Locarnese

‘Bene per il ritorno dell'ecosistema Vacchini, ma noi restiamo vigili’

Al termine della 79esima edizione del Locarno Film Festival i promotori della petizione ‘Don't touch the screen’ esprimono soddisfazione ma mettono anche in guardia sulle scelte future

17 agosto 2026
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"Constatiamo con soddisfazione che il ritorno dell’ecosistema Vacchini in Piazza Grande ha restituito al Festival il cuore originale della manifestazione, riportando al centro quelle qualità estetiche e formali (percezione visiva, diffusione ottimale del suono) alle quali il pubblico era abituato fino all’edizione 2024".

Si esprimono così, a pochi giorni dalla conclusione dell'edizione 79 del Locarno Film Festival, i promotori – con in testa l'architetto ed ex municipale di Locarno Michele Bardelli ma sostenuta da personalità appartenenti ai settori della cinematografia, della cultura, dell’architettura e della tutela del patrimonio – della petizione “Locarno: don't touch the screen”, che con le oltre 9mila firme raccolte era stato il principale motore del fronte che lo scorso anno si era opposto alla dismissione della struttura dello schermo progettato da Livio Vacchini, portando infine i vertici del Pardo a un clamoroso quanto dovuto dietrofront, con tanto di nuova Carta che ne tutela le strutture... "Chiusa la parentesi ‘sperimentale’ dell’edizione 2025, dove la mera ricerca di risparmio ha portato alle approssimazioni che abbiamo ampiamente documentato e denunciato, il Festival sembra aver trovato delle modalità costruttive che permettono di preservare il concetto originale e al contempo rispettare dei tempi di costruzione sempre più serrati, soprattutto in prospettiva dell’edizione 2027 dove il periodo tra la fine di Moon & Stars (15-25 luglio) e l’inizio dell’ottantesima edizione del Festival (4-14 agosto), sarà estremamente ridotto (l'intenzione dei vertici della rassegna cinematografica è anticipare le date di una settimana, ma per il momento nessuna decisione ufficiale è ancora stata presa, ndr). La recente ‘Carta interna sulle strutture temporanee’ della quale il Festival si è dotato a inizio giugno, integra molte delle istanze della petizione e delle prese di posizione a difesa dell’ecosistema scenotecnico di Piazza Grande. Si confermano così l’oggettività e la solidità degli argomenti presenti nella petizione e sostenuti dalle numerose persone – in rappresentanza del pubblico, della cinematografia e dell’architettura – impegnate nella difesa di quegli elementi architettonici irrinunciabili che, di anno in anno, trasmettono i valori identitari del Locarno Film Festival".

Progetto di sviluppo, attenzione sulle figure che verranno coinvolte

Il lavoro dei ‘paladini’ dell'identità architettonica e storica del Festival non è però finito... "Se dal lato di Piazza Grande tutto (o quasi) è tornato alla sua forma originaria, a partire dal retro dello schermo, permangono forti dubbi e ampio margine di miglioramento. Questi elementi potranno essere rivisti nell’ambito del progetto di sviluppo delle infrastrutture temporanee che il Festival intende avviare a partire dagli elementi identitari dell’immagine urbana del Festival: l’ecosistema Vacchini e i padiglioni Arnaboldi. Restiamo quindi in attesa dei risultati della procedura di selezione dello studio di architettura, avviata tramite una manifestazione d’interesse, alla quale sono stati invitati a partecipare sei studi di architettura della regione". A tal proposito, "come promotori e promotrici, firmatari e firmatarie della petizione, confermiamo di mantenere una vigilanza in merito al progetto di sviluppo, prestando attenzione all’eventuale coinvolgimento di studi e professionisti riconducibili a coloro che lo scorso anno hanno mostrato scarsa considerazione se non disprezzo per la nostra iniziativa. In questo senso, auspichiamo che la figura d'accompagnamento venga scelta con criteri che assicurino il rispetto e la conoscenza dell’esistente e che possa portarsi garante – con coerenza e integrità – della continuità del progetto iniziato in Piazza Grande nel 1971 ed evolutosi con intelligenza nel corso degli anni, allargando la visione anche alle altre architetture temporanee".

Da segnalare infine come il 26 agosto il comitato di “Don’t touch the screen” è stato invitato a un incontro di dialogo con i vertici del Festival, "a conferma della propria disponibilità quale interlocutore attivo a sostegno e a difesa del Locarno Film Festival lungo il percorso di sviluppo e d'attuazione di un rinnovato e felicemente ritrovato patrimonio architettonico della manifestazione".

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