Storia, cultura, geologia e natura: il progetto realizzato a quattro mani valorizza il territorio a ridosso dell'agglomerato urbano

Le colline che dominano il paesaggio di Losone e Ascona portano nomi particolari, alcuni di origine celtica: Balladrüm, Monte Verità, Maia, Gratena, Barbescio. Rialzate, soleggiate e considerate in una posizione privilegiata e strategica, erano già frequentate a partire dall’età del ferro. La loro storia, la cultura, la geologia e la natura fanno di queste aree una sorta di mondo a parte, a ridosso dell'agglomerato urbano e quindi appena fuori dalla porta di casa. Di più: visitandole ci si può imbattere in grotte, chiese, antiche fornaci per la calce, massi cuppellari e luoghi mistici.
Custodiscono memoria, intrecciando storie di uomini e di terre. Un vero e proprio tesoro che ora tutti possono scoprire e apprezzare nell'ambito del progetto “Le colline delle origini’, realizzato a quattro mani dai Comuni di Losone (capofila) e Ascona, così come dai Patriziati delle due località sulla destra del fiume Maggia (con il sostegno della Fondazione turismo Lago Maggiore). Obiettivo: valorizzare un’area verde di grande pregio al margine della zona urbana, testimone del passato geologico, storico e naturalistico dell’intera regione.
Caratterizzato da forme di origine glaciale, con dossi alternati a vallette drenate da piccoli ruscelli, il territorio (oggi riconosciuto nell’inventario federale dei paesaggi, siti e monumenti naturali di importanza nazionale) è stato modellato dalla forza abrasiva dei ghiacciai. «I quattro enti hanno collaborato a stretto contatto per la realizzazione di questo progetto, che vuole far conoscere e rendere ancora più intuitivamente accessibile ai residenti e ai turisti un vero e proprio gioiello di casa nostra – ha spiegato Nathalie Ghiggi Imperatori, municipale di Losone, nel corso della conferenza stampa di presentazione –. I sentieri si trovano a due passi dai quartieri abitati e sono percorribili durante tutto l’anno. Dopo questa prima importante tappa, l’idea è di organizzare attività di scoperta del territorio ed eventi dedicati alle numerose tematiche sviluppate da “Le colline delle origini”, coinvolgendo associazioni, esperti e appassionati». Il target sono gli abitanti del Locarnese, i ticinesi, gli ospiti della regione e le scolaresche.
Giorgio Gilardi, sindaco di Ascona, ha posto l'accento sia sul valore educativo, turistico e ambientale dell'iniziativa, sia sulla collaborazione: «Una testimonianza di come lavorando in sinergia sia possibile realizzare progetti condivisi che, come in questo caso, vanno a valorizzare il nostro territorio. Sempre più la scuola ha bisogno di uscire dall’aula per scoprire, esplorare, interrogare il territorio, per capirlo e così poterlo rispettare. Si tratta di un'interessante opportunità di crescita e di svago all’aria aperta».
Rachele Allidi, presidente del patriziato di Ascona, ha ricordato che l'ente da lei guidato ha aderito alla proposta «nella convinzione che conoscere il territorio sia anche il primo passo per apprezzarlo, rispettarlo e averne cura. Questo progetto ci aiuta a riscoprire la bellezza del paesaggio che ci circonda e il valore delle nostre radici e della nostra storia. Ci ricorda anche l’importanza di collaborare tra enti pubblici (a maggior ragione se vicini di casa) per valorizzare un patrimonio che non conosce confini amministrativi, a beneficio di chi vive e di chi visita la regione».
Partendo dagli approfondimenti relativi alla misura P6 del Programma d'agglomerato del Locarnese di terza generazione (PALoc3), Losone ha voluto condividere con Ascona l’opportunità di sviluppare in sinergia il progetto. Il gruppo di lavoro, accompagnato dallo studio di consulenza ambientale Dionea Sa e dallo studio di design Responsiva, ha operato per creare una visione unitaria del comparto con l’obiettivo di definire una promozione coordinata delle offerte per la zona collinare.
«Il progetto nasce come porta d’entrata del Parco nazionale del Locarnese, in un luogo capace di mettere in dialogo la città con la componente naturalistica e storica del comparto delle rocce montonate e delle valli adiacenti – ha spiegato Ilaria Mignola di Dionea –. L’iniziativa dimostra come la natura sappia unire e superare i confini territoriali e politici. Un angolo di territorio appena fuori casa, ma alla portata di tutti: bambini e adulti, persone con disabilità e amanti della natura. Un luogo da vivere in ogni stagione: tra i colori delle foglie d’autunno, il canto d’amore delle rane in primavera, la magia di un bosco percorribile anche d’inverno e, d’estate, il piacere di raggiungere e vivere il rifugio.”
La nuova cartellonistica informativa posata nei principali punti d’accesso al comparto collinare, in luoghi strategici di intermodalità, informa il visitatore su tutta una serie di percorsi tematici esistenti: Percorso didattico naturalistico della riserva forestale Bosco di Maia, Percorso energetico di Arcegno, Sentiero delle Felci, Sentiero dei Pini, Sentiero delle Betulle e Sentiero della Biodiversità. A questi si aggiunge la nuova proposta didattica denominata Sentiero alla scoperta del territorio. Inoltre, sui nuovi pannelli sono indicati i principali servizi presenti lungo i percorsi come fontane, wc pubblici, postazioni bike-sharing, fermate del trasporto pubblico e parcheggi, come pure le due strutture – Palco Maia e Scuola nel bosco – che ospitano attività legate all’educazione ambientale. Una versione digitale e interattiva della mappa è disponibile sul sito web del progetto (collineorigini.ch) e permette di orientarsi in tempo reale. La stessa mappa è nel contempo un invito a esplorare liberamente queste dolci colline, da cui è possibile ammirare tutta la bellezza della regione, scovando alcuni meravigliosi scorci panoramici, e scoprire le postazioni didattiche realizzate per raccontare la storia del territorio. Lungo il percorso, sono state infatti posizionate delle postazioni con dei codici QR. I codici rimandano anch’essi al sito web del progetto, dando accesso a numerosi approfondimenti tematici in quattro lingue (italiano, tedesco, francese e inglese).
«Guardiamo con interesse a questa nuova proposta e riteniamo importante che il suo sviluppo dialoghi in modo attento con il patrimonio naturale già presente sul territorio – ha affermato Carlo Ambrosini, presidente del Patriziato di Losone –. In particolare, la riserva forestale del Parco Maia e il suo sentiero educativo che rappresentano una realtà di grande valore ambientale e didattico. A nostro avviso, il progetto può costituire un’opportunità per valorizzare e mettere in relazione queste realtà, creando una continuità tra tutela della natura, educazione ambientale e conoscenza del territorio».