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La Rotonda, un'anima locale e lo sguardo aperto verso il mondo

Da venerdì 28 luglio torna nel grande spazio di Piazza Castello l'evento che accompagna il Locarno Film Festival: tra le novità un club interno

26 luglio 2023
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Un evento unico di diversità, scoperta e convivialità, aperto a tutti ma con una forte impronta locale. Si presenta così la Rotonda by la Mobiliare, che da venerdì 28 luglio tornerà a vestire i panni del colorato e variegato salotto del Locarnese in occasione del Locarno Film Festival, dal canto suo al via il 2 agosto per chiudersi, come l’evento collaterale, il 12 dello stesso mese. Sedici serate durante le quali il grande spazio di piazza Castello ospiterà come da tradizione un intenso e variegato programma di spettacoli, esperienze artistiche e culinarie, nonché tutta una serie di concerti gratuiti con ospiti internazionali e artisti di casa nostra.

E proprio la dimensione locale – tanto a livello di organizzazione quanto di target che si vuole attirare – è ciò che contraddistingue la manifestazione, permettendole in un certo senso di smarcarsi dall’altro grande evento per eccellenza dell’estate locarnese, Moon&Stars. Quest’ultimo, conclusosi domenica dopo una decina di giorni di concerti tra la Piazza Grande e l’adiacente Food&Music Street (che in pratica da piazza Magnolia si estendeva sino al Debarcadero, sul quale svettava la ruota panoramica), non ha infatti mancato di sollevare le ormai immancabili critiche – alle quali ha peraltro prontamente risposto il patron Daniel Büchi – sul taglio svizzero-tedesco dato dagli organizzatori alla manifestazione, con artisti dal forte richiamo in particolare (se non esclusivamente) oltre Gottardo – non a caso il 90% dei biglietti venduti per le 7 serate di concerti è finito nelle mani di ospiti confederati – e una prevalenza di food truck (circa 20 su 30) provenienti sempre dalla Svizzera interna.

«La Rotonda ha una storia di oltre 20 anni ed è ormai entrata di diritto nelle abitudini dei ticinesi, tanto che ha una risonanza locale molto importante e un vissuto che non possiamo e non vogliamo tradire – afferma Christian Mancini, responsabile del progetto che ormai dal 2016 è nelle mani del Festival –. L’aspetto local è quindi molto importante per noi e lo si ritrova un po’ in tutti gli ambiti e in tutte le scelte che effettuiamo, privilegiando, quando possibile, artisti, fornitori, artigiani e prodotti di casa nostra. Allo stesso tempo, dobbiamo tenere in considerazione anche il pubblico di Piazza Grande e del Locarno Film Festival; l’obiettivo è proprio quello di fare incontrare queste due realtà e le due tipologie di pubblico a esse legate. In questo senso, insieme al Main partner la Mobiliare, si è voluto rispondere alle esigenze del pubblico locarnese e della regione creando uno spazio aggregativo popolare all’interno della manifestazione, in linea con la sua vicinanza storica al territorio. Un punto di incontro per tutti, per il pubblico in arrivo dal resto della Svizzera e dall’estero certo, ma anche e soprattutto per quello regionale tradizionalmente legato alla Rotonda. Questo si riscontra anche a livello di scelte musicali, con ad esempio un artista abituato a suonare (anche) nei bar ticinesi, Luca Fellaz, che in quella che è una vera e propria “piattaforma” di scambio incontrerà grandi nomi internazionali come Guè e i Blues Brothers, giusto per citarne alcuni. Quello della Rotonda quale spazio d’incontro dinamico in grado di mutare – negli anni ma anche durante le singole edizioni e addirittura serate –, ma anche di far affezionare e ritornare la gente, è un concetto che sviluppiamo ormai da anni. Fra i 214 film del Locarno Film Festival e le 16 serate in Rotonda di questa edizione, la speranza è che ognuno riuscirà a godersi l’esperienza appieno».

Guè, Gabry Ponte, Tanja La Croix, ma anche Van De Sfroos e artisti locali

Per tentare di raggiungere tale obiettivo, gli organizzatori hanno messo assieme una line-up musicale d’eccezione: il già citato Guè (al rapper italiano l’onore di esibirsi nella serata di apertura), Gabry Ponte, The Original Blues Brothers Band, Davide Van De Sfroos, Tanja La Croix, Pegasus, Veronica Fusaro, Make Plain, Mattak sono solo alcuni dei nomi che animeranno le notti locarnesi, insieme ai più promettenti artisti svizzeri e locali (la lista completa, così come gli orari e tutte le informazioni utili, si trovano al sito locarnofestival.ch)… «La programmazione musicale (creata in collaborazione con Rsi e con il supporto di Montreux Jazz Festival, Riser, Vallemaggia Magic Blues ed enjoyArena, ndr) sarà un amalgama di stili in grado di dare a ogni serata un carattere preciso, rendendo la Rotonda anche un luogo di scambio tra generazioni diverse».

In settimana musica spenta all’una, ma la festa prosegue all’interno

C’è poi una novità assoluta... «Un club aperto tutte le sere per portare una ventata di aria fresca. In pratica si tratta di una nuova area chiusa pensata sia per offrire qualcosa che mancava al nostro pubblico, sia per cercare di diminuire l’impatto sul vicinato e inserirci così ancora meglio nel contesto locale: su nostra proposta, durante la settimana la musica all’interno della Rotonda non durerà infatti più come in passato sino alle 3 di notte (come invece sarà ancora il caso il venerdì e il sabato, ndr), ma solo fino all’una, e chi lo vorrà potrà proseguire la festa all’interno del Club76. In questo modo speriamo di far contenti tutti».

Arte, gastronomia e artigianato con un occhio alla sostenibilità

Musica per tutte le orecchie quindi, ma non solo… «Ogni serata offrirà eventi speciali non solo musicali, all’insegna della sostenibilità e con un occhio di riguardo alle esigenze locali, tanto nella proposta quanto nei prezzi contenuti. Uno dei punti forti della Rotonda sarà proprio questo: tra le scenografie curate da atelier oï (gruppo con sede a La Neuveville, nel Giura bernese, ndr), si potrà scegliere cosa privilegiare, tra la degustazione di piatti locali e internazionali (oltre 20 le realtà coinvolte, la maggior parte di casa nostra), le installazioni artistiche a cielo aperto, gli spettacoli di vario tipo (anche per i più piccoli, con un family corner dedicato) e un mercato in cui scoprire artigiani e artisti (in questo caso praticamente tutti locali)».

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