Presenze raddoppiate con oltre 9mila spettatori (circa la metà da fuori Cantone, con ricadute positive per il turismo) per la prima edizione delle Settimane Musicali nel nuovo format

Cambiare profondamente un festival con oltre ottant’anni di storia comportava inevitabilmente qualche rischio, ma il primo bilancio di classicAscona sembra dare ragione alla strada imboccata dalle Settimane Musicali. La prima edizione con il nuovo nome si è infatti chiusa sabato sera superando i 9mila spettatori, più del doppio rispetto allo scorso anno. Un dato importante, ma che da solo non racconta fino in fondo quanto è successo nelle ultime tre settimane.
Il successo è stato innanzitutto artistico. Dall’Orfeo di Gluck nella versione di Parma con Cecilia Bartoli ai programmi di Vilde Frang, dai recital di Arcadi Volodos e Hayato Sumino a Sol Gabetta e Julia Lezhneva, fino al Tölzer Knabenchor e al Tenebrae Choir di Londra, il livello musicale è rimasto quello che ha costruito nei decenni la reputazione internazionale delle Settimane. La vera novità va però cercata attorno ai concerti. La scelta del direttore artistico Christoph Müller di concentrare maggiormente il programma, affiancando ai grandi appuntamenti serali masterclass, incontri, progetti formativi ed eventi interdisciplinari, ha trasformato il festival in un'offerta culturale molto più intensa: 56 appuntamenti complessivi in tre settimane, suddivisi in 19 concerti e 37 eventi dell’Academy e del programma collaterale "Ticino Terra d’Artisti".
È probabilmente sul fronte turistico che emergono alcuni dei segnali più interessanti. Circa la metà del pubblico è arrivata da fuori Ticino, in particolare dalla Svizzera tedesca, dalla Romandia e dalle regioni confinanti. E la formula più compatta, con più appuntamenti concentrati in pochi giorni, ha reso classicAscona interessante anche per tour operator svizzeri ed europei, compresi operatori tedeschi, britannici e olandesi. È la concretizzazione di una delle idee sulle quali Müller ha insistito fin dall'inizio del suo mandato: sviluppare maggiormente il potenziale del turismo culturale. Per garantire un futuro a una manifestazione di questa portata non è infatti pensabile affidarsi esclusivamente al pubblico locale. Bisogna tornare ad attirare ad Ascona appassionati disposti a legare il soggiorno sul Lago Maggiore all'esperienza del festival. Un fenomeno quest'anno diventato visibile anche fuori dalle sale... «Lavoro da una dozzina di anni per le Settimane Musicali, ma non mi era mai capitato di vedere sette o otto bus attendere contemporaneamente il pubblico all'uscita dai concerti», osserva Luca Martinelli, responsabile stampa della manifestazione.
Una percezione confermata anche dal settore alberghiero, «con ricadute positive in tutte le categorie e in particolare nelle strutture a quattro e cinque stelle – osserva Marcel Krähenmann, presidente di HotellerieSuisse Sopraceneri –. Il festival ha attirato una clientela nuova e di qualità, giunta appositamente nella regione e spesso per la prima volta. Stiamo già lavorando insieme al direttore Müller e al suo team alla realizzazione di pacchetti musica-turismo per l’edizione 2027».
Sono segnali incoraggianti, più che un obiettivo già raggiunto. Indicano soprattutto un potenziale ancora da sviluppare: quello di un festival capace non soltanto di rivolgersi a chi già si trova nella regione, ma di diventare esso stesso una ragione per venirci.
L'altra novità si è vista, e soprattutto sentita, nella presenza dei giovani. La classicAscona Academy – centrale è stata la collaborazione con il Conservatorio della Svizzera italiana – ha coinvolto più di 300 musicisti e cantanti in sette progetti formativi, dalle masterclass di canto agli incontri con gli artisti in residenza che ha avvicinato al festival studenti e giovani musicisti. La loro presenza non si è limitata alle attività formative, hanno frequentato i concerti, si sono incontrati attorno alle diverse sedi e hanno contribuito a creare un'atmosfera più vivace e informale. È forse questo uno degli effetti meno quantificabili, ma più interessanti del nuovo corso: un festival tradizionalmente identificato con il grande concertismo internazionale ha cominciato a intercettare anche fasce di pubblico differenti e più giovani. A questo allargamento ha contribuito pure "Ticino Terra d’Artisti", che ha portato il festival fuori dalle tradizionali sale da concerto con appuntamenti al Monte Verità, a Mogno, a Bordei e al Castello del Sole, mettendo in relazione musica, letteratura, territorio e altre forme artistiche.
Anche sul piano istituzionale sono state poste basi importanti per il futuro del festival. Il 1° ottobre il Consiglio di fondazione, organo direttivo della Fondazione Settimane Musicali Ascona, ha designato Tiziana Zaninelli quale nuova presidente. Già vicesindaca di Locarno, attualmente caposezione dell’insegnamento medio presso il Decs e prossima rettrice del Collegio Papio, Zaninelli porta con sé una profonda conoscenza del territorio, del mondo della formazione e della realtà culturale ticinese. «Frequento le Settimane Musicali da molti anni e ne ho sempre apprezzato la capacità di coniugare qualità artistica e apertura al pubblico – afferma Zaninelli –. Accetto quindi questo incarico con piacere e gratitudine, consapevole del valore culturale che il festival rappresenta per Ascona, il Locarnese e l'intero Cantone».
A racchiudere simbolicamente molti dei temi di questa edizione è stato il Concerto per la Pace di sabato nella gremita chiesa di San Francesco. Sullo stesso palco si sono ritrovati la Youth Symphony Orchestra of Ukraine, il Tenebrae Choir e i partecipanti dell'Ascona Choral Academy. Prima che iniziasse la musica, la direttrice Oksana Lyniv ha ricordato quanto una residenza come quella vissuta ad Ascona rappresenti, nelle drammatiche circostanze attuali, molto più di un'esperienza musicale per i ragazzi della sua orchestra. Per giovani personalmente toccati dalla guerra, ha spiegato, l'orchestra è diventata un'ancora alla quale aggrapparsi e un modo per continuare a immaginare il proprio futuro. Un appello a non dimenticare l'Ucraina, accompagnato dal ringraziamento al festival per aver accolto i giovani musicisti. Il concerto, culminato nello Stabat Mater di Dvořák e accolto da una lunga standing ovation, ha chiuso il festival con una serata di forte intensità emotiva, forse emblematica della trasformazione tentata da classicAscona: conservare l’eccellenza artistica che ha segnato oltre ottant’anni di storia, ma far sì che intorno alla musica accada qualcosa di più. Il primo anno dice che la strada intrapresa ha suscitato interesse. La prova più importante sarà ora trasformare l’effetto novità in uno sviluppo duraturo.