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Tornano le bordate sul gigante: ‘Ci sentiamo calpestati’

Con i concerti riaffiorano contrasti e, forse, complessi. Dall'ampia occupazione del suolo pubblico alla percentuale negoziata con gli esercenti

Con i concerti riaffiorano contrasti e, forse, complessi. Dall'ampia occupazione del suolo pubblico alla percentuale negoziata con gli esercenti

22 luglio 2023
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“Nostalgie Rad”, la ruota della nostalgia: è il nome della spettacolare struttura rotante, alta 33 metri, che svetta a pochi passi dal Lago Maggiore e funge da porta d’entrata sul grande “progetto Moon&Stars” 2023. Progetto che da Largo Zorzi, con la sua “Food & Music Street”, si estende fino a via Franchino Rusca, quasi al limitare della Rotonda di piazza Castello, passando da Piazza Grande, da tutte le vie del centro e inglobando anche aree laterali come piazza Muraccio. In pratica parliamo di quegli stessi spazi pubblici del centro urbano – oltre 40mila metri quadrati – che nei prossimi anni, sull’asse est-ovest, verranno valorizzati a tappe dall’ente pubblico.

L’attuale occupazione della città suscita immancabilmente, nei locarnesi, un misto di ammirazione, invidia, fastidio e fascino; sentimenti che si estendono osservando le ondate di ospiti confederati che sono l’unico “target” dell’evento: a loro è stato venduto quest’anno il 90% dei biglietti per le 7 serate di concerti in Piazza Grande e in grandissima parte a loro è dovuto l’indotto economico generato dalla manifestazione: secondo uno studio dell’Università della Svizzera italiana, parliamo di ben oltre 60 milioni di franchi.

Implicazioni culturali e abitudini stravolte

Ma molto prima di quelle economiche sono le implicazioni culturali e se vogliamo anche sociologiche, quelle che emergono con forza. Quando il “patron” della manifestazione, Daniel Büchi, si interroga sul perché, ogni anno, “Moon&Stars” venga vissuto non tanto o non soprattutto come una grande opportunità altrimenti preclusa, ma piuttosto come una sorta di calata degli Unni, «l’incredulità – ci dice – è grande. Non capisco perché gli eventi di Locarno vengano costantemente criticati. “Moon&Stars” lo è in particolare perché porta oltre Gottardo molti svizzeri di lingua tedesca; è un pubblico da cui il Ticino trae enormi vantaggi economici. Sono convinto che una maggioranza della popolazione locale veda le opportunità, ma è una minoranza col megafono che grida più forte».

Peraltro, un semplice elenco degli spazi presi in consegna e fatti propri dall’organizzazione – spazi contrassegnati da “Crew only” e da “accesso vietato” – è significativo di quanto e come cambino, a luglio, gli equilibri all’interno del contesto urbano. Parliamo di Largo Zorzi, interamente occupato dai “food truck” dell’ampio villaggio gastronomico in gran parte “targato” Zurigo; dell’adiacente Passaggio del Naviglio Vecchio, con la relativa piazzetta degli scacchi, diventata salotto esclusivo di uno sponsor; dello slargo davanti all’ex Globus, rinominato “Piazza piccola”, e dove poco lontano svetta una torretta in legno realizzata dallo stesso marchio della grande distribuzione; di via Luigi Gilardi, con i suoi parcheggi, interamente occupata dai container dei servizi igienici; dei giardini pubblici a ridosso del Teatro di Locarno e dei Giardini Pioda, dove la piazzetta del mercato rappresenta l’unico passaggio consentito fra aree sbarrate a chi non possegga un apposito “pass”.

Delle zone soggette a limitazioni fanno parte anche via Ciseri e via Trevani, con tutti i loro parcheggi pubblici; via della Pace, chiusa dal tardo pomeriggio per diventare zona di collegamento pedonale fra Largo Zorzi e il centro; la cosiddetta piazza Magnolia davanti al palazzo postale, occupata da una struttura circolare per la ristorazione; l’intera piazza Muraccio, la cui funzione di parcheggio pubblico dalle ore pomeridiane decade, poiché riservata all’organizzazione e alla polizia. E anche, naturalmente, Piazza Grande, trasformata in fortino inespugnabile fra palco (gigantesco), altre strutture di grandi dimensioni e le immancabili “zone Vip”, accessibili agli acquirenti di “pacchetti” da oltre 400 franchi.

Commercianti scontenti

L’uso di tutto il suolo pubblico costa agli organizzatori 50mila franchi di base, più altri 5’000 per ogni serata. E crea inevitabili problemi di “riconoscimento” del territorio da parte dei locali (lo stesso accade, almeno in parte, con il Film Festival), nonché particolari disagi per quei commercianti che si ritrovano penalizzati da divieti e sbarramenti. «Da due settimane, dalle 18 hanno tolto dei posteggi pubblici utilizzati dalla nostra clientela – lamenta un negoziante di via Trevani –; in seguito è stata chiusa pure la strada. Come se non bastasse, ci hanno piazzato un container proprio davanti all’entrata. Abbiamo dovuto richiederne la rimozione. Non siamo contro questi eventi di richiamo, chiediamo tuttavia che ci rispettino e che ci lascino lavorare. La nostra clientela in queste giornate è quasi del tutto sparita».

