
Il presidente del Genoa, Enrico Preziosi, un habituè delle cronache calcistiche-giudiziarie, già socio con una quota del 40% del Lugano Calcio, che da tempo viaggiava, assieme alla società ligure, in cattive acque dal punto di viste economico, è riuscito a sistemare i conti grazie ad un regalo di 15 milioni di euro, elargiti da Infront, la società di Marco Bogarelli, e dalla Mp G Silva di Riccardo Silva. La coppia, che con i diritti televisivi tiene in pugno l'intero sistema calcistico italiano, garantendo ‘’finanziamenti straordinari‘’ attraverso la società Tax & Finance di Lugano ha fatto in modo che il Genoa potesse avere le carte in regola per iscriversi al campionato.
È quanto emerge dalle intercettazioni telefoniche ascoltate dagli uomini della Guardia di finanza, per conto della Procura di Milano, nell'ambito dell'inchiesta che lo scorso 9 ottobre ha portato in carcere un fiscalista, uno dei fondatori della Tax & Finance, accusato di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio di fondi neri per ricchi evasori italiani. Un'inchiesta che si è allargata a macchia d'olio, originando l'indagine sulla compravendita dei diritti televisivi indagando sui presunti reati di turbativa d’asta, turbata libertà degli incanti e ostacolo all’attività degli organi di vigilanza. Bogarellli e Infront siglando munifici contratti per la gestione dei diritti televisivi delle società in crisi, garantivano la sopravvivenza calcistica, in cambio della fedeltà politica dei presidenti nelle sedi decisive (Lega calcio e Federcalcio). Un modo di agire mirato che, stando alla Procura di Milano, confermerebbe l'esistenza del sistema di potere costruito dalla attuale governance del pallone. Dalle intercettazioni Juventus e Roma vengono indicate come ostacoli alle manovre in corso.
Sempre da quanto ascoltato e trascritto dalle ‘’fiamme gialle‘’ si viene a sapere che Enrico Preziosi, a operazione riuscita (il cadeau di 15 milioni di euro) ha offerto alla alla Mp G Silva, il 3% della Giochi Preziosi.