Ripristino delle infrastrutture comunali distrutte: presentato il messaggio al Parlamento. Un milione andrà alla Mesolcina

Diciannove milioni di franchi di aiuto straordinario da Berna, di cui 13 per la Vallemaggia, con destinazione Cevio e Lavizzara, e uno per la Mesolcina, a Lostallo e Soazza. È quanto la Confederazione intende mettere sul piatto per contribuire al ripristino delle infrastrutture comunali distrutte dalle intemperie del 2024 che avevano interessato non soltanto il Ticino, ma anche Grigioni e Vallese. In questo senso il Consiglio federale intende varare una nuova legge sull'indennizzo dei danni del maltempo, limitata fino al 2031.
Ieri il relativo messaggio è stato presentato al Parlamento, secondo quanto indicato da una nota governativa.
La nuova legge prevede un aiuto federale straordinario nella misura del 50% delle spese residue dei Comuni fortemente colpiti dalle intemperie del giugno 2024. In tal modo sarà sostenuto il ripristino delle infrastrutture danneggiate quali strade e opere di protezione in tali Comuni, con l'obiettivo di garantire loro un carico pro capite residuo che sia sostenibile. Il presupposto per la partecipazione della Confederazione è che il rispettivo Cantone contribuisca alle spese in misura comparabile, viene precisato.
Oltre alla nuova legge federale, viene presentato un decreto di finanziamento. Con l’aiuto federale straordinario, la Confederazione si assume dunque un impegno finanziario una tantum pari a 19 milioni di franchi, di cui però ben 13 arriveranno in Vallemaggia. Una volta approvata dal Parlamento questa legge ad hoc, i Comuni interessati dovranno presentare le rispettive domande entro il 31 dicembre 2030.
Gabriele Dazio, sindaco di Lavizzara, accoglie la notizia senza sorpresa: «Fondamentalmente si tratta di ciò che è sempre stato ventilato. Ora arriva dunque la conferma da parte della Confederazione e v'è di conseguenza l'auspicio che il Cantone faccia la sua parte così come prefigurato da Berna».
Wanda Dadò, sindaca di Cevio, si felicita per l'allestimento del messaggio, anche se non nasconde qualche timore relativo alla tempistica: «Non ho avuto modo di verificare di persona se le osservazioni che il mio Comune e quello di Lavizzara avevano formulato siano state accolte e in che modo. Tuttavia sono fiduciosa che le Camere non faranno mancare il loro sostegno. Come non mancherà, come preannunciato (e “vincolato”...) l'impegno del Cantone, che si prenderà a carico parte delle spese».
Detto questo, la sindaca valmaggese non intende nascondere quello che definisce «un certo timore» per quanto riguarda la scadenza, fissata, come si è visto, al 2031: «Si tratta della data entro la quale dovremmo aver portato a termine tutti gli interventi previsti. Anche se sembra ancora lontana, non lo è. Se penso al grande cantiere di ricucitura del territorio che interessa la Bavona, è chiaro che sarà necessario procedere spediti. Confidiamo perciò in un aiuto nelle procedure (da snellire) da parte degli uffici cantonali preposti. Questo, in maniera tale da non ritrovarci con costi scoperti perché non siamo riusciti a portare a termine, in tempo utile, tutti i lavori».
Alla fine di giugno del 2024 temporali d’intensità eccezionale avevano causato piene e inondazioni nella Svizzera meridionale, colpendo in particolare alcune regioni dei Cantoni Ticino, Vallese e Grigioni. Sono otto in totale i Comuni interessati: due si trovano in Ticino (Cevio e Lavizzara), due nei Grigioni (Lostallo e Soazza) e quattro in Vallese (Anniviers, Binn, Evolène e Grengiols). Dieci persone erano decedute, tre risultano tuttora disperse e i danni alle infrastrutture pubbliche sono stati ingenti.