Locarnese

Targa e serata evento: così i Nightbirds diventano immortali

Il 29 febbraio l'inaugurazione della placca commemorativa al Kursaal e a seguire uno spettacolo con la band Fieschi & friends

I Nightbirds con la copertina del vinile in vendita la serata dello spettacolo
(foto Carlo Reguzzi)
31 gennaio 2024
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Siamo nel ‘64, Eliano Galbiati è un giovanotto locarnese che guarda alle avanguardie britanniche del rock con un'ammirazione amplificata dalla distanza. Erano i Rolling Stones, erano i Beatles. Ma erano anche gli Yardbirds, che un bel giorno, grazie all'intraprendenza del manager losonese Giorgio Gomelsky, espatriato a Londra, vengono portati nel Locarnese per suonare all'Innovazione, al Lido e alla Taverna. Nel pubblico c’è proprio lui, Eliano, che di fronte alle prodezze di un giovanissimo quasi sconosciuto di nome Eric Clapton ha una folgorazione. In quel preciso momento nasce un grande progetto che darà una svolta alla musica e ai costumi non solo locarnesi, ma anche ticinesi e, negli anni a venire, svizzeri: è il progetto dei Nightbirds.

‘Facciamolo, ma sul serio’

Galbiati, batterista, coinvolge Roby Wezel (chitarra), Charlie De Marco (basso), William Mazzoni (voce) e forma la band. L'obiettivo è chiaro sin da subito a tutti: facciamolo, ma seriamente. Da professionisti. Poi si aggiungeranno Mario Del Don (chitarre) e in tempi diversi Chris Ackermann, Corry Knobel e Guido Margaroli. Si apre un fronte oltre Gottardo, a Zurigo, che con i suoi locali lungo Niederdorfstrasse è considerata la Londra svizzera. I Nightbirds, da “brozzoni” quali erano considerati agli albori da una reazionaria maggioranza di benpensanti locarnesi, vengono notati dalla Emi, finiscono sotto contratto e diventano qualcuno. Nei primi 7-8 anni la musica è il loro mestiere, poi per i successivi 40 anni non lo sarà più, ma senza che questo intacchi il fascino della band che ha inaugurato un'epoca, né l'entusiasmo di quel gruppo di ragazzi che crescendo diventano uomini, ma senza perdere l'inconfondibile sound originario.

La seconda folgorazione

Una vita dopo, a celebrare quell'epoca, e quel gruppo, ci pensa un fan della prima ora, Mauro Broggini. Che con romanticismo e ostinazione crea il suo, di progetto: una targa commemorativa che consegni i Nightbirds alla storia e li leghi a un luogo peculiare come il Kursaal di Locarno, che nel ’65 diede alla band il suo primo palcoscenico (durante una festa dei liberali) ma anche l'ultimo, nel 2014, per un concerto evento che fece registrare un clamoroso “sold out”. Broggini è bravo a coinvolgere le persone giuste: oltre ai Nightbirds, un loro grande estimatore, giornalista musicale e amico del gruppo, Giorgio Fieschi; e accanto a Fieschi, un altro artista, Pedro Pedrazzini, autore della targa in bronzo che ricorderà appunto nascita e svolgimento di una grande avventura locarnese.

Un giorno molto speciale

Ebbene, l'inaugurazione della targa avverrà il 29 febbraio alle 19 al Kursaal, alla presenza delle autorità cittadine, la cui benedizione era stata tra l'altro immediata e per certi versi anche inevitabile, vista la forte inclinazione musicale del sindaco Alain Scherrer. Dopo lo scoprimento del cimelio, dalle 20.30, andrà in scena quello che Fieschi ha scherzosamente definito «il mio ennesimo ultimo Valzer con i Nightbirds». L'energico cronista è infatti il direttore artistico dello spettacolo musical-teatrale che richiamerà sul palco gli stessi Nightbirds, ma non solo. Alla band, che suonerà 5 o 6 brani in italiano del periodo più felice del gruppo, si alterneranno momenti rievocativi con immagini d'archivio, saluti d'autore, interviste e un accompagnamento musicale curato dalla “backing band” dei Paipers, ragazzi pugliesi fattisi conoscere a Zelig (e alla Notte Bianca di Locarno del ’22), che sottolineeranno i vari momenti con note, ritmi e guizzi adatti.

Il nuovo vinile da un nastro del ‘68

Protagonisti assoluti, ovviamente, saranno i Nightbirds, presenti con Galbiati, Mazzoni, De Marco, Knobel e Del Don (che nella sua qualità di scenografo ha ideato e realizzato l'allestimento del palco del teatro in modalità “Liverpool anni ’60”). A incalzarli, o “provocarli”, secondo la sua formulazione, ci sarà appunto Fieschi, perfetto anfitrione per un evento del genere. E non è tutto: verrà anche presentata e messa in vendita (a 30 franchi) un'autentica chicca: un vinile – intitolato “Radio Tapes 1968” e realizzato grazie al supporto della Fondazione per la cultura del Locarnese e del Casinò di Locarno – contenente la dozzina di pezzi registrata in studio a Lugano, appunto nel ’68, da Mario Robbiani. Il nastro è stato recuperato in seguito ed è una testimonianza storica che la band ha consegnato al vinile unitamente a due nuovi brani registrati nel 2009 e rimasterizzati per l'occasione.

L'entrata alla serata costerà 25 franchi. Biglietti in prevendita dal 2 febbraio da Soldini Musica e su www.biglietteria.ch. Conviene non perdere tempo, perché dal concerto del 2014 erano rimaste escluse 200 persone...

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