di voler imparare dagli errori del recente passato”, scrivono le associazioni. A cominciare dalle indicazioni delle zone di sviluppo strategico in contrasto con le direttive. Sì, perché dalle quattro zone prescelte dal Pd, ben due non sono conformi ai due principi: essere luoghi ben allacciati ai trasporti pubblici e luoghi in cui prima si inseriscono le infrastrutture, poi gli insediamenti.

E nel mirino delle associazioni sono finiti il Pian Scairolo e Cornaredo, il cui piano viario è definito orrendo. Entrambe le aree sono state sviluppate prima di dotarle delle infrastrutture di trasporto. Non solo. Le associazioni ritengono il “Pd responsabile del mostruoso Piano regolatore del Pian Scairolo che prevede uno sviluppo eccessivo (più del doppio dell’odierno), con gravi errori di concezione e di redazione, inconciliabile con le infrastrutture di trasporto e con l’ambiente”. E “Il Dipartimento del territorio ha consentito che tale assurdo Pr venisse elaborato durante dieci anni, con spese milionarie, senza interrompere l’esercizio”. Però, i problemi ci sono anche altrove.

Agli occhi dei Cittadini per il territorio del Luganese, “il Pd non ha messo paletti utili e vincolanti per lo sviluppo del Piano del Vedeggio” misconoscendo come nel frattempo sia divenuto un secondo polo Luganese complementare, non suddito di Lugano. E ha “trascurato il fatto che assieme alla creazione di posti di lavoro andrebbero realizzate abitazioni ad essi legati, senza difendere l’area di Cavezzolo, centrale e determinante per lo sviluppo del Polo”. Non mancano critiche nemmeno sulla Trincea di Massagno. E a preoccupare è “la situazione attuale dei Pr che permette di edificare ben oltre i bisogni futuri” mentre il blocco dell’estensione delle zone edificabili preconizzato dal Pd, “non frena il fenomeno dello sparpagliamento delle nuove costruzioni. I Cittadini chiedono fra l’altro di frenare lo sviluppo periferico e regole vincolanti di comportamento.

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