L'ultima traccia lasciata dall'allora 57enne risale all'ottobre di 11 anni fa: abbandonò la sua moto a Cimalmotto, in alta Vallemaggia

I giudici del Tribunale civile di Verbania, a seguito di una istanza della sorella Carla, hanno dichiarato la morte presunta di Piero Milesi, la cui scomparsa nell'agosto 2015 da Visp, nel Canton Vallese, ha assunto i contorni del giallo. La sua moto nell'ottobre dello stesso anno era stata trovata a Cimalmotto, in alta Vallemaggia. All'epoca Milesi, originario di Domodossola, residente a Pontemaglio, frazione di Crevoladossola, aveva 57 anni, e lavorava come muratore per l'impresa edile Imboden, dalla quale – accertò allora la polizia vallesana – si allontanò il 12 agosto, lasciando presso il cantiere un'auto e una moto, entrambe di sua proprietà. Nella casa in cui viveva a Visp furono trovati duemila franchi. Ne aveva parlato la trasmissione televisiva di Rai Tre “Chi l'ha visto?”. L'unico a farsi vivo era stato un pastore al quale Milesi aveva detto che era diretto al lago di Mattogno. Poi, più nulla sino al ritrovamento da parte della Polizia cantonale ticinese della moto del muratore.
All'uomo, lo ricordiamo, era vietata la permanenza nella provincia del Verbano Cusio Ossola (Vco), per il reato di minacce e ingiurie nei confronti di una famiglia ossolana, con la quale era in lite per la proprietà di alcune baite e di terreni. La motocicletta di Milesi, che probabilmente stava rientrando in Italia clandestinamente, era stata trovata nella zona di confine di Cimalmotto. Erano stati rinvenuti anche casco, chiavi, le targhe di due moto e una giacca. Del corpo del muratore nessuna traccia. Scomparso nel nulla. Niente di niente anche sul versante ossolano. Le ricerche allora si erano concentrate lungo i sentieri che Milesi avrebbe dovuto percorrere per tornare in Italia.
Nel 2019 il muratore era stato condannato in contumacia a un anno e 4 mesi per aver confezionato un ordigno rudimentale – un grosso biberon riempito di liquido infiammabile da cui uscivano due cavi elettrici collegati a due proiettili – e averlo messo (era il giugno 2007) davanti alla sede di una impresa estrattiva di proprietà della famiglia ossolana con cui il muratore era in lite. Qualche anno fa un avvocato domese ha fatto istanza per la dichiarazione di morte presunta di Milesi, che ora è stata accolta. A breve saranno pubblicati avvisi rivolti a chiunque abbia notizie dell'uomo, con l'invito a farsi avanti con il Tribunale. C'è tempo tre mesi.