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28.10.2022 - 08:30
Aggiornamento: 15:23

Presunto stupro a Riazzino, il 20enne nega la violenza

Secondo una prima ricostruzione, il giovane del Luganese e la coetanea avrebbero avuto un rapporto (si deve capire se consenziente o no) in un posteggio

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I contorni della vicenda sono ancora tutti da definire e gli inquirenti sono al lavoro per fare chiarezza, quel che è certo è che un giovane di 20 anni del Luganese è in carcere da martedì per presunta violenza carnale nei confronti di una coetanea, forse una conoscente. I fatti, secondo quanto riportato dalla Rsi e confermato anche da nostre fonti, si sono svolti lo scorso weekend, nella notte tra sabato 22 e domenica 23 ottobre, al termine probabilmente di una serata passata in uno dei locali notturni della zona industriale di Riazzino. L’aggressione sarebbe infatti avvenuta all’esterno di una discoteca, ma non il "famoso" Vanilla, bensì in un’area discosta del posteggio di un altro ritrovo pubblico, situato nei pressi della rotonda adiacente al sottopassaggio della ferrovia. Lì si sarebbe consumato il rapporto tra i due, al termine del quale la ragazza, in chiaro stato confusionale, ha chiesto aiuto a delle persone (dei suoi amici) che si trovavano in zona. Questi ultimi l’hanno accompagnata al Pronto soccorso dell’Ospedale la Carità di Locarno, dov’è rimasta sino al mattino per gli accertamenti del caso.

A quel punto è scattata l’inchiesta della Polizia cantonale, che ha raccolto varie testimonianze e che domenica si è recata sul posto per effettuare, come da prassi, i rilevamenti del caso. E due giorni dopo, martedì, sono scattate le manette per il giovane luganese, il quale non ha opposto resistenza all’arresto e ha in seguito fornito la sua versione dei fatti (già messa a confronto dagli inquirenti con quella della ragazza), contestando in sostanza di aver costretto la sua coetanea a subire il rapporto sessuale. Un elemento questo centrale per stabilire la responsabilità e la colpa del giovane, sul quale come detto pesa l’ipotesi di reato di violenza carnale e per il quale la procuratrice Valentina Tuoni, che coordina le indagini – portate avanti dalla sezione dei Reati contro l’integrità delle persone, che gestisce le inchieste concernenti atti contro l’integrità sessuale degli adulti (violenze carnali, coazione sessuale...) e che fa parte della Polizia giudiziaria –, ha chiesto la carcerazione preventiva (al proposito il giudice dei provvedimenti coercitivi si esprimerà nei prossimi giorni, forse già domani).

Una zona con diversi precedenti

Non è la prima volta che la zona industriale di Riazzino e i suoi locali notturni finiscono al centro della cronaca locale. Nel giugno del 2009 un giovane era finito in ospedale dopo aver ricevuto una coltellata in uno "scontro" che comprendeva altre due persone, il tutto all’esterno di una nota discoteca. Nel dicembre del 2010, stavolta all’interno del locale, cinque giovani avevano, per motivi futili, picchiato brutalmente un 18enne, prendendolo a pugni e a calci e procurandogli ferite gravi a un occhio, la frattura di uno zigomo e un trauma cerebrale. Nell’autunno 2013 un 24enne aveva invece accoltellato un 19enne, al culmine di un alterco sul piazzale. Infine, nell’ottobre 2017 all’interno del ritrovo era scoppiata una rissa con protagonisti in negativo in particolare tre ragazzi di età compresa tra i 21 e i 31 anni e finita, oltre che a calci e pugni, con l’accoltellamento di un 18enne. E sono solo alcuni degli episodi avvenuti in un’area che sembrerebbe essere nota anche per lo spaccio e il consumo di stupefacenti.

‘Rispetto al passato sono spariti i grandi eventi; oggi l’area è molto più tranquilla’

Al proposito abbiamo interpellato l’ex sindaco (fino all’aprile 2021) di Lavertezzo, Roberto Bacciarini: «La zona in questione ci aveva creato non pochi grattacapi a cavallo tra il 2000 e il 2015; con la sua discoteca e la sala giochi richiamava ogni fine settimana moltissimi giovani da tutto il cantone e anche da fuori. E, purtroppo, non di rado risse ed episodi di microcriminalità richiedevano l’intervento di Polizia e ambulanza. Ricordo che con i proprietari della discoteca, la Polizia e i soccorritori dell’autolettiga avevamo addirittura creato un protocollo d’intervento. Sono stati anni difficili anche per noi municipali. Poi, con la chiusura della discoteca e il Covid, la movida si è spostata altrove. Oggi sono pochi gli eventi di richiamo proposti rispetto ad allora. Il resto l’ha fatto il Covid. Quindi l’area è diventata molto più tranquilla anche nei weekend. Abito a pochi passi e di sirene di ambulanze e polizia non se ne sentono fortunatamente più. Parlare di zona di spaccio e di violenze mi sembra perciò fuori luogo. Non siamo certo il Bronx o il Platzspitz di Zurigo».

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