Un'interrogazione (prima firmataria Mirella Ambrosini) pone al Municipio tutta una serie di quesiti sul fenomeno, più marcato in Ticino, della denatalità

Il rischio che il Ticino scivoli in un "inverno demografico" preoccupa la sezione del Centro di Losone, che seguendo quanto già fatto dal partito a livello cantonale – le quattro iniziative parlamentari promosse per combattere il fenomeno della denatalità bocciato dal Gran Consiglio per una manciata di voti – porta il tema all'attenzione dell'esecutivo comunale attraverso un'interpellanza che ha quale prima firmataria Mirella Ambrosini.
"Il Cantone registra un Indice congiunturale di fecondità (Icf) di circa 1,24 figli per donna (contro la media svizzera di 1,38) e un tasso di natalità pari a 7,1 nascite per mille abitanti (9,9 a livello nazionale) – si legge –. Essi denunciano che, se non si interviene, il Ticino rischia di scivolare in un inverno demografico con gravi conseguenze per i servizi sociali, il sistema pensionistico, il mercato del lavoro e la coesione intergenerazionale. Investire nel futuro e quindi nella natalità, è un atto di responsabilità verso le generazioni future ed è importante che venga considerato dalla politica come una priorità. In questo quadro, molti Comuni si stanno interrogando su come tradurre a livello locale misure di sostegno concreto alle famiglie con figli piccoli".
Un esercizio che i consiglieri comunali del Centro chiedono di svolgere anche ai municipali losonesi, rivolgendo loro le seguenti domande: "Il Municipio è cosciente del problema cantonale e comunale? Ha elaborato o intende elaborare una strategia comunale di agevolazione alle famiglie e di sostegno diretto a esse, per affrontare il contesto demografico attuale? Se sì, quale? Se no, perché? Il Municipio è a conoscenza dell’iniziativa di Brissago, che partecipa con il 30% dei costi delle rette degli asili nido per i residenti? Se sì, si è chinato sulla riflessione per un’eventuale proposta simile per la popolazione losonese? È stato svolto uno studio di fattibilità per introdurre una misura analoga a Losone, compatibilmente con le finanze comunali e con la domanda effettiva delle famiglie? Se sì, quali cifre/comparazioni sono emerse dai possibili scenari (quanti bambini, quale costo netto per il Comune, quale impatto sociale)? Quali e quanti aiuti comunali (finanziari, strutturali, gestionali) sono oggi effettivamente a disposizione delle famiglie con bambini (asilo, centro diurno extrascolastico, sussidi, contributi)? In che misura il lodevole Municipio ha valutato, come opzione, di collaborare con organizzazioni non profit o fondazioni per la gestione di servizi per l’infanzia (ridefinendo oneri e responsabilità)? È disposto a inserire nel preventivo comunale una voce specifica “Politiche di sostegno per le famiglie”, che permetta una pianificazione annuale trasparente? Se sì, quale metodo di valutazione sarà adottato per misurare l’efficacia dell’intervento (numero di famiglie beneficiate, tasso di utilizzo, effetti su natalità locale, ...)? Il Municipio intende avviare un confronto pubblico con le famiglie per raccogliere bisogni concreti e priorità in merito (sondaggi, assemblee, consultazioni)? Se sì, in che forma? Se no, perché?".