Interpellanza del Centro invita l'esecutivo a volersi chinare sulla sistemazione del terreno a ridosso della Rotonda di Piazza Castello

“Occorre finalmente riprendere con lena la procedura per giungere alla meta finale che cancelli il consueto senso di provvisorietà e di “campeggio permanente” che caratterizza l’entrata ovest di Locarno, ovviando a uno scempio che dura da ormai troppo tempo, anche perché nel frattempo il legislativo ha approvato il credito per il nuovo parco all’interno della rotonda”. Così si esprime il gruppo del Centro in Consiglio comunale in un'interpellanza (primo firmatario Mauro Belgeri) che chiede espressamente, al Municipio, di attivarsi per conferire a questo sedime a ridosso della grande rotatoria, in via della Morettina, una sistemazione dignitosa definitiva. E una possibile soluzione avanzata dai firmatari sarebbe quella di un... ritorno al passato. O, meglio, di un progetto lungo discusso nei primi anni 2000, poi abbandonato. Quello cioè di costruire una torre (palazzo) abitativa coinvolgendo nell'operazione i privati, proprio com'era a suo tempo previsto, per un investimento complessivo che si aggirava sui 14 milioni di franchi. Un'operazione immobiliare con ricadute turistiche che – si legge nell'interpellanza – avrebbe potuto dare luogo a interessanti sinergie. Ma poi, come detto, tra perizie e discussioni, tutto il progetto era stato accantonato. Ora, a distanza di oltre un decennio, quella superficie spoglia non ha ancora trovato una sua precisa connotazione (se non come posteggio provvisorio in occasione di eventi o per materiale e mezzi da cantiere). Per questo i consiglieri del Centro chiedono all’esecutivo di trovare una soluzione opportuna: “È assolutamente doveroso evitare la tacconata di un bel giardino che va a cozzare con l’attuale sterrato. Un bell'edificio moderno non stride per nulla con Città Vecchia ma, al contrario, va a conferire un riuscito connubio tra il tessuto storico e le costruzioni più recenti, recuperando soprattutto i molti posti di lavoro sacrificati quando un intero quartiere venne distrutto per far spazio alla rotonda. Da qui la richiesta all'autorità municipale di spiegare i suoi piani futuri a riguardo del fondo e sull'eventuale edificazione (e ricadute per la Città) di uno stabile”.