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Gabriele Putzu
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05.07.2017 - 18:360
Aggiornamento : 15.12.2017 - 17:12

A Massagno un nuovo quartiere da 500 abitanti entro il 2020

Un vuoto che presto verrà colmato. Tra le poche aree edificabili ancora sgombre di Massagno, l’ex proprietà Nessi – che si affaccia su via Lepori e via Ciusarella – presto diventerà un’affollata zona residenziale. Nel Comune, già oggi il più densamente popolato del cantone, partirà a breve infatti il cantiere del nuovo quartiere SwissLife: sei palazzine divise in tre blocchi da due, con al loro interno 167 appartamenti che spazieranno dai 2,5 ai 6,5 locali. Tradotto in abitanti, «è atteso un aumento di 500, anche 600 unità quando il cantiere sarà terminato», ossia nel 2020, spiega il sindaco Giovanni Bruschetti. Entro pochi anni quindi, il popoloso comune urbano – che già oggi ospita su meno di un chilomentro quadrato circa 6’500 persone – potrebbe superare il tetto delle 7’000 anime. L’impatto generato dal progetto risulta quindi notevole. «Si tratta di un aumento già ‘immaginato’ dal nostro Piano Regolatore – ci dice il sindaco –, che ha una contenibilità fino a 10’000 abitanti. Le nostre infrastrutture sono pronte per assorbire questo potenziale, che anzi avrebbe potuto essere superiore se il progetto fosse stato differente». Il riferimento di Bruschetti è al tipo di costruzioni previste dal Piano di Quartiere: i sei pentagoni uniti a coppie e divisi fra loro da giardini pensili varieranno dai quattro ai dieci piani d’altezza, il più imponente. Quest’ultimo diventerà pertanto il più elevato edificio residenziale del comune. Per innalzarsi così in alto è stato necessario chiedere al Dipartimento del territorio (Dt) delle deroghe, ottenute «in virtù dell’interesse pubblico evidente» puntualizza il sindaco. In primo luogo, il minor uso di spazio orizzontale; una densificazione ridotta costruendo in altezza piuttosto che in estensione insomma. Ma non solo.

Un parco pubblico da 10’000 mq Preservando lo spazio, è stato possibile determinare ampi spazi verdi. Già oggi l’area è di fatto un grosso parco – precedentemente privato e acquistato pochi anni fa dal gigante assicurativo –, seppur recintato e in stato d’abbandono, che ospita alberi monumentali. Questi saranno mantenuti secondo il progetto diretto dall’architetto Remo Leuzinger e saranno parte di un parco a uso pubblico di circa 10’000 metri quadrati. L’investimento – 75 milioni di franchi – è di SwissLife, che vanta in Svizzera un vasto parco immobiliare, con oltre 31’000 appartamenti sparsi in tutto il Paese. «La nostra strategia – espone la responsabile della società Silvia Salvador – è quella di costruire appartamenti per il ceto medio, non di lusso». Degli alloggi, circa un terzo saranno in vendita mentre il resto in affitto. Troppo presto però per sbilanciarsi sui prezzi: «Non sono ancora stati definiti – risponde Salvador –, saranno stabiliti più avanti secondo le esigenze del mercato. Ribadisco che lo standing è medio». «Non ci sono mire di tipo speculativo – assicura d’altro canto Bruschetti –, l’operazione ha obiettivi che vanno oltre la redditività immobiliare. Non è un caso che durante la procedura per la domanda di costruzione non siano pervenuti ricorsi. Gli investitori, anche tramite serate pubbliche, sono riusciti a instaurare un rapporto di fiducia con la popolazione». Non resta che attendere quindi che la frenesia edilizia produca dei risultati, in un comune con altri progetti rilevanti all’attivo, come il parco della trincea. «Sì – conferma Bruschetti –, l’esame preliminare del Dt l’ha avvallato. Entro l’anno sarà presentato ai Consigli comunali interessati (Massagno e Lugano, ndr)».

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