Di confronti con la manodopera di “Moon&Stars” per far rimuovere un ingombro piazzato nel posto sbagliato parla anche un esercente di Largo Zorzi. E un’altra commerciante, titolare di un negozio adiacente a Piazza Grande, rincara: «Per noi gli eventi di grande richiamo rappresentano, purtroppo, un handicap. Dai primi di luglio hanno iniziato il montaggio di infrastrutture che rimarranno installate fino a metà agosto, bloccando accessi e strade. A livello d’immagine questi grandi appuntamenti per la città sono importanti, ma noi ne usciamo penalizzati». Non mancano altre critiche al personale della logistica per l’atteggiamento sbrigativo e poco conciliante tipico, per citare un altro esercente, «di chi considera che tutto gli è dovuto».

La famosa quota del 17%

Malumori sono segnalati anche in relazione alla quota del 17% negoziata con “Moon&Stars” e poi “inghiottita” dai ristoratori della Piazza per operare esternamente con le loro mescite dedicate durante i concerti. Nunzio Longhitano, presidente di Gastro Lago Maggiore e Valli, premette che «Municipio di Locarno e Organizzazione turistica appoggiano la manifestazione, che porta nella nostra regione circa 100mila persone. Detto questo, reputo il 17% applicato per gli esercenti della Piazza assolutamente ingiustificato. La categoria già paga tutto l’anno al Comune l’occupazione del suolo pubblico e le imposte e non è giusto che debba accollarsi anche questi “pizzi”». Infine, sul villaggio gastronomico in Largo Zorzi: «La maggior parte dei “food truck” arriva dalla Svizzera interna e paga una parte di servizi, infrastrutture, pulizia e marketing curati dall’organizzazione durante tutta la durata della manifestazione. Ciò che conta, per noi, è che i prezzi vengano esposti in maniera chiara e che vengano rispettate le regole d’igiene».

‘La città spenta? Con un altro sindaco’

Primo strenuo difensore di “Moon&Stars” come volano economico fenomenale al servizio della città e della regione è il sindaco di Locarno, Alain Scherrer, anche e a maggior ragione nelle vesti di capodicastero Manifestazioni.

Sindaco, 50mila franchi di tassa d’uso, più altri 5’000 a serata, possono apparire tutto sommato un obolo esiguo, sia rispetto all’entità della presenza “fisica” sul territorio cittadino dell’evento, con tutte le sue infrastrutture, sia guardando alla portata economica della manifestazione.

La questione dell’affitto del suolo pubblico è stata una scelta fatta dal Municipio nel 2020. Avevamo definito noi le condizioni finanziarie, indipendentemente da chi avrebbe poi vinto il concorso (anche se di vero concorso non si parla, era più una “richiesta di offerte” da parte di specialisti in eventi). Anche se avessimo scelto uno degli altri gruppi che hanno partecipato, avremmo incassato la medesima cifra. Il nostro obiettivo era quello di poter scegliere il progetto che maggiormente ci convinceva, indipendentemente dal ragionamento finanziario. Anche con la Rotonda assegnata al Film Festival abbiamo preferito un discorso di qualità al guadagno; infatti in passato la Città incassava ben altre cifre.

Converrà che strade, piazze, accessi e parcheggi pubblici non si riconoscono più. I nuovi percorsi che ne derivano creano diversi malumori.

L’occupazione corrisponde a quanto previsto nella proposta per l’organizzazione di concerti e manifestazioni collaterali in Piazza Grande, Largo Zorzi e Magnolia che il Municipio ha attribuito nel 2020. È quella degli anni passati, salvo piccoli aggiustamenti (vedi spazio davanti all’ex Globus, dato che non c’è più il Ristorante Paolino). Ciò non toglie che ne siamo consapevoli e siamo riconoscenti alla nostra cittadinanza di tollerare alcuni disagi.

Il 17% di tassa negoziato da alcuni esercenti con gli organizzatori viene definito “pizzo” dal presidente di Gastro Lago Maggiore e Valli.

Su questo aspetto devo fare chiarezza. Nessun esercente paga un surplus del 17% su quanto incassa dall’utilizzo (terrazza e interno) di cui normalmente dispone durante tutto l’anno. Quel 17% è frutto di una trattativa tra privati (esercenti e “Moon&Stars”) e riguarda unicamente l’estensione per banconi o sedie aggiuntive sul suolo che è stato concesso a “Moon&Stars” assieme all’autorizzazione per l’evento. Nessuno è obbligato ad accettarlo. È un ragionamento “win-win”. Quanto alla definizione di “pizzo”, che reputo grave e del tutto fuori luogo, rilevo che durante JazzAscona sono richiesti oltre 10 franchi a sedia per sera agli esercenti, ma nessuno (giustamente) parla di “pizzo”.

Come giudica, nel loro complesso, le critiche assortite e ricorrenti a “Moon&Stars”?

Con grande amarezza. Sono convinto comunque che la maggior parte delle persone sia felice quando a Locarno c’è vita. Lo dimostra il tenore di un ampio servizio pubblicato sulla ‘Regione’, che riguardava fra l’altro lo stato di abbandono della zona ex Globus nell’attesa dell’inizio del cantiere Artisa. Spesso ci viene anzi chiesto di fare ancora di più per ravvivare la città. Ho l’impressione che si faccia di tutto per sobillare quella minoranza sempre pronta a reclamare e che ha forse l’obiettivo di affossare le manifestazioni. “Locarno on Ice” è criticata, “Moon&Stars” subisce lo stesso trattamento e non mi stupirò se fra due settimane venissero presi di mira il Festival e la sua Rotonda. A queste persone io rispondo che se vogliono una città spenta, hanno sbagliato sindaco.