Locarnese

Muralto, il nodo (intermodale) da sciogliere è a nord della stazione

La Delegazione delle autorità afferma che la variante 1A non è percorribile e di aver avviato le prime discussioni per l'elaborazione di un nuovo concetto

15 giugno 2026
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Nodo intermodale di Locarno-Muralto, è (quasi) tutto da rifare e bisogna ripartire dal terreno a nord della stazione. A confermarlo, a un anno esatto dalla votazione popolare che il 15 giugno 2025 aveva visto la popolazione ticinese respingere di misura – 50,08% dei voti, tra i contrari anche i cittadini di Locarno (52,59%), Muralto (61,48%) e della stragrande maggioranza dei comuni del distretto – il credito di 16,6 milioni già votato dal Gran Consiglio (ma referendato, con quasi 10mila firme raccolte) per la riorganizzazione della porta d'accesso del Locarnese, è la Delegazione delle autorità per il comparto della stazione di Locarno-Muralto, che fa sapere "di aver avviato le prime discussioni per l’elaborazione di un nuovo concetto di nodo intermodale, opera ritenuta indispensabile e funzionale a tutto il Locarnese".

La variante 1A non gode del necessario consenso politico

La Delegazione – composta dal Comune di Muralto, dalla Città di Locarno, dal Canton Ticino, dalle Ffs, dalle Fart e dalla Commissione intercomunale dei trasporti del Locarnese e Vallemaggia (Cit) – ha ripreso i propri lavori lo scorso autunno, quando sono stati anche incontrati i rappresentanti dei referendisti. "L’incontro – spiega il gremio che riunisce i portatori d'interesse – ha permesso da un lato di chiarire le attese, dall’altro di confermare che la variante 1A, identificata come possibile alternativa durante la procedura che ha poi portato al voto popolare, non gode comunque del necessario consenso politico, ciò che comporta un riesame della questione e di conseguenza una forzata dilatazione dei tempi".

Variante 1A che, lo ricordiamo, era stata elaborata dopo le resistenze (espresse anche attraverso tre ricorsi su altrettante puntuali decisioni del Consiglio comunale di Muralto) emerse su alcuni aspetti del progetto originale, in particolare il previsto passaggio dei bus (250 al giorno, ma con riduzione di circa due terzi delle auto, oggi calcolate in 3'100 veicoli giornalieri) lungo viale Cattori, ma anche la non risoluzione della problematica dell’attraversamento di via della Stazione da parte dei pedoni (non era previsto un sottopasso) e la mancata pianificazione di un autosilo. Il Legislativo di Muralto aveva tuttavia respinto nella seduta del 17 luglio 2023 la richiesta di credito per l’affinamento urbanistico di tale variante e così, considerando anche le tempistiche strette (il cantiere doveva iniziare entro la fine del 2025 per non perdere gli oltre 5 milioni di contributi federali del Programma d’agglomerato PALoc3), la Delegazione delle autorità e il Consiglio di Stato avevano deciso di proseguire con la soluzione originariamente emersa dal mandato di studio in parallelo del 2021, che oltre alla citata riorganizzazione viaria (comprese due zone di fermata su via della Stazione per bus in transito) prevedeva, tra le altre cose, una nuova pensilina (al posto dell’attuale edificio che ospita i chioschi) con cinque corsie di stallo per i bus e una per i taxi, nonché la riqualifica della piazza Stazione e di viale Cattori.

Si guarda a nord (e si aspettano le Ffs) attraverso un processo partecipativo

"I partner hanno condiviso un’impostazione metodologica comune improntata all’analisi e al coinvolgimento – prosegue la Delegazione –. Nel concreto si prevede l’avvio coordinato di un percorso articolato in fasi parallele e integrate, che comprende un processo partecipativo aperto alle associazioni e ai portatori d’interesse, la raccolta e l’analisi dei dati sul fabbisogno di mobilità e di sosta dei diversi vettori e, non da ultimo, la verifica delle soluzioni sia dal punto di vista tecnico-ingegneristica che da quello urbanistico. Lo studio dovrà quantificare in modo puntuale le esigenze del comparto e verificare nuovamente la fattibilità delle diverse ipotesi, con particolare attenzione a un’ubicazione a nord dell’impianto ferroviario, sul terreno di proprietà delle Ffs". Terreno di 10mila metri che probabilmente diventerà edificabile con il nuovo Piano regolatore e che è sempre stato indicato dai contrari al progetto originale quale unica reale e logica alternativa.

"Grande attenzione sarà dedicata al percorso partecipativo, con l’obiettivo di superare le contrapposizioni emerse in fase referendaria, strutturare il confronto e provare a consolidare un consenso informato attorno a un’opera prioritaria per la mobilità del Locarnese e per la valorizzazione di un comparto strategico, porta d’entrata della regione per pendolari e turisti, come anche punto di partenza per i residenti. Tale processo, sotto la supervisione della Delegazione delle autorità, sarà portato avanti dalla Commissione intercomunale dei trasporti attraverso dei professionisti del settore e naturalmente coinvolgerà anche i referendisti. Decisa tale impostazione, la Delegazione è ora in attesa delle valutazioni e delle proposte delle Ffs, previste per l’autunno e indispensabili all’avvio coordinato delle fasi dello studio. Una nuova riunione è infatti fissata per ottobre, quando saranno definiti i primi passi concreti".

‘Sprecato tempo prezioso, speriamo che il nuovo approccio porti a una soluzione condivisa’

«Abbiamo insistito per anni sull’utilizzo del vasto spazio a nord della stazione per la realizzazione del nodo intermodale (che potrebbe in caso di necessità sfruttare anche la parte sottostante di via Collegiata), la costruzione dell’autosilo (dà un senso anche al sottopasso verso il lago), e perché no, la realizzazione di un polo congressuale regionale – commenta da noi raggiunto Gian-Luigi Varini, esercente, albergatore e consigliere comunale a Muralto, ma soprattutto uomo "simbolo" dei referendisti –. Abbiamo insistito di coinvolgere anche rappresentanti di residenti e commerciati. Appelli più volte sentiti ma mai veramente ascoltati. Ora, dopo aver perso quasi sei anni dalla forzata decisione del Consiglio Comunale di Muralto del 12 ottobre 2020, finalmente la Delegazione delle autorità composta unicamente da istituzioni interessate ha deciso di concentrarsi su quel terreno e ha capito che, nell’intento di poter trovare la tanto agognata soluzione condivisa, è necessario instaurare il dialogo anche con chi vive il territorio e viene direttamente toccato da scelte politiche semplicistiche e di comodo senza realmente confrontarsi con le molteplici conseguenze negative che queste scelte comportano. Sono stati sprecati tempo prezioso, energie e soldi dei contribuenti. Come referendisti e come Associazione Salva Viale Cattori ci siamo sempre detti pronti a collaborare e a partecipare alle discussioni nell’interesse della popolazione e di tutta la regione. Speriamo che questo nuovo approccio sia di buon auspicio per regalare in tempi rapidi a tutto il Locarnese un moderno, funzionale ed efficiente nodo intermodale».

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