Locarnese

Copertura della Siberia, si realizza un sogno lungo 24 anni

Ad Ascona sono partiti i lavori per dare un tetto alla pista di ghiaccio. Sarà pronto alla fine del prossimo mese di ottobre

Ruspe in azione
(Ti-Press/Pablo Gianinazzi)
29 febbraio 2024
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Lunedì 26 febbraio 2024. È la data che segna l'inizio dei lavori per la realizzazione di un sogno lungo 24 anni. Ad Ascona è stato aperto il cantiere per la copertura della pista di ghiaccio della Siberia. Per l'occasione il sindaco Luca Pissoglio ha accolto i rappresentanti dei media. Con lui la municipale Margherita D'Andrea, i presidenti dei tre club locali di sport su ghiaccio (Domenico Riccio per il curling, Paolo Monotti per l'hockey e Fabio Ferraro per il pattinaggio) e il capo dell'Ufficio tecnico Fabio Gervasoni.

«La prima proposta per coprire la pista era stata avanzata nel 2000 – ha ricordato il sindaco –. Nel 2003 il Legislativo aveva concesso il credito per un concorso di idee e nel 2006 era arrivato quello per la progettazione definitiva». Nel 2011, con i disegni e i preventivi a disposizione, il Municipio ha iniziato le sue riflessioni. «Nel 2013 abbiamo abbandonato quel primo progetto perché ritenuto troppo costoso. Tre anni dopo il Comune ha comunque deciso di ristrutturare la tribuna in legno per gli spettatori e il ristorante». Va detto che in quegli anni si era aperta la discussione per la costruzione di un palazzetto del ghiaccio sul sedime dell'ex caserma di Losone; per lasciar spazio a quell'ipotesi, Ascona aveva fatto un passo indietro.

Tre club, un disegno e 300mila franchi

La proposta losonese era però caduta nel nulla e quindi le autorità del Borgo hanno ripreso in mano il tema della copertura. «Lo spunto ci è giunto nel 2021 dai tre club locali di sport sul ghiaccio, che ci hanno regalato un progetto di massima e che hanno portato in dote un contributo finanziario iniziale di 300mila franchi – ha proseguito Pissoglio –. Con quel disegno in mano ho bussato alla porta del Convivio intercomunale dei sindaci del Locarnese (Cisl), che ha aderito. In seguito ci siamo rivolti anche ad altri Comuni della regione, molti dei quali hanno accettato di sostenere finanziariamente la costruzione». Detto in soldoni, dalle diverse località locarnesi sono giunti 1,5 milioni di franchi; dal Cantone, tramite l'Ufficio fondi Swisslos e Sport-toto, arriveranno invece 400mila franchi; senza dimenticare il contributo delle tre società sportive (hockey, curling e pattinaggio). Della parte restante se ne farà carico il Comune di Ascona, con un credito già accordato dal Legislativo.

Ma quanto costerà la nuova struttura? «L'investimento per copertura, con impianto fotovoltaico, ammonta a circa quattro milioni di franchi. A questi occorre aggiungere un milione e 200mila franchi per il rifacimento e la messa a norma dell'impianto di raffreddamento». A questo proposito, va menzionata l'impronta “green” del progetto. Prima di tutto, il fatto di ombreggiare la pista permetterà di consumare meno elettricità per creare il ghiaccio. Inoltre l'energia prodotta dall'impianto fotovoltaico farà abbassare ulteriormente la fattura: «In inverno la useremo per la pista e per il ristorante – ha affermato D'Andrea, capa del dicastero sport del Borgo –. In estate, invece, la corrente in esubero verrà convogliata verso il Teatro e il Museo San Materno per le necessità dei due edifici, che pure sono di proprietà del Comune. Anche il calore che deriverà dall'impianto di raffreddamento sarà utile per il museo del Castello San Materno».

La gestione resterà alla Brima Sa

Una volta terminati i lavori di copertura, il prossimo autunno-inverno la ‘patinoire’ tornerà ad accogliere i circa 500 sportivi attivi che fanno parte delle tre società locali, ma anche il pubblico e migliaia di alunni locarnesi dei diversi ordini scolastici, dalle elementari al liceo.

Attualmente la pista è gestita dalla Brima Sa, società il cui capitale azionario è totalmente nelle mani del Comune. Presidente del Cda è D'Andrea. «Non ci saranno cambiamenti una volta terminati i lavori per il tetto – garantisce Pissoglio –. Sarà ancora la stessa Brima Sa a occuparsi degli impianti e della struttura». Non è ancora dato sapere, invece, se aumenterà il prezzo dei biglietti d'entrata: «L'idea di base è quella di mantenere tariffe popolari per permettere a tutti di praticare gli sport sul ghiaccio», afferma D'Andrea.

Il progetto finale prevede una copertura aperta lateralmente, costituita da sette travi longitudinali ad arco (di circa 70 metri) in legno, e la posa di pannelli solari. Verranno mantenute le attuali strutture (tribuna, spogliatoi, servizi e ristorante), la cui funzionalità non sarà limitata dal futuro tetto.

In estate cosa succederà sotto il grande padiglione? «Ci sono diverse opzioni che stiamo valutando – è la risposta dei due municipali –. Lo spazio a disposizione è grande e, occorre ricordarlo, affiancato da tutta una serie di servizi, tra i quali gli spogliatoi e i posteggi. Si può pensare a una sorta di parco giochi coperto, con diverse attrazioni, oppure a manifestazioni che, tuttavia, saranno occasionali per evitare di arrecare un eccessivo disturbo alle aree residenziali limitrofe». Insomma, sarà un nuovo capitolo per la Siberia, che dal prossimo autunno offrirà la possibilità di praticare gli sport sul ghiaccio al riparo dalle bizze della meteo e con una stagione che si allungherà di alcune settimane.

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