Locarnese

Nuova luce sul Castello di Locarno, la ‘Gestione’ approva

La proposta supera l'ostacolo commissionale. ‘Ok’ anche ai crediti contro le isole di calore e per allacciare il Fevi alla rete teletermica

Illuminare il monumento per valorizzarlo
(Ti-Press)
17 marzo 2026
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La progettazione e la sostituzione dell’impianto di illuminazione esterna del Castello di Locarno (per un costo di 307 mila franchi e un investimento netto a carico della Città di 232mila franchi) piace alla Commissione della gestione. La proposta del Municipio per ridare luce al monumento di rilevante valore storico, culturale e identitario arriva dopo che nel 2024 l’attuale impianto, progettato nel 2003 e posizionato direttamente sul manto erboso a ridosso della struttura, è stato spento a causa della sua obsolescenza tecnica, dei frequenti atti vandalici e delle normative in vigore in materia di inquinamento luminoso verso la volta celeste. Nel suo rapporto (relatore è Michele Martinoni del Plr), la Gestione riconosce la necessità dell’intervento: “Il progetto appare coerente con gli obiettivi di valorizzazione del patrimonio storico, di contenimento dell’inquinamento luminoso e di ottimizzazione dei consumi energetici”. E ancora: “I nuovi pali e le apparecchiature previste sono progettati per resistere a potenziali atti vandalici e orientati per garantire adeguate condizioni di sicurezza dei percorsi pedonali”. Non da ultimo, la Commissione osserva che la proposta non richiama esplicitamente un coordinamento con il progetto ‘La nouvelle belle époque”, che interessa, tra le altre, la riqualifica della Piazzetta Remo Rossi, nelle immediate vicinanze del Castello: “Pur riconoscendo la specificità dei singoli interventi, auspichiamo che, ove possibile, venga garantito un adeguato coordinamento tra le diverse opere urbanistiche in corso nella zona, analogamente a quanto previsto per il progetto Pivot (che si era aggiudicato il primo premio del concorso internazionale per la valorizzazione e il restauro del maniero, ndr.), al fine di assicurare una coerenza paesaggistica e illuminotecnica dell’area”.

Supera lo scoglio della stessa Commissione anche la richiesta di credito di 391mila franchi (che, dedotti i sussidi, diventano 351mila) per l’allacciamento del PalexpoFevi alla rete di teleriscaldamento della Morettina, la sostituzione degli impianti nel locale tecnico e degli “aerotermi” e la riconversione dell’attuale locale serbatoio in deposito. La relatrice Barbara Angelini Piva Il Centro) sottolinea gli aspetti positivi del progetto: il risparmio energetico con una soluzione pragmatica e sostenibile. “L’allacciamento alla rete di teleriscaldamento permette di contenere costi di realizzazione e tempi di esecuzione, garantendo nel contempo una buona flessibilità di utilizzo. Poiché la produzione del calore avverrà presso la centrale termica della Morettina, e non più al Palexpo, in occasione del futuro risanamento energetico della struttura, sarà possibile adeguare la richiesta di calore alle nuove esigenze”.

Un terzo rapporto della Gestione (relatore è Francesco Albi, Sinistra unita) riguarda la richiesta di credito di 460mila franchi per il finanziamento di una serie di misure d’intervento finalizzate alla mitigazione degli effetti delle isole di calore. In sostanza, i commissari ritengono che la proposta costituisce “un passo necessario per affrontare una problematica destinata a intensificarsi nei prossimi anni”. Di più: l'ente pubblico darà il buon esempio, stimolando comportamenti virtuosi da parte della cittadinanza, che per progetti simili può beneficiare di incentivi. Tuttavia, nel rapporto viene sottolineata “l’importanza di definire, sin dalla fase attuativa, criteri di valutazione e strumenti di comunicazione e monitoraggio volti a promuovere e verificare l’efficacia delle misure adottate, sia per gli interventi pubblici sia per i contributi destinati ai privati. Trattandosi di misure di carattere sperimentale e in parte rivolte a terzi, appare auspicabile redigere un rapporto sull’utilizzo del credito e sui risultati conseguiti, al fine di garantire trasparenza e controllo”. La Commissione invita pertanto “a presentare tale rendiconto al termine dell’impiego del credito o al momento della dismissione delle opere temporanee”.